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Tutto facile per la Roma contro il Genoa: De Rossi battuto 3-1 e poi omaggiato dall’Olimpico

(ansa)
Tre gol nei primi 31 minuti, poi è controllo per i giallorossi, che salgono al quarto posto
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ROMA – Il peggio è (il) passato. Emozionanti gli striscioni “Sempre casa tua”, “bentornato”, “non sarai mai un avversario”, un “grazie” sul maxischermo, il saluto ai fotografi che conosce, i cori della Curva, il saluto finale sotto la Sud, l’abbraccio con i giocatori che ha allenato, Mancini, Dybala, Soulé, bellissimo che in tribuna ci fossero moglie-famiglia-amici e anche l’Ostiamare, la squadra di serie D cui è presidente, e scoprire che perdere l’amore (vero) è impossibile, poi però c’è la partita. E dopo 31 minuti quella di De Rossi contro la Roma era già finita: era sotto 3-0, nessuno è più ingrato e crudele di una ex che hai tanto amato. Il 3-1 finale non lo consola certamente.

La partita di De Rossi

Dopo aver bevuto tre volte nervosamente dalla im…

ROMA – Il peggio è (il) passato. Emozionanti gli striscioni “Sempre casa tua”, “bentornato”, “non sarai mai un avversario”, un “grazie” sul maxischermo, il saluto ai fotografi che conosce, i cori della Curva, il saluto finale sotto la Sud, l’abbraccio con i giocatori che ha allenato, Mancini, Dybala, Soulé, bellissimo che in tribuna ci fossero moglie-famiglia-amici e anche l’Ostiamare, la squadra di serie D cui è presidente, e scoprire che perdere l’amore (vero) è impossibile, poi però c’è la partita. E dopo 31 minuti quella di De Rossi contro la Roma era già finita: era sotto 3-0, nessuno è più ingrato e crudele di una ex che hai tanto amato. Il 3-1 finale non lo consola certamente.

La partita di De Rossi

Dopo aver bevuto tre volte nervosamente dalla immancabile bottiglietta d’acqua che gli fa compagnia in panchina ha capito che davvero non bisogna tornare dove si è stati felici. Ed è strano per uno come De Rossi, che per una vita ha avuto un soprannome che lo inchiodava al futuro (per anni dietro a Totti è stato l’eterno Capitan Futuro), essere costretto a coniugare tutto quello che lo legava alla Roma al passato. E che può anche fare male. Il suo Genoa ha sofferto il pressing giallorosso che non ha fatto respirare i suoi giocatori in fase di impostazione e ha messo in apprensione la sua difesa. Mentre la Roma, troppe volte irriconoscibile e schizofrenica, era in serata di grazia ed è stata perfetta. Ha sfruttato le fragilità rossoblù: al netto delle leggerezze in fase difensiva i tre gol del primo tempo sono l’esatta applicazione del gioco e delle idee di Gasperini, pressione asfissiante a tutto campo, caccia del pallone, aggressione, ripartenze, inserimenti. Il primo gol, quello di Soulé dopo appena 14 minuti, arriva dopo un gran recupero dell’argentino su Martin. Nel secondo, dopo altri 5 minuti con Koné alla prima rete in campionato, c’è la partecipazione collettiva della squadra con Mancini che si inserisce e quello del mediano, Koné, che arriva a rimorchio e va a invadere l’area di rigore. E anche nel terzo c’è l’erroraccio di Malinovski che serve Soulé, ma c’è la determinazione di Ferguson a chiudere l’azione.

(reuters)

I gol

L’irlandese, schierato a sorpresa per la febbre di Baldanzi, era stato bastonato dal tecnico che nell’ordine aveva detto «non mi sta convincendo», «deve iniziare a dimostrare qualcosa», «deve avere fame» più varie ed eventuali senza affetto. Ieri sera Gasperini invece lo ha spronato, mentre è stato severo con i suoi pupilli Soulé e Dybala che non lo servivano bene. Alternare i rimproveri e le critiche, un vecchio sistema che mette pressione, ma a volte funziona. Forse sperava di far reagire Dybala, che è rimasto un’altra volta a secco all’Olimpico: per la prima volta nella sua carriera in Italia, l’argentino non ha fatto gol in casa in un anno solare. Ma intanto dopo tre sconfitte nelle ultime quattro partite la Roma si gode il sorpasso alla Juventus e il ritorno tra le prima 4 in classifica. Il peggio è passato? De Rossi non è riuscito nemmeno a criticare i suoi, non ha esultato quando a 3 minuti dal termine Ekhator ha segnato il 3-1, è rimasto con le mani in tasca ad aspettare la fine. Il ritorno è stato amarissimo, ora deve mettere mani al presente della sua squadra, qualcosa deve cambiare. Quello che non si può fare con il passato.

Il saluto di De Rossi

De Rossi non è riuscito nemmeno a criticare i suoi, non ha esultato quando a 3 minuti dal termine Ekhator ha segnato il 3-1, è rimasto con le mani in tasca ad aspettare la fine. Poi è andato sotto la Curva Sud: «Ci sarà sempre grande amore con i tifosi e con i giocatori, non ero riuscito a salutarli bene. Anche per loro è stato uno shock quando me ne sono andato».

Roma-Genoa 3-1 (3-0)

Roma (3-4-2-1): Svilar 6 – Mancini 6.5 (29’ st Ghilardi 6), Ziolkowski 6.5, Hermoso 6.5 – Celik 6, Koné 7, Cristante 6 (29’ st Pisilli 6), Wesley 6 (35’ st Rensch sv) – Soulé 7 (12’ st El Shaarawy 6), Dybala 6.5 – Ferguson 6.5 (35’ st Dovbyk sv). All. Gasperini 7.

Genoa (3-5-2): Sommariva 6 – Ostigaard 4.5 (13’ st Marcandalli 5.5), Otoa 4, Vasquez 4 – Norton-Cuff 5, Malinovskyi 4.5 (13’ st Fini 5.5), Frendrup 5 (34’ st Masini sv), Ellertsson 5.5, Martin 5.5 – Ekuban 5 (13’ st Colombo 6), Vitinha 5.5 (27’ st Ekhator 6.5). All. De Rossi 4.5.

Reti: 14’ pt Soulé, 19’ pt Koné, 31’ pt Ferguson, 42’ st Ekhator

Arbitro: Di Bello 5

Note: ammonito Frendrup.

Spettatori 67785

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