MILANO - Col Verona, nell’ultimo atto del 2025, il Milan ha affrontato con decisione i suoi intoppi invernali, di ostacolo alla corsa per lo scudetto. Non si può ancora sapere se li abbia totalmente risolti, dopo l’allarme della semifinale di Supercoppa italiana persa col Napoli a Riad, perché mancano le ulteriori controprove. Però ha certamente iniziato a medicarli con questo 3-0 sostanzioso, prodotto dalla solita felpata regia di Modric e dal risveglio di Nkunku, che non aveva ancora segnato in campionato e si è sbloccato con una doppietta.
La folla ha applaudito con soddisfazione l’esito dell’anticipo domenicale. Ha apprezzato in particolare Pulisic, il cui guizzo in coda al primo tempo noiosetto è stato l’apriscatole necessario. Il rigore di Nkunku in avvio di ripres…
MILANO - Col Verona, nell’ultimo atto del 2025, il Milan ha affrontato con decisione i suoi intoppi invernali, di ostacolo alla corsa per lo scudetto. Non si può ancora sapere se li abbia totalmente risolti, dopo l’allarme della semifinale di Supercoppa italiana persa col Napoli a Riad, perché mancano le ulteriori controprove. Però ha certamente iniziato a medicarli con questo 3-0 sostanzioso, prodotto dalla solita felpata regia di Modric e dal risveglio di Nkunku, che non aveva ancora segnato in campionato e si è sbloccato con una doppietta.
La folla ha applaudito con soddisfazione l’esito dell’anticipo domenicale. Ha apprezzato in particolare Pulisic, il cui guizzo in coda al primo tempo noiosetto è stato l’apriscatole necessario. Il rigore di Nkunku in avvio di ripresa e il quasi immediato tris dell’attaccante francese, con scatto sulla respinta del palo a un sinistro di controbalzo di Modric parato con difficoltà da Montipò, hanno di fatto chiuso ogni discorso dopo nemmeno un’ora di gioco.
Allegri aggiusta la statistica
Il Milan ha dunque aggiustato le statistiche e si è messo comodo ad aspettare il risultato dell’Inter, l’unica squadra aritmeticamente in grado di scavalcarlo in cima alla classifica. Intanto ha affrontato i suddetti problemi, che erano essenzialmente due. Il primo era la scarsa efficacia contro le squadre di classifica medio-bassa (9 punti potenziali lasciati finora per strada) e il 3-0 lo ha attenuato. Rispetto al secondo, la vulnerabilità difensiva emersa ultimamente (6 gol incassati nelle precedenti 3 partite inclusa la finale di Supercoppa col Napoli, media 2 reti subite a gara), il miglioramento è invece al momento soprattutto statistico, perché il Verona non ha affatto sollecitato Maignan.
Pulisic decisivo
La correlazione tra il risultato e la forza dell’avversario non è stata immediata nemmeno stavolta: il Verona ha retto per quasi un tempo. Zanetti, che doveva fare a meno di Belghali e Frese, ha scelto per le fasce Oyegoke e Bradaric, preservando corsa e fisicità e per un po’ la mossa ha funzionato. Bartesaghi, unico italiano del Milan nella formazione di partenza dato l’infortunio di Gabbia (anche nel Verona c’era un solo convocabile per il ct Gattuso, il portiere Montipò), ha cercato di giovarsi dell’assenza dell’algerino Belghali (squalificato e impegnato in Coppa d’Africa) per spingersi al frequente cross, ma si è presto capito che non avrebbe potuto replicare la recente doppietta col Sassuolo: troppo blando il ritmo, troppo intricata la foresta della metà campo avversaria, decisamente sovrappopolata.
Le modalità degli assalti milanisti hanno percorso canoni classici. Nel quintetto di centrocampo la regia di Modric ha invano cercato di scandire gli inserimenti degli interni Rabiot e Loftus-Cheek, preferito al recuperato Fofana, e le corse dello stantuffo esterno di destra Saelemaekers. Un tiro a lato di Loftus-Cheek, sporcato da una deviazione, è stato a lungo il solito spavento per Montipò. Ma per cambiare il corso delle cose è stata sufficiente la firma d’autore del trio Modric-Rabiot-Pulisic, appena prima dell’intervallo. Il gol del fantasista statunitense ne ha confermato la capacità di smuovere lo stagno: dote preziosissima, nel tatticismo del calcio italiano.
Nkunku finalmente all’altezza
Il colpo dell’1-0 è stato paradigmatico, perché lo ha determinato la qualità tecnica degli interpreti. Modric ha battuto un corner liftato, Rabiot ne ha corretto di testa la traiettoria e Pulisic, in agguato nell’area piccola, ha toccato al volo di piatto sotto la traversa. Allegri aveva dovuto lasciare a casa mezzo attacco – Leao per scongiurare la pubalgia, Gimenez convalescente e il neoacquisto Füllkrug bisognoso di allenamento – e si era affidato alla coppia Pulisic-Nkunku, col nazionale francese indiziato di cessione a gennaio e ancora alla ricerca del primo gol in campionato. L’allenatore è stato ricambiato. Nkunku era arrivato in ritardo in scivolata su un cross rasoterra di Rabiot, sul finire del primo tempo, e i tifosi avevano mugugnato secondo logica. Ma il reo si è emendato a inizio ripresa, conquistando per l’ingenua carica di Nelsson il rigore che lui stesso ha tirato, spiazzando Montipo. A quel punto il Verona, che Zanetti aveva cercato di puntellare cambiando la coppia d’attacco (da Giovane-Mosquera a Orban-Sarr), si è completamente dissolto. Il colpo fatale glielo ha inferto ancora Nkunku, anche se il tiro del 3-0, propizio al guizzo da rapace di Nkunku, lo ha inventato dal nulla Modric. Il resto della partita è diventato passerella, introdotta proprio dall’uscita anticipata dell’ex Pallone d’oro, sostituito da Jashari. La chiosa del pomeriggio milanista sono appunto gli applausi dello stadio al fuoriclasse quarantenne. Che in Supercoppa col Napoli aveva giocato solo l’ultimo quarto d’ora, a sconfitta già maturata.
Milan-Verona 3-0 (1-0) Milan (3-5-2): Maignan; De Winter, Tomori (40' st Odogu), Pavlovic; Saelemaekers (30' st Athekame), Loftus-Cheek (25' st Fofana), Modric (25' st Jashari), Rabiot, Bartesaghi; Pulisic (30' st Ricci), Nkunku (1 Terracciano, 96 Torriani, 2 Estupinan, 38 Castiello). All.: Allegri.
Verona (3-5-2): Montipò; Nunez, Nelsson, Bella-Kotchap; Oyegoke (30' st Serdar), Niasse, Elmusrati (40' st Harroui), Bernede, Bradaric (20' st Valentini); Mosquera (1' st Sarr), Giovane (1' st Orban) (34 Perilli, 94 Toniolo, 4 Perez, 19 Slotsager, 20 Kastanos, 23 Ebosse, 63 Gagliardini, 70 Cham, 72 Ajayi). All.: Bertolini (Zanetti squalificato).
Arbitro: Fabbri di Ravenna.
Reti: nel pt 46' Pulisic; nel st 3' (rigore) e 8' Nkunku.
Angoli: 7 a 3 per il Milan.
Recupero: 2' e 3'.
Ammoniti: Elmusrati per gioco falloso.
Spettatori: 74.618.