Napoli, una squadra intera ko. Conte furioso: “Servono rinforzi”. Ma il club è immobile
NAPOLI - Una squadra intera ko: 11 giocatori indisponibili per la decisiva trasferta di Champions League a Copenaghen, dove il Napoli si gioca martedì sera buona parte della qualificazione per i sedicesimi di finale. Se non è una malasorte da record, poco ci manca. Contro il Sassuolo si sono infatti fermati pure Rrahmani, Elmas e Politano, condizioni da valutare nelle prossime ore, con pochi margini di ottimismo però per una pronta guarigione. In infermeria ci sono già da mesi Lukaku, De Bruyne, Anguissa, Gilmour e Meret. È un caso a parte Neres: sempre a un passo dal pieno recupero dopo l'infortunio del 4 gennaio a Roma con la Lazio, ma alle prese con un dolore alla caviglia che non vuole viceversa lasciarlo. Infine non possono essere arruolati per le sfide europee Marianucci e Mazzocchi, fuori dalla lista Uefa.
NAPOLI - Una squadra intera ko: 11 giocatori indisponibili per la decisiva trasferta di Champions League a Copenaghen, dove il Napoli si gioca martedì sera buona parte della qualificazione per i sedicesimi di finale. Se non è una malasorte da record, poco ci manca. Contro il Sassuolo si sono infatti fermati pure Rrahmani, Elmas e Politano, condizioni da valutare nelle prossime ore, con pochi margini di ottimismo però per una pronta guarigione. In infermeria ci sono già da mesi Lukaku, De Bruyne, Anguissa, Gilmour e Meret. È un caso a parte Neres: sempre a un passo dal pieno recupero dopo l'infortunio del 4 gennaio a Roma con la Lazio, ma alle prese con un dolore alla caviglia che non vuole viceversa lasciarlo. Infine non possono essere arruolati per le sfide europee Marianucci e Mazzocchi, fuori dalla lista Uefa.
Il nervosismo di Conte, il labiale di Spinazzola
Si spiega così il nervosismo alle stelle di Antonio Conte, costretto a gestire un'emergenza senza fine e sempre più logorante, visto che è iniziata addirittura a metà agosto con il grave problema muscolare di Big Rom: il pupillo del tecnico leccese. Gli azzurri in questa stagione non sono mai stati al completo e col passare delle settimane la situazione in infermeria peggiora, piuttosto che migliorare. A San Siro dopo lo scontro al vertice con l'Inter si era lamentato anche un guerriero come McTominay. "È diventato difficile competere in condizioni del genere". E la tv sabato sera ha rubato uno sconsolato labiale verso la panchina di Spinazzola, uno dei più esperti del gruppo. "Che cosa ci sta succedendo?".
La psicosi infortuni
La lunga catena di infortuni sta diventando nel Napoli quasi una psicosi, come dimostra il caso di Neres. Non c'è infatti mai una data certa per il rientro di chi si fa male, come lo stesso Conte ha confessato con frasi sferzanti mercoledì sera. "Non so quando saranno di nuovo a disposizione i giocatori infortunati, non faccio il medico". Lukaku sembrava a un passo dal recupero un mese fa, poi è sparito di nuovo. Meret è guarito da un problema fisico ed è di nuovo ko per un altro, senza essere mai ricomparso neppure di passaggio in campo. Pure per Anguissa c'è un tira e molla: ci sarà contro la Juventus, l'ultima indiscrezione.
Stellini chiede rinforzi
Accompagnata dai sussurri - non confermati - su una tensione crescente tra staff tecnico e sanitario. La caccia al colpevole non risparmia nessuno e c'è chi tira in ballo i metodi di lavoro a Castel Volturno, in modo particolare quelli relativi alla preparazione atletica. Per questo remare nella stessa direzione in casa azzurra sta diventando sempre più difficile e il vice allenatore Stellini ha aperto un altro fronte. "Serve un confronto con la società, siamo rimasti in pochi e c'è bisogno di rinforzi".
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Napoli immobile sul mercato
Gennaio era stato un anno fa il mese più tormentato nell'idillio tra Aurelio De Laurentiis e Conte: per colpa della cessione e della mancata sostituzione di Khvicha Kvaratskhelia. E a distanza di un anno la storia si ripete, sempre per colpa del mercato. Il Napoli è infatti immobile, nonostante la grave situazione di emergenza che si è venuta a creare a causa degli infortuni. Solo in difesa la squadra ha ancora delle valide alternative. Negli altri due reparti devono invece giocare da mesi sempre gli stessi e preoccupano gli sforzi che stanno facendo in particolare McTominay, Lobotka e Hojlund. Pure loro sono a un passo dalla "rottura", usando un termine caro agli appassionanti del trotto. Lecito fare tutti gli scongiuri, ma se dovessero fermarsi pure loro non sarà solo per una questione di sfortuna.
In Danimarca sesta partita in sedici giorni
L'emergenza del Napoli si sta infatti auto-alimentando, perché la mancanza di alternative non consente il turnover e mette a rischio la salute dei titolarissimi. Sarà lo stesso martedì sera in Danimarca, dove gli azzurri affronteranno la sesta partita del 2026: in appena sedici giorni. Il calendario non concede tregua ed è un altro problema, anche se noto da tempo. Per questo Conte si sarebbe aspettato un paio di rinforzi in tempi rapidi dalla società, che invece sul mercato di riparazione ha storicamente il braccino. I campioni d'Italia si presentano al trittico di gare più delicato e forse decisivo della loro stagione (Copenaghen, Juventus e Chelsea) senza 11 giocatori, salvo miracolosi recuperi in extremis. Il dato di fatto, piaccia o no, è questo.