Napoli, Conte prova a non mollare: “Nessuno scende dalla barca”. Ma l’emergenza non dà tregua
di Marco AzziNAPOLI - Tanto tuonò, che piovve. La prima sconfitta del 2026 era nell'aria ed è arrivata come una conseguenza quasi fisiologica della tempesta perfetta che si è abbattuta sul Napoli, anche se il ko subito a Torino con la Juventus almeno nelle sue proporzioni è stato bugiardo. Gli azzurri nonostante l'emergenza si sono infatti battuti in modo dignitoso e sono crollati solo nel finale, ritornando a casa pure con qualche recriminazione.
La classifica, Napoli a -9 dall’Inter
Si spiega così l'apparente serenità nel dopo partita di Antonio Conte, che non ha alzato la voce durante le interviste e nemmeno all'interno dello spogliatoio, preoccupandosi piuttosto di tenere alto il morale dei suoi giocatori. Con undici indisponibili era difficile fare di p…
NAPOLI - Tanto tuonò, che piovve. La prima sconfitta del 2026 era nell'aria ed è arrivata come una conseguenza quasi fisiologica della tempesta perfetta che si è abbattuta sul Napoli, anche se il ko subito a Torino con la Juventus almeno nelle sue proporzioni è stato bugiardo. Gli azzurri nonostante l'emergenza si sono infatti battuti in modo dignitoso e sono crollati solo nel finale, ritornando a casa pure con qualche recriminazione.
La classifica, Napoli a -9 dall’Inter
Si spiega così l'apparente serenità nel dopo partita di Antonio Conte, che non ha alzato la voce durante le interviste e nemmeno all'interno dello spogliatoio, preoccupandosi piuttosto di tenere alto il morale dei suoi giocatori. Con undici indisponibili era difficile fare di più e per questo la parola d'ordine per i campioni d'Italia è sdrammatizzare, nonostante la forte delusione per la prematura uscita di scena dalla lotta scudetto: a -9 dalla vetta della classifica a 16 giornate dalla conclusione del campionato.
Contro il Chelsea sfida da dentro o fuori
L'Inter si è allontanata salvo improbabili ribaltoni in maniera definitiva - numeri alla mano - ma la stagione è ancora lunghissima e gli obiettivi su cui lavorare restano tanti, con già dietro l'angolo la sfida da dentro o fuori in Champions League contro il Chelsea, in programma mercoledì sera al Maradona. Di qui l'obbligo a Castel Volturno di fare quadrato, tenendo duro fino a quando non ritornerà il sereno.
L’emergenza non si ferma
"Nessuno scende dalla barca", è stato infatti l'urlo di battaglia di Conte, che si è subito rimesso al lavoro all'indomani dell'amara sconfitta contro la Juventus. Il calendario non concede tregua e non c'è tempo per i rimpianti, anche perché l'emergenza non vuole saperne di dare una tregua al Napoli. David Neres si è operato alla caviglia in Inghilterra e sarà out almeno per due mesi e mezzo. Tempi ancora lunghi pure per De Bruyne (non sarà disponibile prima di marzo) e ansia per Anguissa, che era pronto al rientro dopo il grave infortunio muscolare di novembre e s'è invece fermato di nuovo per un problema alla schiena.
Out anche Milinkovic
Continua a essere grave la carenza di alternative specialmente a centrocampo, visto che soltanto nei prossimi giorni si dovrebbe rivedere in gruppo Gilmour, mentre per Politano l'appuntamento è tra un paio di settimane. Fuori anche Milinkovic-Savic (elongazione al bicipite femorale della coscia sinistra), sotto osservazione Rrahmani, nella speranza che si possa rimettere in sesto più in fretta.
Piace Juanlu, il sogno è Lookman
Ma il Napoli sarà ridotto anche contro il Chelsea ai minimi termini e non potrà utilizzare nemmeno il nuovo acquisto Giovane, che non è in lista Uefa. Lukaku ha finalmente debuttato contro la Juve, confermando però di essere lontano da una condizione di forma accettabile. A dare manforte allo stremato Hojlund - titolare da 11 gare di fila - nella notte di Champions dovranno essere così i 55 mila tifosi del Maradona, in attesa che dal mercato invernale arrivi in extremis qualche altro rinforzo. Lucca e Lang sono stati infatti ceduti e devono essere sostituiti. Piace lo spagnolo Juanlu, il sogno quasi irrealizzabile è Lookman. La stagione è ancora lunga e Conte non vuole mollare la presa. Adda passà a nuttata.