TORINO – Oggi no, la domanda non è campata per aria, non più: la Juventus è da scudetto? L’oscillazione delle risposte dipenderà anche da cosa faranno Inter, Napoli e Milan nei recuperi delle partite saltate per colpa della Supercoppa e che potrebbero dilatare la distanza dei bianconeri dalla vetta, ma è un dato di fatto che il rendimento recente – ma non recentissimo: è un po’ che dura – della squadra di Spalletti giustifica il rilancio delle ambizioni anche più sfrenate, anche se Lucio affronta l’argomento con il criterio della saggezza: “Non si fanno ragionamenti a lungo termine basandosi su emozioni a breve termine”.
Il miglioramento con Spalletti
Però non è da ieri che la Juventus ha cambiato pelle, e quindi anche prospettive. Al di là di quello prettamente numerico (28 punti in 11 partite, in questo lasso di campionato solamente l’Inter ha fatto meglio), il dato più rilevante è il miglioramento continuo che si sta verificando da quando c’è Spalletti, che aveva cominciato…
TORINO – Oggi no, la domanda non è campata per aria, non più: la Juventus è da scudetto? L’oscillazione delle risposte dipenderà anche da cosa faranno Inter, Napoli e Milan nei recuperi delle partite saltate per colpa della Supercoppa e che potrebbero dilatare la distanza dei bianconeri dalla vetta, ma è un dato di fatto che il rendimento recente – ma non recentissimo: è un po’ che dura – della squadra di Spalletti giustifica il rilancio delle ambizioni anche più sfrenate, anche se Lucio affronta l’argomento con il criterio della saggezza: “Non si fanno ragionamenti a lungo termine basandosi su emozioni a breve termine”.
Il miglioramento con Spalletti
Però non è da ieri che la Juventus ha cambiato pelle, e quindi anche prospettive. Al di là di quello prettamente numerico (28 punti in 11 partite, in questo lasso di campionato solamente l’Inter ha fatto meglio), il dato più rilevante è il miglioramento continuo che si sta verificando da quando c’è Spalletti, che aveva cominciato con una vittoria (che differenza, però, tra quel faticoso 2-1 alla Cremonese e lo squillante 5-0 di lunedì) ma poi s’era incagliato in una serie di pareggi poco brillanti (Sporting, Torino, Fiorentina), passando quindi a vittorie poco convincenti e chiudendo la fase dell’apprendistato con la brutta sconfitta di Napoli.
La serie positiva
Da lì, però, la Juve è cambiata e ha superato alla grande sia l’esame dei confronti diretti (Bologna e Roma, che le stavano davanti) sia quello delle partite dal pronostico obbligato: sabato a Cagliari si chiuderà il ciclo delle cinque partite “facili”, quelle che avrebbero dovuto scandire la risalita e così è andata, con tre successi perentori (Pisa, Sassuolo e Cremonese, 10 gol fatti e zero subiti) e il pareggio assolutamente episodico contro il Lecce, in una partita in cui i bianconeri avrebbero avuto il diritto di vincere di larga misura.
Lo scontro diretto con il Napoli
Dopo la trasferta di Cagliari tornerà la Champions (allo Stadium si presenterà il Benfica di Mourinho), ma sarà il confronto diretto con il Napoli a indirizzare la stagione juventina, tenuto conto che nel prossimo mese e mezzo ci saranno anche le sfide con Atalanta, Lazio, Inter, Como e Roma.
I punti recuperati
“Ho visto Inter-Napoli e secondo me non siamo ancora a quel livello”, dice Spalletti, che però non esclude di arrivarci: “Per adesso la squadra merita un voto alto ma non eccezionale, diciamo un bel 7. Possiamo ancora migliorare in tante cose. Il primo successo è stato convincere i giocatori di essere più forti di quello che loro stessi pensassero”. Da quando c’è Spalletti, in ogni caso, la Juve – al netto di chi ha una partita in meno – ha recuperato due punti al Milan, sei a Como, Roma e Napoli e dodici al Bologna, tutte formazioni che la precedevano in classifica. Ha perso una sola volta (a Napoli, appunto) e ha vinto sette. Tenendo questa media fino alla fine del campionato, i bianconeri arriverebbero a 78 punti, che non è una quota scudetto, probabilmente nemmeno quest’anno in cui il grande affollamento in vetta rallenta la marcia delle prime e limita le fughe.
Per Allegri la Juve può fare 50 punti nel ritorno
Ma secondo Allegri, nel girone di ritorno la Juve può mettere assieme addirittura 50 punti: magari è stata una delle solite provocazioni di Max, ma quando gliel’hanno riferito Spalletti non l’ha presa come una boutade e ci ha riflettuto su, prima di scuotere il capo: “Non lo so, perché la strada da percorrere è ancora tanta. Intanto pensiamo che per dare una pedata al pallone dobbiamo guadagnarcela. Poi ne riparleremo, abbiamo un sacco di tempo”. Insomma: l’ipotesi non è campata per aria, quindi nemmeno la domanda.