Tra due squadre in crisi, senza fantasia e povere di qualità, Lecce e Lazio, quasi inevitabile – e giusto - lo 0-0 alla fine di una delle partite più brutte dell'intero campionato: zero gol e tre tiri in porta totali, una noia assoluta. Le due squadre muovono la classifica, certo, ma c'è da salvare solo questo: la formazione di Di Francesco stacca la Fiorentina nell'area bollente e diventa quartultima, quella di Sarri non esce dal tunnel, è ormai lontanissima dalla zona Europa e appare perfino sollevata dal punticino agguantato. Non a caso, la Lazio ha vinto una delle ultime 7 gare e il Lecce una delle ultime 8: entrambe non centrano il successo da metà dicembre.
La traversa di Ramadani
La Lazio si presenta con un trio di centrocampo inedito: Vecino regista tra Basic (mezzala destra) e Taylor. In attacco, Sarri punta su Dia, tornato dalla Coppa d'Africa vinta con il Senegal. Dall'altra parte, Di Francesco inizialmente preferisce Banda a Sottil nel 4-3-3 speculare a quello avversario, …
Tra due squadre in crisi, senza fantasia e povere di qualità, Lecce e Lazio, quasi inevitabile – e giusto - lo 0-0 alla fine di una delle partite più brutte dell'intero campionato: zero gol e tre tiri in porta totali, una noia assoluta. Le due squadre muovono la classifica, certo, ma c'è da salvare solo questo: la formazione di Di Francesco stacca la Fiorentina nell'area bollente e diventa quartultima, quella di Sarri non esce dal tunnel, è ormai lontanissima dalla zona Europa e appare perfino sollevata dal punticino agguantato. Non a caso, la Lazio ha vinto una delle ultime 7 gare e il Lecce una delle ultime 8: entrambe non centrano il successo da metà dicembre.
La traversa di Ramadani
La Lazio si presenta con un trio di centrocampo inedito: Vecino regista tra Basic (mezzala destra) e Taylor. In attacco, Sarri punta su Dia, tornato dalla Coppa d'Africa vinta con il Senegal. Dall'altra parte, Di Francesco inizialmente preferisce Banda a Sottil nel 4-3-3 speculare a quello avversario, Primo tempo pessimo su un campo scivoloso e infido: i giocatori si ritrovano spesso a terra e quando riescono a non cadere sbagliano passaggi elementari, la qualità della gara è molto bassa, compresi lanci lunghi sballati e palloni indegnamente svirgolati. Ma almeno il Lecce sfiora due volte il gol, al 19' (parata di Provedel su tiro da fuori di Coulibaly) e al 38': Vecino scivola – appunto – e Ramadani trova lo spazio per una conclusione da lontano, con la palla che colpisce la parte interna della traversa. Fortunata in questo caso la Lazio, che protesta a oltranza con l'arbitro Chiffi e non tira mai: la squadra è totalmente disorientata, non solo dalle cessioni eccellenti (Castellanos e Guendouzi) ma anche dalle polemiche tra Lotito e Sarri.
Sarri fermo sulla cessione di Romagnoli
Romagnoli gioca (bene) con la valigia già fatta, destinazione Al-Sadd: “Guida la linea difensiva, per noi lui è irrinunciabile”, dice prima della gara Sarri, che ha fatto di tutto per trattenerlo e non si arrende alla cessione del centrale. È decisamente il momento peggiore della stagione per la Lazio, che non crea nulla: i biancocelesti, palesemente nervosi, a volte discutono animatamente tra loro. “I giocatori vanno via perché ce l'hanno con Sarri”, ha detto Lotito al telefono con un tifoso (la conversazione è diventata subito virale sul web), salvo poi smentire tutto in un comunicato: “Nella Lazio non esistono giocatori contro l'allenatore. E Sarri gode della piena fiducia della società”. Con questa confusione fuori dal campo, difficile attendersi prestazioni positive dalla squadra, che non vince dal 13 dicembre (a Parma in 9). Ma che i giocatori ce l'abbiano con Sarri non risulta affatto.
Di Taylor l’ultimo acuto
Al 9' della ripresa la prima occasione per la Lazio: verticalizzazione di Zaccagni per Dia, bravo Falcone a salvare in uscita sul tocco del senegalese. Al 18' altro problema per Sarri: esce Gila, tormentato dal mal di stomaco, sostituito da Provstgaard. Entrano pure Dele-Bashiru, altro reduce dalla Coppa d'Africa (fuori Vecino, Basic diventa regista) e Ratkov al posto di Dia. Nel Lecce debutta il centravanti Cheddira, appena preso dal Sassuolo. Ma è Sottil a impegnare Provedel su punizione. Il secondo tempo è mediocre come il primo. A 2' dalla fine ci prova Taylor: il sinistro – unico guizzo della gara dell'olandese – finisce fuori di poco. Intercettato anche l'ultimo tentativo di Basic, l'ultima occasione di una partita da dimenticare in fretta.
Sarri, polemica con Lotito
Dopo la gara, la replica di Sarri a quella frase di Lotito al tifoso: "Non c'è un problema di feeling tra me e la squadra: dieci giorni fa è andato via un giocatore ed è venuto nel mio ufficio a piangere (Guendouzi, ndr). Se si vende un giocatore e si dice che non andava d'accordo con Sarri mi pare brutto. Se va via Romagnoli? Prenderemo più gol. Abbiamo perso giocatori importanti, per questa stagione mi auguro una salvezza serena".
LECCE (4-3-3): Falcone 6.5; Veiga 6, Siebert 6.5, Tiago Gabriel 6, Gallo 6; Gandelman 6, Ramadani 6.5, Coulibaly 6.5; Pierotti 5.5 (44'st Tete Morente sv), Stulic 5.5 (19'st Cheddira 6), Banda 6 (19'st Sottil 6). In panchina: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Sala, Fofana, Ndri, Perez, Jean, Kouassi, Kaba, Ngom, Maleh. Allenatore: Di Francesco 6.
LAZIO (4-3-3): Provedel 7; Lazzari 6 (28'st Pellegrini 6), Gila 6.5 (19'st Provstgaard 5.5), Romagnoli 6, Marusic 6; Taylor 5.5, Vecino 5.5 (19'st Dele-Bashiru 6), Basic 6; Cancellieri 5 (36'st Isaksen sv), Dia 5 (19'st Ratkov 6), Zaccagni 5.5. In panchina: Mandas, Furlanetto, Pedro, Noslin, Nuno Tavares, Belahyane, Hysaj, Farcomeni. Allenatore: Sarri 6.
ARBITRO: Chiffi di Padova 5.5
NOTE: serata serena, terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Veiga, Provstgaard, Tiago Gabriel. Angoli: 4-1. Recupero: 1'; 5'.