Il calcio è quel gioco dove scendono in campo in 22 poi decide tutto il Var. Il protagonismo delle immagini video è ormai in fase avanzata. E manda in crisi il mondo arbitrale, sempre più marginale.
Nell’ultima giornata, pur senza errori macroscopici, il nervosismo e le polemiche sono state ancora una volta il comune denominatore su molti campi: da Bergamo, con i due gol analizzati per interminabili minuti, a Firenze, fino al rigore concesso sabato pomeriggio alla Juventus o alla settima espulsione laziale. I problemi sono molti: dalla mancanza di una linea comune per l'analisi degli episodi al tempo impiegato per arrivare a decisioni che, in ogni caso, scontentano proprio perché frutto di interpretazione. E così il Var tradisce il motivo per cui è stato pensato, analizza al microscopio tutto, è di fatto una moviola in campo. Facendo passare in secondo piano il punto di vista dell’arbitro che ormai non decide quasi nulla.
Il Var protagonista a Bergamo
Il Var è nato per prevenire gravi…
Il calcio è quel gioco dove scendono in campo in 22 poi decide tutto il Var. Il protagonismo delle immagini video è ormai in fase avanzata. E manda in crisi il mondo arbitrale, sempre più marginale.
Nell’ultima giornata, pur senza errori macroscopici, il nervosismo e le polemiche sono state ancora una volta il comune denominatore su molti campi: da Bergamo, con i due gol analizzati per interminabili minuti, a Firenze, fino al rigore concesso sabato pomeriggio alla Juventus o alla settima espulsione laziale. I problemi sono molti: dalla mancanza di una linea comune per l'analisi degli episodi al tempo impiegato per arrivare a decisioni che, in ogni caso, scontentano proprio perché frutto di interpretazione. E così il Var tradisce il motivo per cui è stato pensato, analizza al microscopio tutto, è di fatto una moviola in campo. Facendo passare in secondo piano il punto di vista dell’arbitro che ormai non decide quasi nulla.
Il Var protagonista a Bergamo
Il Var è nato per prevenire gravi ed evidenti errori. Oggi è un occhio sempre vigile e attento, che viviseziona ogni situazione praticamente senza limiti temporali. Il caso più eclatante si è verificato a Bergamo, dove l’arbitro ha prima convalidato il gol di Scalvini, che tra un possibile tocco di braccio del difensore e un fallo su Svilar ha lasciato dietro di sé una scia di dubbi. Espressi senza troppi giri di parole a fine partita da Gasperini: le mani di Scalvini sul viso di Svilar sono abbastanza evidenti. Ancora più cervellotica, ma paradossalmente corretta per l’interpretazione, la decisione sul gol di Scamacca: il centravanti parte in fuorigioco sul lancio iniziale, interviene in contrasto su Hermoso, pur partendo a 7,90 metri dal difensore giallorosso, traendo così vantaggio dalla sua posizione irregolare e segnando in seguito di testa. Sei minuti di revisione e annullamento della rete: scelta contorta, che ha spezzato la partita, ma giusta da regolamento.
Il rigore di Firenze
Un altro episodio controverso si è verificato a Firenze, nella partita tra viola e Cremonese, dove l’arbitro La Penna ha prima concesso un rigore alla Fiorentina per fallo di Baschirotto su Piccoli, per poi tornare sui suoi passi tratto in inganno dal Var. Una evidente decisione di campo da rispettare, oltre che corretta, penalizzata dall’eccessiva ricerca del particolare, della sbavatura da parte del Var.
E che ha causato nervosismo e tensione, sfociate nella rissa tra le due squadre. Una chiamata all’on field review eccessiva rispetto ai parametri utilizzati, chiusa con la chiamata di un presunto primo fallo dell'attaccante.
I casi a Torino e Roma
Anche il rigore di sabato pomeriggio all’Allianz Stadium, fischiato a favore della Juventus, è un classico episodio da Var. Un rigore tecnicamente ineccepibile secondo il regolamento attuale, ma che lascia perplessi non tanto sulla decisione singola, ma sulla direzione che sta prendendo il mondo arbitrale. Sul tiro di David, il leccese Dramè “tocca prima il pallone con il piede – ha spiegato Luca Marelli a Dazn -, il movimento sembra anche congruo, ma il braccio è parecchio staccato dal corpo. Sono d'accordo con la decisione di assegnare sul rigore”.
Se Collu non fosse stato richiamato dal Var, probabilmente nessuno si sarebbe accorto del rigore: nonostante questo non sarebbe stato un chiaro ed evidente errore. Tensione anche a Roma, nella partita tra Lazio e Napoli: “Oggi è tutto molto soggettivo – si lamenta Zaccagni a fine partita - non capisco come vengano applicate certe regole”. Il tutto nasce dalla dubbia punizione da cui è nato il secondo gol, da un possibile fallo di Rrahmani e per i due cartellini gialli mostrati a Noslin: “La stranezza – sottolinea Sarri – è che siamo secondi per minor numero di falli commessi, ma abbiamo il record di espulsioni”.