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Roma, Gasperini: “Dai Friedkin ho ricevuto un segnale, averli qui ci aiuta”

Gian Piero Gasperini (reuters)

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Il tecnico: “La vicinanza della società vale più dei nostri 36 punti”. Emergenza contro il Sassuolo
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ROMA – “Non bisogna fare acquisti tanto per farli”. Giura di non voler parlare di mercato, Gian Piero Gasperini. Ma finisce per farlo, anche indirettamente: “Da qualche partita, ormai, siamo in emergenza”. Sabato alle 18 la sua Roma ospita il Sassuolo all’Olimpico. Il tecnico vuole confermare quanto di buono dimostrato a Lecce, ma cerca un assist dalle trattative. Perché “siamo pochi”. Tanto che “in panchina ci saranno cinque giocatori della primavera”.

Il vertice con la proprietà

Il messaggio è chiaro – “se non trovo rifornimento in prima squadra, devo attingere da lì” – come il destinatario: la proprietà. “La vicinanza della società vale più dei nostri 36 punti”, dice il tecnico, che ora – dopo i vertici degli ultimi giorni – sente la presenza dei Friedkin: “Da loro h…

ROMA – “Non bisogna fare acquisti tanto per farli”. Giura di non voler parlare di mercato, Gian Piero Gasperini. Ma finisce per farlo, anche indirettamente: “Da qualche partita, ormai, siamo in emergenza”. Sabato alle 18 la sua Roma ospita il Sassuolo all’Olimpico. Il tecnico vuole confermare quanto di buono dimostrato a Lecce, ma cerca un assist dalle trattative. Perché “siamo pochi”. Tanto che “in panchina ci saranno cinque giocatori della primavera”.

Il vertice con la proprietà

Il messaggio è chiaro – “se non trovo rifornimento in prima squadra, devo attingere da lì” – come il destinatario: la proprietà. “La vicinanza della società vale più dei nostri 36 punti”, dice il tecnico, che ora – dopo i vertici degli ultimi giorni – sente la presenza dei Friedkin: “Da loro ho ricevuto un segnale. Il fatto che la proprietà resti qui per tanti giorni, come non aveva mai fatto prima, ci aiuta”.

Giacomo Raspadori 

"A gennaio possiamo migliorarci”

Gasperini spera che il dialogo con il presidente Dan s’intensifichi: “Mi piacerebbe che i contatti aumentino sempre di più”. E ancora: “I Friedkin sono persone che hanno mille attività, però quando parlo con loro siamo in linea sul da farsi. L’importante, però, è farlo". Guarda in avanti, l’allenatore della Roma. Perché “il futuro sarà più complicato”, visto che “alcuni giocatori sono in scadenza, molti sono in prestito”. Sul breve periodo, invece, Gasperini è più fiducioso: “A gennaio possiamo migliorarci”.

In emergenza con il Sassuolo

L’importante – sottolinea – “è rinforzare, aumentare la competitività della squadra”. In attesa del primo assist dalle trattative: Giacomo Raspadori. Ma il tecnico evita la questione: “Qualcuno mi ha mai sentito parlare di Raspadori? Parlo solo dei miei giocatori”. Wesley, per esempio, “è influenzato, bisogna valutarlo”. E ancora la squalifica di Cristante, l’infortunio di Artem Dovbyk. Anche in difesa – Ndicka è in coppa d’Africa – “siamo pochi”. Su Angelino, fuori da tempo, “serve mantenere il massimo riserbo, perché si tratta di questioni mediche”. Nonostante le assenze, “il gruppo è compatto e coeso, anche con i giocatori che non hanno una prospettiva certa”. Su questo fronte, Gasperini si dice “sereno, tranquillo”.

La corsa alla Champions

Ma quel gruppo va infoltito per centrare gli obiettivi: “Bisogna partire da quello che c'è. Personalmente, io penso che i miei calciatori abbiano fatto bene, poi magari non riusciamo a vincere lo scudetto o a entrare in Champions League”. Una prospettiva, quest’ultima, che stravolgerebbe il piani del progetto, ingolfando le casse del bilancio romanista. L’ingresso nell’Europa dei grandi rimane il target stagionale più importante: a quello Gasperini sta lavorando, collaborando strettamente con la proprietà e il senior advisor Claudio Ranieri. “Il rapporto con lui è ottimo”, sottolinea l’allenatore. “Claudio è molto rispettoso dei ruoli e sempre presente”, prosegue. A Gasperini, poi, non manca la voglia di sdrammatizzare: “Dopo l’operazione al ginocchio, Ranieri non riusciva più a giocare bene, ma ora si allena di nuovo”. Un sorriso per nascondere le proccupazioni.

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