MILANO – “Non c’era chiarezza”. Così Ralf Rangnick ha spiegato perché ha detto no al Milan. Lui ha deciso di restare ct dell’Austria, con cui ieri ha rinnovato fino al 2027, con prolungamento automatico di un altro anno in caso di qualificazione agli Europei del 2028. Era affascinato dal Diavolo, che già lo aveva tentato sei anni fa, ma aveva chiesto garanzie che non sono arrivate. Adesso, dal ritiro della nazionale austriaca, spiega quello che è successo con il club rossonero: “Tre settimane fa c’è stato un primo contatto e si sono tenuti dei colloqui. Ho detto fin dall’inizio che volevo avere chiarezza prima dell’inizio dei Mondiali: per me, per la squadra, per il Paese, per la federcalcio austriaca e per i miei giocatori. Non ho mai posto richieste, né alla Federcalcio, né al Milan”. Così ha fissato la sua deadline a venerdì, il Diavolo non ha sciolto i suoi dubbi e lui si è tirato indietro: “Non c’era ancora chiarezza”, ha detto nella conferenza stampa con cui ha annunciato il rinnovo.
"Restare ct dell’Austria è la decisione giusta”
L’Austria esordirà ai Mondiali nella notte tra martedì e mercoledì, contro la Giordania: “Ho detto fin dall’inizio che il rinnovo è una decisione di principio in cui hanno influito molti fattori, tra questi anche la questione di chi, all’interno del mio staff tecnico, sarebbe rimasto a disposizione. Per questo ora posso stare qui seduto e dire con grande soddisfazione che è la decisione giusta quella di rimanere in carica dopo i Mondiali”. Nessun dubbio, anche in riferimento ai calciatori: “Per loro non sarebbe stato poi così grave se avessi deciso solo dopo i Mondiali, ma è un bene che ora ci sia chiarezza. Se non mi sentissi a mio agio, non sarei qui da due anni”.
Cosa chiedeva Rangnick al Milan
Rangnick sarebbe stato ingaggiato come direttore tecnico. Avrebbe voluto poteri sull’area sportiva, dalla prima squadra alle giovanili e allo scout. Poi la garanzia che non ci sarebbero state intromissioni e pressioni esterne sul suo lavoro. Il Milan non era convinto di affidargli in toto le chiavi del club, lui non ha voluto aspettare oltre venerdì. Il Diavolo adesso è vicino ad Amorim per la panchina, mentre come direttore tecnico c’è in pole il tedesco Krösche, con il turco Özek come alternativa.