Spalletti, Yildiz e l’arte di allenare con amore: “Mi tratta come un figlio, può dirmi di tutto”
dal nostro inviato Emanuele GambaPISA – Spalletti dice che a Yildiz vuol bene come a un figlio: esagera un po’, ma è vero che tra le tante cose che l’ex ct ha portato alla Juventus c’è anche l’amore. Lucio abbraccia, stringe, distribuisce parole dolci e qualche volta strilla (l’amore è anche questo), sperando di venire ricambiato almeno in minima parte, perché sa che la mozione degli affetti è una motivazione non meno importante dell’ambizione.
Le coccole di Spalletti a Yildiz
Con Yildiz, in tutti i casi, il rapporto è speciale, anche perché il giovane turco ha appena vent’anni (ogni tanto lo si dimentica) e Spalletti potrebbe quasi quasi essergli addirittura nonno. Il suo fiuto per i ragazzi di talento gli ha subito fatto riconoscere la pasta del suo numero 10: quando è arrivato a Torino …
PISA – Spalletti dice che a Yildiz vuol bene come a un figlio: esagera un po’, ma è vero che tra le tante cose che l’ex ct ha portato alla Juventus c’è anche l’amore. Lucio abbraccia, stringe, distribuisce parole dolci e qualche volta strilla (l’amore è anche questo), sperando di venire ricambiato almeno in minima parte, perché sa che la mozione degli affetti è una motivazione non meno importante dell’ambizione.
Le coccole di Spalletti a Yildiz
Con Yildiz, in tutti i casi, il rapporto è speciale, anche perché il giovane turco ha appena vent’anni (ogni tanto lo si dimentica) e Spalletti potrebbe quasi quasi essergli addirittura nonno. Il suo fiuto per i ragazzi di talento gli ha subito fatto riconoscere la pasta del suo numero 10: quando è arrivato a Torino per rimpiazzare Tudor, Kenan era un po’ in crisi (anzi, era soprattutto stanco), ma Lucio lo ha subito coccolato (“Ditegli che può anche giocare male, ma che con me giocherà sempre”), ne ha esaltato le doti (“quando sta per tirare, din don, senti le campane che suonano”), lo ha avvicinato alla porta anche se il ragazzo tende spesso ad allontanarsene, allargandosi sulla sinistra. Ma gli ha perdonato anche questo: “È giusto che vada dove se la sente, lui sa. A sinistra ha meno avversari da saltare, in genere, anche se poi gli tocca rincorrere il terzino quando avanza. Però lui fa volentieri pure quello, anche se poi si stanca”.
Yildiz capocannoniere della Juventus
È un idillio, quello tra i due, anche se è soprattutto Spalletti a essere innamorato. A Pisa, Yildiz ha segnato la sua settima rete stagionale (sei in campionato e una in Champions), diventando il capocannoniere della Juventus, però non ha giocato bene e durante la partita l’allenatore gliel’ha spesso fatto notare, urlandogli dietro rimproveri e consigli (“Batti meglio gli angoli!”, “Punta di più l’uomo!”, “Vieni più dentro al campo!”), perché raramente il rendimento della squadra prescinde da quello del numero 10.
L’abbraccio tra Spalletti e Yildiz dopo il 2-0
Quando poi Yildiz è stato sostituito, un secondo dopo aver segnato il gol del 2-0 (sarebbe uscito prima, se soltanto il gioco si fosse fermato), tra allenatore e giocatore c’è stato un forte abbraccio. Paterno. Filiale. “Gli voglio bene come a un figlio”, dice Lucio, “perché so che lui è quello che ci può far cambiare le cose, che fa sterzare le partite, e allora è giusto che gli stia addosso, qualche volta in maniera gentile e qualche altra in altra maniera come a Pisa, perché nel i stava mancando la sua qualità e noi ne abbiamo bisogno. Ma nessuno potrà mai farmi dubitare della sua grandissima disponibilità, della sua personalità. Siamo in sintonia e quindi gli posso dire le cose e lui deve stare attento a quello che gli dico. È il nostro numero 10, è giusto che si prenda certe responsabilità”.
Yildiz accetta la pressione
Yildiz certo non si sottrae, né alle responsabilità né agli abbracci e ai rimproveri del suo allenatore. “Lui mi spinge tanto e mi va benissimo se mi urla, perché so di essere un giocatore importante per la Juventus. Ho il carattere per sopportare quelle urla, mi piace che mi sproni”. E talvolta lo spirito di sopportazione viene premiato, ad esempio a Pisa con quel golletto quasi fuori tempo massimo, “il più facile della mia vita. Sono stato fortunato, perché stavo per uscire”. Lo prenda come un regalo paterno.