Braida: “Vedo questo Milan e mi viene da piangere. Ibra deve avere l’umiltà di imparare”
dal nostro inviato Franco VanniPARMA – “Sono innamorato del Milan, ce l’ho nel cuore. Mi viene quasi da piangere a vederlo in questa situazione”. Ariedo Braida, storico dirigente rossonero e braccio destro di Adriano Galliani negli anni del Milan di Silvio Berlusconi, racconta così il suo stato d’animo in un momento difficile del club. Lo fa al Festival della Serie A, in corso a Parma.
La crisi d’identità del Milan
Secondo Braida, il problema del Milan è prima di tutto culturale. “Diciamoci la verità: c’è una crisi d’identità. Bisogna ricostruire una storia. È un passaggio importante, perché senza storia non c’è futuro”, ha detto a margine di un incontro sul calciomercato, al Teatro Regio. Il riferimento è al presente incerto della società rossonera, ancora senza allenatore e senza una strutt…
PARMA – “Sono innamorato del Milan, ce l’ho nel cuore. Mi viene quasi da piangere a vederlo in questa situazione”. Ariedo Braida, storico dirigente rossonero e braccio destro di Adriano Galliani negli anni del Milan di Silvio Berlusconi, racconta così il suo stato d’animo in un momento difficile del club. Lo fa al Festival della Serie A, in corso a Parma.
La crisi d’identità del Milan
Secondo Braida, il problema del Milan è prima di tutto culturale. “Diciamoci la verità: c’è una crisi d’identità. Bisogna ricostruire una storia. È un passaggio importante, perché senza storia non c’è futuro”, ha detto a margine di un incontro sul calciomercato, al Teatro Regio. Il riferimento è al presente incerto della società rossonera, ancora senza allenatore e senza una struttura dirigenziale pienamente definita. Per l’ex direttore sportivo, la strada da seguire è chiara: “Mi auguro che chi ha responsabilità ricominci da questo punto. La strada sarà lunga, ma il Milan ha un passato importante che non si può cancellare”.
Un tifoso del Milan con la maglia di Maldini
Il richiamo alla storia rossonera
Braida insiste sul valore della memoria rossonera come base per ricostruire. “Il futuro del Milan deve essere portato avanti come fatto in passato”, spiega. E in questo ragionamento entrano anche i Maldini: “Hanno scritto la storia del Milan. Prima Cesare e poi Paolo hanno vinto tutte le Champions League di questo club. Credo che non si possa non ripartire dalla storia”.
Leao, i numeri non bastano
L’ex dirigente ne ha anche per Rafael Leao, uno dei simboli tecnici del Milan attuale. “È un giocatore con qualità importantissime, però è chiaro ed evidente che, se non le trasmette in campo, le rende vane”. Braida riconosce il talento dell’attaccante portoghese, ma ne sottolinea anche i limiti: “In questo periodo è difficile trovare giocatori di grande qualità come lui. Ma a volte non è sufficiente avere solo numeri”.
Zlatan Ibrahimovic
Il messaggio a Ibrahimovic
Infine, un passaggio su Zlatan Ibrahimovic, oggi figura centrale nell’area sportiva rossonera. “Calcisticamente è stato un grande campione, chapeau”, dice Braida. Che aggiunge un avvertimento: “Anche lui, a volte, deve avere l’umiltà di imparare”. Un messaggio che suona come un invito alla prudenza e alla ricostruzione, partendo da ciò che il Milan è stato prima ancora di immaginare ciò che dovrà diventare.