Un mese dopo il miracolo di Parma, quando vinse in 9 contro 11, la Lazio torna al successo in campionato. Grazie a un autogol di Nelsson su tiro-cross di Lazzari al 79', i biancocelesti sorpassano il Bologna in classifica e salgono all'ottavo posto, a tre punti dall'Atalanta settima. La missione Europa, per la squadra di Sarri che ha appena ceduto Guendouzi e Castellanos, resta molto difficile ma non impossibile. Dopo i veleni tra la Lazio e gli arbitri, stavolta è l'altra squadra – in questo caso il Verona – a lamentarsi, per un contatto nel finale tra Provedel e Valentini, che però erain evidente fuorigioco. Con questa sconfitta, i veneti restano penultimi, la zona salvezza non è lontana (il Genoa è a 3 punti), ma la fase difensiva resta preoccupante: 31 reti subite, solo Udinese e Torino hanno fatto peggio (32). Apprezzabile, dall'altra parte, il carattere della squadra di Sarri, che ha saputo lasciarsi alle spalle i problemi – gli infortuni, il caos del mercato, le polemiche infin…
Un mese dopo il miracolo di Parma, quando vinse in 9 contro 11, la Lazio torna al successo in campionato. Grazie a un autogol di Nelsson su tiro-cross di Lazzari al 79', i biancocelesti sorpassano il Bologna in classifica e salgono all'ottavo posto, a tre punti dall'Atalanta settima. La missione Europa, per la squadra di Sarri che ha appena ceduto Guendouzi e Castellanos, resta molto difficile ma non impossibile. Dopo i veleni tra la Lazio e gli arbitri, stavolta è l'altra squadra – in questo caso il Verona – a lamentarsi, per un contatto nel finale tra Provedel e Valentini, che però erain evidente fuorigioco. Con questa sconfitta, i veneti restano penultimi, la zona salvezza non è lontana (il Genoa è a 3 punti), ma la fase difensiva resta preoccupante: 31 reti subite, solo Udinese e Torino hanno fatto peggio (32). Apprezzabile, dall'altra parte, il carattere della squadra di Sarri, che ha saputo lasciarsi alle spalle i problemi – gli infortuni, il caos del mercato, le polemiche infinite con gli arbitri – e ha meritato la vittoria.
La cronaca della gara
Lazio in piena emergenza, al punto che Sarri fa subito debuttare il nuovo acquisto Taylor: “Ha fatto solo una sgambata con noi, è la prima volta che mi capita di schierare un giocatore dopo un allenamento, questo fa capire in che condizioni siamo”, dice Sarri. Buona la prestazione dell'olandese arrivato dall'Ajax, utilizzato nel suo ruolo di mezzala sinistra al posto dell'infortunato Basic. Qualità nel fraseggio, dinamismo, intelligenza negli inserimenti e personalità già sembrano le sue doti migliori. Per il resto, senza Zaccagni, tridente inedito con Isaksen a destra, Noslin centravanti e Cancellieri a sinistra. Il canovaccio della gara è chiaro dai primi minuti: possesso palla, spesso sterile, della Lazio, il Verona si chiude compatto e poi cerca di rendersi pericoloso in contropiede con la coppia formata da Giovane – corteggiato da Roma e Atalanta – e Orban.
La frecciata di Sarri alla società Lazio
Al 5' l'occasione più clamorosa del primo tempo: Isaksen si libera davanti a Montipò ma gli tira praticamente addosso, sulla ribattuta Noslin di testa – disturbato forse fallosamente (calcio sulla fronte) dal tedesco Bella-Kotchap – non centra la porta vuota. Per il Verona solo un sinistro leggibile di Bradaric deviato da Provedel. Sarri invita spesso i tre attaccanti a scambiarsi le posizioni per dare meno riferimenti: la Lazio prepara bene le azioni offensive ma poi si perde in area. Particolarmente attivo Isaksen, che deve farsi perdonare le ultime prestazioni, tutte negative: davanti alla porta, però, il danese non punge, lo score di 11 reti in 101 gare con la Lazio è significativo. Parte in panchina l'altro neoacquisto biancoceleste, il centravanti Ratkov. “La cosa che sconcerta – la frecciata di Sarri alla società prima della gara – è che tutti gli anni per la Lazio sembra sia l'anno zero. Gli obiettivi? Li ho ben chiari: dobbiamo costruire un gruppo che con un paio di innesti diventi più competitivo, pronto per un livello superiore”.
La sliding door della partita sul finale
Più equilibrata la gara nella ripresa, con il Verona che si rende pericoloso due volte nel primo quarto d'ora. Al 55' debutta nella Lazio anche Ratkov, che sostituisce Noslin: il gigante serbo, 193 centimetri d'altezza, è molto forte di testa e si nota subito, in una sponda aerea a centrocampo. Però con la palla a terra si fa anticipare spesso da Bella-Kotchap, difensore molto interessante perché potente e aggressivo. Al 60' Cancellieri cade in area, la Lazio protesta, non c'è nulla: evidente il nervosismo dei giocatori di Sarri per le tensioni con gli arbitri. Al 70' il rientro di Rovella, molto applaudito dai 2500 laziali presenti al Bentegodi: il centrocampista, operato per la pubalgia, non giocava dal derby con la Roma del 21 settembre. Al 78' la migliore occasione del Verona: praticamente da solo davanti a Provedel, Bernede tira a lato. Errore letale, perché subito dopo – palla persa dallo stesso Bernede - la Lazio passa con l'autogol di Nelsson sul tiro-cross di Lazzari. Un colpo di fortuna che vale tre punti.
VERONA (3-5-2): Montipò 6; Valentini 6, Nelsson 5.5, Bella-Kotchap 6.5 (31' st Nunez 6); Bradaric 6, Niasse 6 (43' st Elmusrati sv), Gagliardini 6 (31' st Serdar 6), Bernede 5.5, Frese 6; Giovane 6.5 (23' st Mosquera 6), Orban 4.5 (23' st Sarr 6). Allenatore: Zanetti 6
LAZIO (4-3-3): Provedel 6; Marusic 6.5, Gila 7, Romagnoli 6, Pellegrini 6.5 (10' st Lazzari 7); Taylor 6.5 (47' st Belahyane sv), Cataldi 6 (24' st Rovella 6), Vecino 6; Isaksen 6 (25' st Pedro 6), Noslin 5 (10' st Ratkov 6), Cancellieri 6. Allenatore: Sarri 6.5 ARBITRO: Guida di Torre Annunziata 5. RETE: 34' st aut. Nelsson. NOTE: serata serena, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Bella-Kotchap, Cancellieri, Valentini. Angoli: 2-1. Recupero: 1' pt; 5' st.