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Marotta: “Gesto di Bastoni non leale, con una simulazione la Juve ha guadagnato 70 milioni”

Giuseppe Marotta (ansa)

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Il presidente dell’Inter torna sul caso che ha visto protagonisti il difensore e Kalulu nel match contro la Juve e ricorda un precedente di 5 anni fa
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MILANO – Dritto al punto: l'Inter si schiera a difesa di Alessandro Bastoni, bersaglio di insulti social per la simulazione che ha portato all’espulsione di Kalulu nella partita con la Juventus. A parlare è il presidente Marotta, prima dell'inizio dell'assemblea di Lega, nella sala conferenze di via Rossellini, dopo aver salutato Chiellini, dirigente bianconero: “La nostra posizione è semplice di fronte a una reazione, anche mediatica, smisurata. Stiamo parlando di un giocatore, Bastoni, oggetto di una gogna. É un calciatore con più di 300 partite in serie A e mai protagonista di fatti clamorosi, rappresenta un patrimonio della Nazionale. C'è stato un errore di un giovane, è vero, ma chi non ne ha fatti?”.

Marotta riconosce l’errore di Bastoni

La difesa di Marotta é larga e concede alcune…

MILANO – Dritto al punto: l'Inter si schiera a difesa di Alessandro Bastoni, bersaglio di insulti social per la simulazione che ha portato all’espulsione di Kalulu nella partita con la Juventus. A parlare è il presidente Marotta, prima dell'inizio dell'assemblea di Lega, nella sala conferenze di via Rossellini, dopo aver salutato Chiellini, dirigente bianconero: “La nostra posizione è semplice di fronte a una reazione, anche mediatica, smisurata. Stiamo parlando di un giocatore, Bastoni, oggetto di una gogna. É un calciatore con più di 300 partite in serie A e mai protagonista di fatti clamorosi, rappresenta un patrimonio della Nazionale. C'è stato un errore di un giovane, è vero, ma chi non ne ha fatti?”.

Marotta riconosce l’errore di Bastoni

La difesa di Marotta é larga e concede alcune attenuanti al calciatore nerazzurro: “La simulazione è un atto che si vede sui campi fin dagli Anni 50, c'erano giocatori famosi per gesti così. Lo considero dunque un fatto ordinario e non straordinario. Certamente quello di Bastoni è stato esagerato e deprecabile, ma legato anche a fattori concomitanti: il braccio largo di Kalulu, il fischio immediato dell'arbitro. Riconosco comunque l'errore del nostro giocatore”.

Il rigore negato in Inter-Roma

La decisione presa dall’arbitro La Penna “é sbagliata, lo riconosco” prosegue Marotta. Però, ci tiene a sottolineare, anche l’Inter in passato é stata svantaggiata da sviste arbitrali: “Abbiamo perso l’ultimo scudetto per un punto e in Inter-Roma fu riconosciuto un errore a nostro favore, un rigore che avrebbe potuto determinare l’esito del campionato. Quest’anno siamo intervenuti solo a Napoli quando fu decretato un rigore che ha incanalato una gara, poi analizzato dagli organi competenti e dichiarato ingiusto”. Il riferimento è all’episodio tra Di Lorenzo e Mkhitaryan nella sfida del Maradona di fine ottobre, vinta dal Napoli.

La simulazione di Cuadrado

Il saluto a Chiellini “è stato il minimo, è stato mio giocatore. Oggi è un dirigente giovane e inesperto ma non mi permetto di dargli consigli”. Sulla rabbia del dirigente juventino nel tunnel degli spogliatoi, ha glissato: “Cose da spogliatoi”. Ha però ricordato un altro episodio a sfavore dell’Inter, sempre legato a una simulazione: “L'Inter fa notizia perché negli ultimi anni è stata la più vincente. Ricordo un episodio del 2021, un rigore a favore della Juve su palese simulazione di Cuadrado. Un errore riconosciuto dai tecnici: quella vittoria permise alla Juve di andare in Champions e guadagnare 60-70 milioni”.

Il contatto Cuadrado-Perisic 

Cosa si può fare per crescere? “Serve un’assunzione di responsabilità. Can, Aia, società, Figc, tutte le istituzioni: dobbiamo confrontarci in modo ampio e sereno, inasprendo le pene disciplinari e soprattutto pecuniarie: si va spesso oltre le righe ed è inaccettabile. Il gesto di Bastoni non è conforme ai principi di lealtà: la repressione non fa parte di me. Si può invece prevenire, con un confronto. Spesso c'è ignoranza regolamentare, con norme che i calciatori dovrebbero conoscere".

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