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Juve, due centravanti per fare un Osimhen: ecco perché Spalletti ha bisogno di un altro attaccante

David esulta dopo il gol al Napoli (reuters)

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All’allenatore bianconero David non basta, perché lo considera incompleto: vuole integrarlo con una punta forte fisicamente e che sappia difendere il pallone “come fa Hojlund”, anche se il modello ideale è l’ex Napoli. Ultimi tentativi per En-Nesyri, ma Mateta sarebbe più adatto. Zirkzee e Beto le alternative
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TORINO – Il mercato di gennaio della Juventus era cominciato con una strategia che anche Spalletti aveva pubblicamente confermato: servivano un vice Yildiz e un vice Kalulu. Il primo obiettivo era Chiesa, giudicato però poi troppo costoso e troppo ingombrante. In difesa, la Juve ha provato invano ad anticipare l’acquisto di Mingueza, che potrebbe arrivare a giugno da svincolato.

L’infortunio di Vlahovic ha cambiato i piani

I piani sono cambiati con gli aggiornamenti sull’infortunio di Vlahovic, il cui rientro era in un primo tempo previsto per metà febbraio ma che è poi slittato ad aprile, sempre ammesso che il serbo torni: anche se non l’ha ancora fatto, avendo il contratto in scadenza può fin d’ora accordarsi con un nuovo club. Oltretutto la S…

TORINO – Il mercato di gennaio della Juventus era cominciato con una strategia che anche Spalletti aveva pubblicamente confermato: servivano un vice Yildiz e un vice Kalulu. Il primo obiettivo era Chiesa, giudicato però poi troppo costoso e troppo ingombrante. In difesa, la Juve ha provato invano ad anticipare l’acquisto di Mingueza, che potrebbe arrivare a giugno da svincolato.

L’infortunio di Vlahovic ha cambiato i piani

I piani sono cambiati con gli aggiornamenti sull’infortunio di Vlahovic, il cui rientro era in un primo tempo previsto per metà febbraio ma che è poi slittato ad aprile, sempre ammesso che il serbo torni: anche se non l’ha ancora fatto, avendo il contratto in scadenza può fin d’ora accordarsi con un nuovo club. Oltretutto la Serbia non andrà ai Mondiali, quindi Dusan non ha neppure la necessità di affrettare i tempi per prepararsi a quell’impegno.

David e Openda non bastano

Ma perché Spalletti vuole un centravanti anche se in rosa ne ha già due, oltretutto costosissimi e vanto del mercato estivo condotto da Comolli, che definì Openda, pagato 40 milioni, “il giocatore ideale per noi”? Il motivo è che l’ex ct ha bisogno di un 9 potente e strutturato, che sappia difendere palla spalle alla porta e sgomitare in area di rigore. Openda, che è unicamente un contropiedista, non viene praticamente più preso in considerazione, mentre David è giudicato incompleto dall’allenatore, che tuttavia ne apprezza le raffinate doti tecniche e il senso del gol. In pratica, Spalletti ha bisogno di due attaccanti – il tecnico e il potente – per farne uno.

Lois Openda 

Il modello Osimhen e il confronto con Hojlund

Il modello del suo centravanti ideale è Osimhen, che racchiude in sé tutte le caratteristiche della completezza che invece David non ha, come Spalletti spiegava anche alla fine del match con il Napoli: “Una partita è come una scatola vuota in cui bisogna metterci dentro tante cose. Segnare gol non basta. C’è anche la fase difensiva, e abbiamo visto Yildiz prendersi un’ammonizione per rincorrere un avversario. David a collegare attacco e centrocampo è fortissimo, ma gli manca quella roba che ha Hojlund: gli butti la palla, la stoppa col petto, la tiene lì e la rende giocabile”.

En-Nesyri, profilo solo parzialmente adatto

En-Nesyri, che rimane un obiettivo concreto che la Juve ha tallonato per tutta la settimana, ha caratteristiche che collimano con le esigenze di Spalletti? Solo in parte, perché il marocchino è robusto fisicamente, fortissimo di testa e padrone dell’area di rigore, ma non è altrettanto efficace nel gioco spalle alla porta e nella difesa del pallone.

Mateta prima scelta, ma troppo caro

Da questo punto di vista il più adatto era Mateta, prima scelta del club e dell’allenatore ma poi scartato per via dei costi troppo elevati: se la Juve può permettersi di investire 35-40 milioni a giugno, non può invece farlo a gennaio, né si è fidata a pagare al buio una cifra così alta per un giocatore non più giovane (28 anni) e affermatosi da poco a certi livelli. Il discorso proposto al Crystal Palace – prestito con diritto di riscatto, ma senza obbligo – non ha attecchito neanche un po’, mentre la formula è stata accettata dal Fenerbahçe per En-Nesyri.

Youssef En-Nesyri 

Occhi su Zirkzee e Beto

Alla Juve resta una settimana per risolvere il problema. Ci sarà un ultimo tentativo per convincere En-Nesyri, che vorrebbe delle garanzie sul futuro (e che pare spaventato anche dal clima di Torino: odia il freddo, il posto ideale è infatti Siviglia) e in caso di insuccesso si tornerà a battere la pista Mateta o a esplorare quella che porta a Zirkzee, nelle ultime due partite nemmeno convocato dal nuovo allenatore del Manchester United, Carrick. Più sfumata l’alternativa Beto, il portoghese dell’Everton, ex Udinese: le caratteristiche richieste le ha tutte, ma è anche di un livello generale inferiore. La morale della favola è che a Spalletti servono due centravanti per farne uno, uno come Osimhen.

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