NAPOLI – Nudo alla meta. L'addio al sogno scudetto ha sgonfiato di colpo le motivazioni del Napoli, che si è arreso quasi senza battersi alla Lazio (2-0) nell'anticipo al Maradona. Per gli azzurri c'è il rimpianto di avere perso la lunga imbattibilità a Fuorigrotta in campionato, dove l'ultimo ko risaliva addirittura all'8 dicembre del 2024, tra l'altro contro lo stesso avversario di 16 mesi e mezzo fa. Pessima la prestazione della squadra di Antonio Conte, colpita dai gol di Cancellieri nel primo tempo e di Basic nella ripresa. Pomeriggio di festa invece per Maurizio Sarri, che ha fatto una bella figura nel suo ex stadio e le prove generali per la semifinale di Coppa Italia. Le false partenze per il Napoli stanno diventando una pessima abitudine e al Maradona si è ripetuto lo stesso copione della precedente trasferta di Parma, con gli azzurri che si sono fatti di colpire al primo assalto anche dalla Lazio: dormita di Anguissa, cross basso di Taylor e comodo tap-in di Cancellieri, li…
NAPOLI – Nudo alla meta. L'addio al sogno scudetto ha sgonfiato di colpo le motivazioni del Napoli, che si è arreso quasi senza battersi alla Lazio (2-0) nell'anticipo al Maradona. Per gli azzurri c'è il rimpianto di avere perso la lunga imbattibilità a Fuorigrotta in campionato, dove l'ultimo ko risaliva addirittura all'8 dicembre del 2024, tra l'altro contro lo stesso avversario di 16 mesi e mezzo fa. Pessima la prestazione della squadra di Antonio Conte, colpita dai gol di Cancellieri nel primo tempo e di Basic nella ripresa. Pomeriggio di festa invece per Maurizio Sarri, che ha fatto una bella figura nel suo ex stadio e le prove generali per la semifinale di Coppa Italia. Le false partenze per il Napoli stanno diventando una pessima abitudine e al Maradona si è ripetuto lo stesso copione della precedente trasferta di Parma, con gli azzurri che si sono fatti di colpire al primo assalto anche dalla Lazio: dormita di Anguissa, cross basso di Taylor e comodo tap-in di Cancellieri, liberissimo davanti al portiere Milinkovic. Inevitabile sospettare un calo di concentrazione, visto che la squadra di Conte ha appena ammainato bandiera bianca nella lotta scudetto e le sue motivazioni nel finale di campionato rischiano dunque di scarseggiare. Serve soltanto l'ultimo sforzo ai campioni uscenti per blindare la qualificazione per la zona Champions e nemmeno la spinta dei 50 mila tifosi presenti a Fuorigrotta è riuscita a dare la scossa a Politano e compagni, in balia degli avversari e soggiogati tatticamente dalle mosse dalla panchina di Sarri, ex della gara. Tanti errori da una parte e grande determinazione dall'altra: al netto della buona vena di De Bruyne.
La reazione
Il Napoli ha provato a reagire allo svantaggio quasi per forza d'inerzia e ha provato a spingere sulla fascia destra con i cross di Politano, riuscendo però a rendersi minaccioso soltanto con qualche mischia. Ma la manovra degli azzurri è stata troppo compassata e i troppi palloni persi hanno spalancato praterie per le ripartenze della Lazio, che invece si è esaltata negli spazi stretti e ha sfiorato più volte il raddoppio. Alla mezz'ora l'occasione più clamorosa: svarione di Buongiorno e comoda fuga di Noslin, steso alla disperata da Lobotka in area. Il rigore (netto) è stato però fallito da Zaccagni, che si è fatto respingere il tiro da Milinkovic-Savic. Decisivo il portiere serbo, chiamato successivamente in causa pure dalle conclusioni di Cancellieri (35') e Tavares (43'). Non pervenuta la squadra di Conte, costretta alla fine del primo tempo a ritornare negli spogliatoi tra i fischi dei suoi tifosi. Pessime in modo particolare le prove di McTominay e Anguissa, oltre a quelle dei tre difensori.
Il secondo tempo
Conte ha aspettato persino troppo per intervenire e lo ha fatto nell'intervallo: dentro Elmas e Alisson Santos al posto di Anguissa e De Bruyne. Con i Fab Four il Napoli non funziona e il tecnico leccese ha dovuto prenderne atto, senza peraltro ottenere dalla sua squadra la risposta auspicata. A rendersi di nuovo pericolosa è stata infatti di nuovo la Lazio, subito pericolosa con Taylor (2', rasoterra a lato) anche in avvio di ripresa. Azzurri addormentati e spazi invitanti per i tre attaccanti di Sarri, che a furia di insistere hanno trovato il meritato raddoppio: buco di Buongiorno, cross di Noslin, liscio di Cancellieri e facile tocco ravvicinato per Basic (12'). Di Alisson Santos l'unico segnale di reazione, con un tiro a giro che poco dopo (14') è andato a sbattere sulla parte esterna del palo. Un lampo estemporaneo nel buio. Il Napoli si è arreso con largo anticipo alla sconfitta e il resto della gara è scivolato via a ritmi bassi, con la Lazio che ha difeso senza problemi il doppio vantaggio e ha risparmiato anche un po' di energie per la semifinale della Coppa Italia di mercoledì prossimo contro l'Atalanta: principale obiettivo di Sarri. La stagione di Conte si è conclusa invece in anticipo e l'unico vero rimpianto per gli azzurri è la fine della lunghissima imbattibilità al Maradona, sotto gli occhi di De Laurentiis. Presidente e tecnico dovranno incontrarsi presto. Il futuro è adesso.
Conte: “Una legnata sui denti”
«Parte tutto dalla testa, il nostro black-out è stato totale perché la mancata vittoria di Parma ci ha stroncato qualsiasi velleità – ha poi detto Antonio Conte -. Speriamo di far tesoro di questa legnata tra i denti e di rimetterci subito a posto, perché ci manca l’ultimo sforzo per la qualificazione in Champions e dobbiamo completare il lavoro».
Napoli-Lazio 0-2
Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic 7 - Beukema 4.5, Buongiorno 4, Olivera 5 - Politano 6 (27' st Mazzocchi 6), Anguissa 4.5 (1' st Elmas 5.5), Lobotka 5 (18' st Giovane 5), Spinazzola 5 (18' st Gutierrez 6) - De Bruyne 5 (1' st Alisson Santos 6), McTominay 5 - Hojlund 5. All. Conte 5.
Lazio (4-3-3): Motta 6 - Lazzari 6.5 (37' st Hysaj sv), Romagnoli 7, Gila 7 (16' st Provstgaard 6), Tavares 6.5 - Basic 7 (26' st Dele-Bashiru 6), Cataldi 6 (16' st Patric 6.5), Taylor 7 - Cancellieri 7, Noslin 6.5, Zaccagni 5.5 (16' st Dia 6). All. Sarri 7.
Arbitro: Zufferli 6.5
Reti: 6' pt Cancellieri, 12' st Basic Note: amm. Lobotka e Cataldi. Spettatori 50 mila circa