Roma – Cronaca di un’opera incompiuta. Se l’1-1 dell’Olimpico a posteriori pare l’unico finale possibile, lungo la strada per arrivarci si sono aperte tutte le porte possibili. La Roma non aveva mai pareggiato prima, per il Milan è l’ottava volta e nessuno l’ha fatto di più. Ma un vincitore c’è, e chi se non l’Inter, che in un weekend stacca di cinque pedalate Allegri e spedisce a 9 punti Roma e Napoli.
L’aggressione di Gasperini, il pragmatismo di Allegri
Gasperini ha aggredito la tela della partita come un pittore informale che con schizzi multicolori prova a riempirne ogni angolo. Il Milan invece ha avuto l’approccio minimalista di un Fontana: concentrare le idee in un solo strappo che racchiudesse il mondo. Una specialità di cui il geniaccio livornese è maestro. E infatti il capolavoro sembra prendere forma proprio quando pareva impossibile.
L’uscita di Koné, il vantaggio milanista
Quando dopo un’ora di dominio romanista l’onnipresente Koné, kriptonite di R…
Roma – Cronaca di un’opera incompiuta. Se l’1-1 dell’Olimpico a posteriori pare l’unico finale possibile, lungo la strada per arrivarci si sono aperte tutte le porte possibili. La Roma non aveva mai pareggiato prima, per il Milan è l’ottava volta e nessuno l’ha fatto di più. Ma un vincitore c’è, e chi se non l’Inter, che in un weekend stacca di cinque pedalate Allegri e spedisce a 9 punti Roma e Napoli.
L’aggressione di Gasperini, il pragmatismo di Allegri
Gasperini ha aggredito la tela della partita come un pittore informale che con schizzi multicolori prova a riempirne ogni angolo. Il Milan invece ha avuto l’approccio minimalista di un Fontana: concentrare le idee in un solo strappo che racchiudesse il mondo. Una specialità di cui il geniaccio livornese è maestro. E infatti il capolavoro sembra prendere forma proprio quando pareva impossibile.
L’uscita di Koné, il vantaggio milanista
Quando dopo un’ora di dominio romanista l’onnipresente Koné, kriptonite di Rabiot e deterrente di Modric, è uscito zoppicando mentre nascondeva nella maglia tirata sul viso le maledizioni alla sorte per un infortunio che sembrava il figlio di tutti gli scatti, i contrasti, gli allunghi con cui aveva coperto tre quarti del campo. E infatti dopo appena quattro minuti De Winter ha staccato su un calcio d’angolo dipinto da Modric e sottovalutato da Svilar e Wesley: testa, gol e 1-0. La firma di Allegri sulla partita. Sarebbe l’85ª vittoria in A con questo punteggio per l’allenatore del Milan. «Ma stanotte no», deve aver pensato Gasperini. Che ha tolto alla partita il talento di Dybala e quello sprecone di Malen per estrarre dal cilindro della panchina Pellegrini e Robinio Vaz, il capitano degradato e il giovane della banlieu che deve il nome a un vecchio milanista come Robinho.
La borraccia di Maignan e il pari di Pellegrini
Pochi istanti e l’Olimpico ha festeggiato il pari. Ancora un rigore, come all’andata: Celik che ha tenuto in campo una palla quasi impossibile e l’ha calciata sul braccio larghissimo di Bartesaghi. Come all’andata quando parò il tiro a Dybala, Maignan ha cercato sulla borraccia le indicazioni sui tiratori avversari: l’arbitro Colombo non ha gradito la sua insistenza e l’ha ammonito. Mike ha indovinato l’angolo ma s’è arreso al tiro di Pellegrini: non segnava da novembre. Nella foga, Gasperini aveva indicato il numero 4, proprio Cristante, come rigorista, avendo sostituito quelli designati. La Roma ha provato a fare il bis, ma il braccio di Pulisic che ha intercettato il cross di Wesley era lungo il corpo e Colombo non ha abboccato alle proteste.
E alla fine la serata resta una incompiuta
Di fatto non è più successo nulla. Forse perché troppo era accaduto prima. Malen non era riuscito a mettere in porta — di destro, di sinistro, di testa… — le creazioni di Celik, Dybala, Soulé. Il Milan aveva affidato la resistenza alle parate di Maignan — c’era un modo migliore per benedire l’imminente rinnovo? — e a Modric, unico capace di far respirare la squadra. Mentre Saelemaekers, fischiatissimo, naufragava. Sembravano le premesse di una serata speciale. Rimasta però incompiuta.
Roma (3-4-2-1): Svilar 6 – Mancini 7, Ndicka 6.5, Ghilardi 6 – Celik 6, Koné 7 (13’ st Pisilli 6), Cristante 6.5, Wesley 5.5 – Soulé 6 (45’ st Venturino sv), Dybala 6.5 (24’ st Pellegrini 7) – Malen 6.5 (24’ st Vaz 6). All. Gasperini 6.5
Milan (3-5-2): Maignan 7.5 – Tomori 5.5, Gabbia 5, De Winter 7 – Saelemaekers 5.5 (1’ st Athekame 6), Ricci 6.5 (34’ st Loftus-Cheek sv), Modric 7, Rabiot 6, Bartesaghi 5.5 – Nkunku 5 (23’ st Pulisic 5.5), Leao 5 (23’ st Fullkrug). All. Allegri 6.5
Arbitro: Colombo 6.5
Reti: 17’ st De Winter, 29’ st Pellegrini)
Note: ammoniti Rabiot, Athekame, Modric, Maignan. Spettatori 63582