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Inter, quante occasioni sprecate. Col Napoli un’altra vittoria sfumata dopo il vantaggio

Lautaro Martinez (ansa)

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I nerazzurri non hanno perso, ma sono stati raggiunti nel risultato, come già successo contro Udinese, Juventus e Bologna in Supercoppa
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MILANO – Come sempre, Chivu la prende con filosofia: “È stata una partita seria, vera, fra due squadre che hanno provato a portarla a casa”. Resta però il fatto che alla sua Inter è di nuovo sfuggita la vittoria in uno scontro diretto, dopo essere stata in vantaggio per due volte. Questa volta almeno non ha perso, è vero, ma è difficile vedere il bicchiere mezzo pieno. Con il 2-2 di San Siro contro il Napoli è svanita la possibilità di allungare nella corsa scudetto. E le occasioni sprecate dai nerazzurri cominciano a essere davvero troppe.

Le occasioni sprecate da situazioni di vantaggio

Contro la squadra di Antonio Conte, per due volte l’Inter è andata in vantaggio, e per due volte è stata poi raggiunta, grazie alla doppietta di McTominay. Riavvolgendo il film della stag…

MILANO – Come sempre, Chivu la prende con filosofia: “È stata una partita seria, vera, fra due squadre che hanno provato a portarla a casa”. Resta però il fatto che alla sua Inter è di nuovo sfuggita la vittoria in uno scontro diretto, dopo essere stata in vantaggio per due volte. Questa volta almeno non ha perso, è vero, ma è difficile vedere il bicchiere mezzo pieno. Con il 2-2 di San Siro contro il Napoli è svanita la possibilità di allungare nella corsa scudetto. E le occasioni sprecate dai nerazzurri cominciano a essere davvero troppe.

Le occasioni sprecate da situazioni di vantaggio

Contro la squadra di Antonio Conte, per due volte l’Inter è andata in vantaggio, e per due volte è stata poi raggiunta, grazie alla doppietta di McTominay. Riavvolgendo il film della stagione finora, è una situazione consueta. Il 31 agosto al Meazza la squadra di Chivu andò in vantaggio contro l’Udinese con una rete di Dumfries, per poi perdere 2-1. Il 27 ottobre a Torino contro la Juve i nerazzurri si sono trovati in vantaggio 3-2, per poi perdere 4-3. Stesso copione in semifinale di Supercoppa contro il Bologna, lo scorso 19 dicembre a Riad: vantaggio interista, pari della squadra di Italiano e vittoria rossoblù ai rigori.

L’Inter e il tabù degli scontri diretti

Un altro dato, sempre più vistoso, riguarda gli scontri diretti. Contro Milan, Napoli e Juventus, l’ultima vittoria interista risale all’aprile 2024, quando, battendo i rossoneri nel derby di ritorno in campionato, l’Inter si cucì sul petto la seconda stella. Sono passati 21 mesi. Un’eternità. Da allora, l’Inter contro le tre rivali storiche ha pareggiato o – più spesso – perso. “Abbiamo più punti, più gol fatti e meno gol subiti di chi ci ha battuto”, dice Chivu, e ha ragione. “Se perdi gli scontri diretti, in ottica scudetto, l’importante è vincere le altre partite”, gli viene in soccorso Ciro Ferrara, ex stella di Napoli e Juve. E finora è vero anche questo, in un campionato che procede col freno a mano tirato. Ma davvero battere le squadre palesemente meno forti può bastare per arrivare al tricolore?

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