MILANO – Ci ha messo un po’ a entrare nella parte. Ad ambientarsi, a capire come è cambiata la sua vita, come modellare il suo calcio. Lo scorso anno Piotr Zielinski per l’Inter sembrava un acquisto sbagliato. Con Inzaghi l’iniziale sintonia non è cresciuta. Così lui, complice anche qualche infortunio di troppo, si è ritagliato il ruolo di riservista, neanche troppo incisivo. Con l’arrivo di Chivu, però, tutto è cambiato. Per lui, in meglio. Oggi l’Inter ha un leader spirituale, Lautaro, e uno tecnico, Zielinski. È entrato con forza nelle rotazioni, poi quando Calhanoglu si è fermato si è installato in cabina di regia e ha preso a dirigere l’orchestra nerazzurra. Alla perfezione, tanto che nessuno sente la mancanza del turco.
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MILANO – Ci ha messo un po’ a entrare nella parte. Ad ambientarsi, a capire come è cambiata la sua vita, come modellare il suo calcio. Lo scorso anno Piotr Zielinski per l’Inter sembrava un acquisto sbagliato. Con Inzaghi l’iniziale sintonia non è cresciuta. Così lui, complice anche qualche infortunio di troppo, si è ritagliato il ruolo di riservista, neanche troppo incisivo. Con l’arrivo di Chivu, però, tutto è cambiato. Per lui, in meglio. Oggi l’Inter ha un leader spirituale, Lautaro, e uno tecnico, Zielinski. È entrato con forza nelle rotazioni, poi quando Calhanoglu si è fermato si è installato in cabina di regia e ha preso a dirigere l’orchestra nerazzurra. Alla perfezione, tanto che nessuno sente la mancanza del turco.
Come Zielinski ha cambiato l’Inter: palleggio, pressing, verticalizzazioni
Zielinski detta il ritmo ai compagni – con cui la sintonia è cresciuta in questi mesi – guida il pressing alto, alterna il palleggio basso alle verticalizzazioni improvvise. Nell’Inter che ha disegnato Chivu, una versione rinnovata dell’impianto lasciato in eredità da Inzaghi, Piotr è un elemento chiave. La difesa schierata sulla linea di centrocampo, uno dei tratti distintivi del tecnico romeno, è possibile soprattutto per la poca distanza che c’è tra i reparti. La squadra è corta, e a tenere l’equilibrio in questo valzer è proprio Zielinski. “Sono contento di poter dare il mio contributo. Oggi è arrivato anche il gol, ma la cosa più importante era che i tre punti tornassero con noi a casa a Milano”, ha detto ieri nella pancia dello Zini dopo la vittoria contro la Cremonese.
Le gite con la famiglia sul lago di Como
Un peso ce l’ha anche la vita familiare. Dopo anni a Napoli, Piotr ha faticato un po’ ad ambientarsi a Milano. Adesso ha imparato a conoscere la città. Spesso va anche a Como, sul lago, insieme alla moglie Laura e ai due figli: una passeggiata fronte lago, la cena in uno dei ristoranti della zona, in piazza Volta, ritrovo anche dei giocatori del Como. Il tutto con annesso shooting fotografico condiviso sui social.
Cosa succede quando rientra Calhanoglu
Alle prestazioni il polacco sta aggiungendo anche i gol. In campionato finora sono quattro, in Champions uno. Lo scorso anno furono due, in totale, in tutta la stagione. Entrambi segnati su rigore. “Nella mia migliore annata ne ho segnati 8 – ha detto - mi manca ancora qualcosa. Ma l’importante è che la squadra vinca, non chi segna. La forza dell’Inter è che la rosa ha grande qualità e tutti cercano occasioni per dimostrarle. Io sto bene, sono contento di dare il mio contributo”. Anche Chivu è contento. Facile pensare che pure quando rientrerà Calhanoglu questo Zielinski resterà protagonista. Magari da mezzala, accanto proprio al turco e a Barella. Con alternative di livello come Sucic, Mkhitaryan e Frattesi. L’Inter vola con 10 vittorie nelle ultime 11 partite di campionato. Con Zielinski direttore d’orchestra, il ritmo è inesorabile.