Uovo di Pasqua prodotto da rinomata azienda dolciaria ma soprattutto uovo ufficiale abbinato (a suo tempo, e con grande ottimismo) alla Nazionale azzurra. La promessa stampigliata sull’involucro è quella di una sorpresa griffata dalla Federazione. Alla rottura dell’uovo, eccola: un apribottiglie stilizzato. L’invito intrinseco a bere per dimenticare appare lampante.
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Sarà un caso, ma dopo giornate di annunci incessanti sulla possibilità per gli abbonati di gustarsi tutto il Mondiale 2026, a Dazn hanno momentaneamente ridotto di netto gli annunci medesimi.
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Alla scadenza di fine giugno con le elezioni in Figc manca una vita. Magari tra poco l’ansia di innescare dibattiti in tv si affievolirà: ma è pesante il rischio di andare avanti parecchio con uno che si alza e chiede gli italiani obbligatori, l’altro che vuole radere al suolo Coverciano, un terzo che vuole tutti ex calciatori al comando, quello che vuole Guardiola imperatore del mondo e così via.
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C’è chi almeno riesce a d…
Uovo di Pasqua prodotto da rinomata azienda dolciaria ma soprattutto uovo ufficiale abbinato (a suo tempo, e con grande ottimismo) alla Nazionale azzurra. La promessa stampigliata sull’involucro è quella di una sorpresa griffata dalla Federazione. Alla rottura dell’uovo, eccola: un apribottiglie stilizzato. L’invito intrinseco a bere per dimenticare appare lampante.
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Sarà un caso, ma dopo giornate di annunci incessanti sulla possibilità per gli abbonati di gustarsi tutto il Mondiale 2026, a Dazn hanno momentaneamente ridotto di netto gli annunci medesimi.
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Alla scadenza di fine giugno con le elezioni in Figc manca una vita. Magari tra poco l’ansia di innescare dibattiti in tv si affievolirà: ma è pesante il rischio di andare avanti parecchio con uno che si alza e chiede gli italiani obbligatori, l’altro che vuole radere al suolo Coverciano, un terzo che vuole tutti ex calciatori al comando, quello che vuole Guardiola imperatore del mondo e così via.
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C’è chi almeno riesce a dare qualche immagine efficace. Alla Domenica Sportiva Ciccio Graziani racconta di frequentare ogni tanto campetti dove giocano i ragazzini: e sostiene di averne visti impegnati in micidiali ripartenze dal basso. Nonché — e questa fa paura davvero — undicenni che vanno a battere il calcio d’angolo e alzano la mano sinistra. Si spera che lo facciano per pigliare per i fondelli l’allenatore.
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Parlando di campioni difficili da reperire oggi, Spalletti aveva elencato alla vigilia i nomi delle mamme degli assi del passato (Matilde Baggio, Fiorella Totti, Bruna Del Piero). Ieri è tornato sulla questione e a Sky ha raccontato di aver ricevuto un messaggio da Max Tonetto, onesto lavoratore del pallone di qualche anno fa: «Mister, nel caso, mia mamma si chiama Licia».
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Difficile da credere: ma la scorsa settimana per alcune ore è davvero circolata sul web la versione che vedeva Roberto De Zerbi ansioso e titubante, in preda a dubbi esistenziali, tormentato nonché indeciso a tutto di fronte alla proposta del Tottenham di cinque anni di contratto a dodici milioni di sterline a stagione.
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Un fiume di solidarietà e di commozione per i giovanissimi che non hanno mai visto l’Italia ai Mondiali. Nessuno pensa però a quelli un po’ più grandicelli, che hanno saltato gli ultimi tre mondiali anche loro e però si sono sorbiti gli ultimi due con gli azzurri presenti.
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«L’ultima volta che Gasperini ha tolto punti all’Inter, era l’allenatore dell’Inter» (Giacomo Cobianchi, X).