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Conte rosso di rabbia: “Vi dovete vergognare”. Poi sceglie il silenzio

Conte calcia via il pallone per la rabbia (reuters)

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Il tecnico del Napoli furioso per il rigore concesso all’Inter. Espulso, rischia una squalifica non lieve
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Tra vergogna e meraviglia, il campionato resta vivo e lotta insieme a noi, anche se un pestone rischiava di ammazzarlo sull’uscio del girone di ritorno. Se la Juventus batterà la Cremonese, avremo cinque squadre in quattro punti, anche se le prime tre in settimana si giocheranno il jolly del recupero delle gare saltate per la Supercoppa e anche se, soprattutto, l’idea dello scudetto sembra una faccenda privata tra le due squadre che si sono sfidate nella fiammante battaglia di San Siro, destinata a essere ricordata per la rabbia non repressa di Conte e lo spirito indomito dell’incredibile McTominay, il tuttocampista, il tutto e basta.

Le urla e il cartellino rosso

Il campionato stava per spirare poco dopo la metà del secondo tempo, quando lo specialista Çalhanoglu ha segnato uno dei suoi rigori più perfet…

Tra vergogna e meraviglia, il campionato resta vivo e lotta insieme a noi, anche se un pestone rischiava di ammazzarlo sull’uscio del girone di ritorno. Se la Juventus batterà la Cremonese, avremo cinque squadre in quattro punti, anche se le prime tre in settimana si giocheranno il jolly del recupero delle gare saltate per la Supercoppa e anche se, soprattutto, l’idea dello scudetto sembra una faccenda privata tra le due squadre che si sono sfidate nella fiammante battaglia di San Siro, destinata a essere ricordata per la rabbia non repressa di Conte e lo spirito indomito dell’incredibile McTominay, il tuttocampista, il tutto e basta.

Le urla e il cartellino rosso

Il campionato stava per spirare poco dopo la metà del secondo tempo, quando lo specialista Çalhanoglu ha segnato uno dei suoi rigori più perfetti, spiazzando lo specialista Milinkovic, atto finale della recita bollente di cui Antonio Conte, il più focoso degli allenatori nostri, era stato protagonista. Stavolta è andato oltre, urlando per quattro volte “vergognatevi” in faccia al quarto uomo Colombo e poi ancora mentre scendeva le scale verso gli spogliatoi (ma il plurale intendeva coinvolgere tutti, probabilmente da Rocchi in giù), dopo aver scagliato una bottiglietta e calciato di rabbia un pallone che a momenti finiva in curva, meritandosi il rosso dell’arbitro Doveri e, in prospettiva, una squalifica non lieve. Nel frattempo, Chivu fomentava con ampi gesti il tifo di San Siro, già incandescente di suo.

Il rigore concesso all’Inter

Tutto era nato da un pestone in area di Rrahmani a Mkhitaryan, diventato rigore dopo l’analisi alla moviola: è un genere di fallo che fino a un paio d’anni fa non esisteva (avevate mai sentito parlare di step on foot, quando il calcio era arbitrato in maniera meno cervellotica?), mentre adesso è un’epidemia di piedi sugli scarpini altrui. A rigor di regolamento — il regolamento degli ultimi tempi — era rigore, ma il tempo dell’attesa per i replay del Var, tra l’altro neanche troppo lungo, ha fatto fermentare la rabbia di Conte, esplosa fragorosamente nel momento del giudizio e in qualche modo stemperata nel silenzio del dopopartita, che l’allenatore del Napoli ha preferito disertare (forse per non esagerare, forse per fare polemica negando le parole, forse perché s’è accorto di non avere tutte le ragioni), delegando le interviste alla mitezza del suo vice Stellini: “Sul rigore passerei oltre, anche perché veniamo da una settimana complicata da questo punto di vista”.

Antonio Conte dietro alla balaustra (afp)

Conte dietro alla balaustra

Dopo l’espulsione è andato ad appollaiarsi oltre la balaustra alle spalle della porta difesa da Milinkovic, da dove ha visto il gol pacificatore McTominay, il secondo della sua notte squillante, il ventunesimo che qui in Italia ci godiamo da quando il Manchester United ce l’ha quasi regalato, aiutando a capire come mai lassù si stiano vivendo decenni di disastri, nonostante tutte le sterline che circolano. La rete del formidabile scozzese ha dato una forma corretta al risultato di una partita veemente e bella, all’altezza del valore e delle ambizioni di Inter e Napoli. “Ci è mancata la lucidità per gestire due volte il vantaggio, ma ci sono anche i meriti dell’avversario che ci ha messo in difficoltà, pareggio giusto” ha chiosato Chivu, con il solito autocontrollo.

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