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Il Milan ci fa un pensierino, obiettivo derby

Massimiliano Allegri (ansa)

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Allegri vola basso, ma i rossoneri sono a -5 dalla vetta e ci credono: la sfida di inizio marzo potrebbe riaprire i giochi scudetto
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Il 5 febbraio 2022 Giroud si girava e il Milan vinceva il derby che avrebbe portato allo scudetto. Sono passati esattamente quattro anni e adesso, per la prima volta, a Milanello si respira quell’atmosfera lì, una sorta di elettrica attesa di quello che sarà. Nessuno lo dice apertamente, Allegri continua a volare basso («Bisogna guardare il +7 sulla Roma quinta» ha detto dopo Bologna), però nello spogliatoio i giocatori iniziano a crederci: «Senza il Milan, l’Inter sarebbe lì davanti a fare un campionato a parte», la mezza ammissione di Rabiot al Dall’Ara. Ogni tanto, anche loro guardano in alto. Il gruppo ha stretto una sorta di patto: concentrazione massima, facciamo del nostro meglio e vediamo dove arriviamo.

La serie positiv…

Il 5 febbraio 2022 Giroud si girava e il Milan vinceva il derby che avrebbe portato allo scudetto. Sono passati esattamente quattro anni e adesso, per la prima volta, a Milanello si respira quell’atmosfera lì, una sorta di elettrica attesa di quello che sarà. Nessuno lo dice apertamente, Allegri continua a volare basso («Bisogna guardare il +7 sulla Roma quinta» ha detto dopo Bologna), però nello spogliatoio i giocatori iniziano a crederci: «Senza il Milan, l’Inter sarebbe lì davanti a fare un campionato a parte», la mezza ammissione di Rabiot al Dall’Ara. Ogni tanto, anche loro guardano in alto. Il gruppo ha stretto una sorta di patto: concentrazione massima, facciamo del nostro meglio e vediamo dove arriviamo.

La serie positiva del Milan

Il Diavolo ha trovato la velocità di crociera richiesta da Allegri. Dopo 23 partite ha toccato quota 50 punti: era successo solo nel 1996 (50) e nel 2004 (58), e a fine stagione fu scudetto. I risultati utili di fila in campionato sono 22: è la serie migliore nelle cinque maggiori leghe europee. Altro fattore: Allegri ha 15 gare in totale da giocare. Chivu ne disputerà tra 18 e 28, in base a quanto lontano andrà nelle coppe. Un elemento che lo scorso anno è stato decisivo.

Rabiot festeggiato dopo il gol (afp)

Rabiot dominante

C’è spazio per sognare, nonostante il -5 dalla vetta. Anche perché la sensazione è che il Milan possa crescere ancora. Finora Leao e Pulisic hanno giocato il 30 per cento in meno rispetto a un anno fa eppure il Diavolo ha retto, e anzi ha scoperto che pure Nkunku sa fare la differenza (3 gol nelle ultime cinque in A), che Rabiot sa essere dominante, che Füllkrug ha caratteristiche utili alla causa. L’ultimo mercato, al netto di Estupiñan, si sta rivelando giusto.

Il lavoro di Allegri

La chiave resta però il direttore d’orchestra. Allegri ha portato ordine dove prima regnava il caos. Il Milan ha una sua identità tattica, chiara. Max ha compattato il gruppo, che lo adora, con piccole mosse. Un esempio? Dopo il lavoro di scarico di ieri, ha concesso tre giorni di riposo alla squadra, che tornerà ad allenarsi domenica. Un modo per ricaricare le pile, possibile per il rinvio della gara con il Como (la prossima gara è in programma venerdì 13 a Pisa).

Vlahovic può essere il colpo dell’estate

In questi mesi Max ha cementato ancora di più il legame con il ds Tare, con cui condivide ogni passo. Anche da qui nascono i dialoghi per il rinnovo di contratto di Leao, in scadenza nel 2028: c’è la volontà del club di prolungare in tempi brevi. Discorso simile per Vlahovic, che lascerà a parametro zero la Juventus. Può diventare il colpo dell’estate: piace ad Allegri e alla dirigenza rossonera. L’operazione si prospetta onerosa, tra stipendio e commissioni, ma i lavori sono in corso. Tutto passa dal ritorno in Champions, il mantra di Max. Però l’8 marzo c’è il derby, e al Milan sanno che in certe notti basta una girata per cambiare la storia.

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