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Napoli, ora l’obiettivo è tornare in Champions. Ma l’uscita anticipata costa almeno 10 milioni

Antonio Conte (reuters)

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Danno non solo di immagine per il club azzurro, per salvare la stagione bisogna chiudere tra le prime quattro
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NAPOLI - Non è tempo di processi e nemmeno di bilanci, nel Napoli, anche se la prematura uscita di scena dalla Champions League è uno smacco doloroso: dal punto di vista emotivo ed economico. Il danno è stato fatto e pesa pure sull'immagine del club azzurro, costretto a mettere bruscamente da parte i suoi ambiziosi progetti di crescita internazionale, nella storica stagione del centenario.

Quanto costa l’uscita dalla Champions

In fumo pure almeno una decina di milioni di premi, sfumati per il mancato passaggio del turno e solo in parte compensati grazie al ricco jackpot già incassato a dicembre, con il successo della Supercoppa in Arabia Saudita. Ma per blindare i conti a media e lunga scadenza c'è soltanto una strada, per Aurelio De Laurentiis: restare con continuità nella él…

NAPOLI - Non è tempo di processi e nemmeno di bilanci, nel Napoli, anche se la prematura uscita di scena dalla Champions League è uno smacco doloroso: dal punto di vista emotivo ed economico. Il danno è stato fatto e pesa pure sull'immagine del club azzurro, costretto a mettere bruscamente da parte i suoi ambiziosi progetti di crescita internazionale, nella storica stagione del centenario.

Quanto costa l’uscita dalla Champions

In fumo pure almeno una decina di milioni di premi, sfumati per il mancato passaggio del turno e solo in parte compensati grazie al ricco jackpot già incassato a dicembre, con il successo della Supercoppa in Arabia Saudita. Ma per blindare i conti a media e lunga scadenza c'è soltanto una strada, per Aurelio De Laurentiis: restare con continuità nella élite europea. Per questo il presidente ha subito voltato pagina e chiede ad Antonio Conte e alla squadra di blindare il piazzamento tra le prime quattro della classifica in campionato: un obiettivo persino più importante della difesa dello scudetto.

Non c'è spazio per la delusione dopo la sconfitta con il Chelsea e la strada da seguire è stata indicata mercoledì sera dai 55 mila tifosi del Maradona, che hanno incoraggiato con un lungo applauso tecnico e giocatori. C'è da salvare il salvabile e soltanto rimanendo uniti si può tentare di evitare il peggio, con l'emergenza che imperversa da mesi e rischia di rendere difficilissimo il futuro.

Vergara esulta dopo il gol al Chelsea (agf)

L'infermeria resta piena

Dietro l'angolo c'è infatti già un altro duro ostacolo, per il Napoli: l'anticipo di sabato pomeriggio a Fuorigrotta contro la Fiorentina. I disponibili rispetto alla sfida con il Chelsea saranno più o meno gli stessi, con l'aggiunta del nuovo acquisto Giovane e Mazzocchi. Da verificare invece il recupero di Rrahmani. L'infermeria continua a non restituire giocatori ed è un altro handicap su cui alla fine del campionato ci sarà da riflettere. Per adesso è tornato solo Lukaku e non c'è ancora certezza sulle tempistiche dei rientri di Politano, Milinkovic-Savic, Anguissa, Neres e Gilmour, mentre De Bruyne ha preferito continuare a curarsi in Belgio. Per questo Conte deve subito archiviare l'eliminazione dalla Champions e voltare pagina senza altri contraccolpi, con la speranza che la battaglia con il Chelsea non abbia fatto ulteriori danni. McTominay e Vergara non sono infatti usciti dal campo in buone condizioni e in generale la squadra è apparsa stremata. Da due mesi a causa dell'emergenza giocano sempre gli stessi e le 9 partite di gennaio sono state un logorante calvario per i superstiti.

Il futuro di Conte

"Stiamo lottando in 13 e queste grandi sofferenze hanno forgiato un gruppo di uomini veri, su cui si può contare per il presente e per il futuro...", ha detto Conte dopo l'uscita dalla Champions. Il tecnico leccese è legato da un altro anno e mezzo di contratto al Napoli e nei suoi atteggiamenti non si intravede la voglia di un addio anticipato. "In Europa ci possiamo stare e per questo ci dobbiamo tornare subito, anche se non sarà facile". De Laurentiis dopo lo scudetto vinto a maggio gli aveva del resto chiesto di arrivare tra le prime quattro. C'è dunque ancora margine (con la Supercoppa vinta e la Coppa Italia da giocare) per salvare la stagione azzurra. Poi si vedrà.

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