NAPOLI - Braveheart. Il Napoli si è aggrappato ancora una volta al cuore impavido e alla grinta di Scott McTominay, uomo simbolo della preziosa vittoria di Genova e della resilienza azzurra. L'MVP dello scorso campionato non ne vuole proprio sapere di scucirsi senza combattere lo scudetto dalla maglia e lo ha dimostrato con la sua ruggente prestazione a Marassi, dove ha stretto i denti per restare in campo nonostante un infortunio, ha segnato un gran gol e si è poi seduto in panchina a fare il tifo per i suoi compagni, dopo essere stato sostituito nel corso dell'intervallo.
Centrocampo senza alternative
C'è voluta tutta la capacità persuasiva di Antonio Conte per convincere il centrocampista scozzese a non correre rischi, visto che aveva già tirato troppo la corda resistendo…
NAPOLI - Braveheart. Il Napoli si è aggrappato ancora una volta al cuore impavido e alla grinta di Scott McTominay, uomo simbolo della preziosa vittoria di Genova e della resilienza azzurra. L'MVP dello scorso campionato non ne vuole proprio sapere di scucirsi senza combattere lo scudetto dalla maglia e lo ha dimostrato con la sua ruggente prestazione a Marassi, dove ha stretto i denti per restare in campo nonostante un infortunio, ha segnato un gran gol e si è poi seduto in panchina a fare il tifo per i suoi compagni, dopo essere stato sostituito nel corso dell'intervallo.
Centrocampo senza alternative
C'è voluta tutta la capacità persuasiva di Antonio Conte per convincere il centrocampista scozzese a non correre rischi, visto che aveva già tirato troppo la corda resistendo per un tempo al dolore. "Si tratta di un problema alla gamba non grave e con cui sta convivendo dall'inizio della stagione", ha poi spiegato il tecnico leccese, che è sempre in piena emergenza ed è stato costretto finora a chiedere gli straordinari al suo leader. La linea mediana è infatti sguarnita per le lunghissime assenze di De Bruyne, Anguissa e Gilmour, che sono in infermeria da mesi e non saranno disponibili nemmeno per la sfida di martedì sera contro il Como in Coppa Italia, allo stadio Maradona. Di qui la necessità di schierare sempre tra i titolari lo stoico numero 8, che da parte sua non si è mai tirato indietro.
McTominay non si ferma mai
McTominay gioca sempre da metà ottobre e tra campionato e Champions League è arrivato a Genova alla sedicesima partita di seguito da titolare, comprese le due della Supercoppa Italiana in Arabia Saudita. Un tour de force simile a quello che ha affrontato anche Rasmus Hojlund, decisivo a sua volta con una doppietta a Marassi. Il Napoli è decimato da mesi dall'emergenza e Conte si è dovuto aggrappare per questo ai suoi due pretoriani, il cui spirito di sacrificio ha aiutato la squadra a non perdere contatto in modo definitivo dalle zone più alte della classifica. Il terzo posto è stato infatti difeso con le unghie dagli azzurri, il cui obiettivo è tenere botta fino al recupero dei tanti e illustri infortunati e presentarsi alla decisiva volata di primavera con ancora qualche carta nobile da giocare, onorando lo scudetto.
In Coppa Italia c’è il Como
Ma Conte tiene pure alla Coppa Italia e per questo la squadra si è subito rimesso al lavoro a Castel Volturno, al rientro dalla trasferta di Genova. L'osservato speciale è ovviamente McTominay, che non vuole perdersi la sfida dei quarti di finale col Como. Lo scozzese proverà il recupero in extremis e ad attenderlo a braccia aperte ci sono i 50 mila tifosi annunciati al Maradona. I prezzi stracciati voluti dalla società sono un altro segnale forte e chiaro: il trofeo tricolore non verrà snobbato, a maggior ragione dopo l'uscita prematura dalla Champions. Il Napoli di Marassi ha dimostrato (vincendo nonostante l'uomo in meno) di essere vivo e deciso a dare ancora battaglia, nella scia del suo indomito Braveheart.