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Cercasi portiere, la Juve a caccia di un numero 1. Spalletti vota Suzuki, in corsa Vicario e Gill

Zion Suzuki (lapresse)

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Di Gregorio e Perin non convincono, il tecnico vuole il salto di qualità tra i pali. Il giapponese (“mi garba”) può arrivare via Psg
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In quel “paio di situazioni da completare” nella rosa bianconera, evidenziate da Spalletti, la più pesante e centrale è sicuramente quella del portiere. A diciotto giorni dal calcio d’inizio della Serie A, la porta della Juventus resta ancora vacante, o quantomeno esautorata: “Suzuki? Mi garba”, ha spiegato al termine dell’ultima amichevole il tecnico. Affermazione che pesa inevitabilmente sulla stabilità di un portiere, Di Gregorio, messo in discussione già a inizio mercato dalle parole di Carnevali. Il direttore individuò nella porta uno dei possibili upgrade della rosa: oggi, dopo che sono sfumati nell’ordine Alisson, ma anche Martinez, il casting si è ridotto a tre candidati: Vicario del Tottenham, Suzuki via Psg e il paraguaiano Gill, uno degli eroi del Mondiale, del San Lorenzo. Una scelta che dovrà essere oculata e ragionata: il portiere della Juventus non può essere “bravo”, deve semplicemente essere uno dei migliori in assoluto.

In quel “paio di situazioni da completare” nella rosa bianconera, evidenziate da Spalletti, la più pesante e centrale è sicuramente quella del portiere. A diciotto giorni dal calcio d’inizio della Serie A, la porta della Juventus resta ancora vacante, o quantomeno esautorata: “Suzuki? Mi garba”, ha spiegato al termine dell’ultima amichevole il tecnico. Affermazione che pesa inevitabilmente sulla stabilità di un portiere, Di Gregorio, messo in discussione già a inizio mercato dalle parole di Carnevali. Il direttore individuò nella porta uno dei possibili upgrade della rosa: oggi, dopo che sono sfumati nell’ordine Alisson, ma anche Martinez, il casting si è ridotto a tre candidati: Vicario del Tottenham, Suzuki via Psg e il paraguaiano Gill, uno degli eroi del Mondiale, del San Lorenzo. Una scelta che dovrà essere oculata e ragionata: il portiere della Juventus non può essere “bravo”, deve semplicemente essere uno dei migliori in assoluto.

Vicario, la vecchia conoscenza di Spalletti

Il candidato numero uno resta Vicario del Tottenham, portiere reduce da una stagione disastrosa con gli Spurs e, proprio per questo, voglioso di rivalsa. Costa relativamente poco, visto che potrebbe muoversi in prestito con diritto e non obbligo di riscatto, e permetterebbe ai bianconeri di testarlo per una stagione e poi, eventualmente, decidere il da farsi al termine della prossima stagione. In realtà Spalletti lo conosce già, visto che da ct dell’Italia lo convocò per 22 volte, dandogli la maglia da titolare in sei partite: era lui l’unico e vero vice-Donnarumma, in un lotto di portieri che comprendeva anche Meret del Napoli ma non Di Gregorio della Juventus.

Guglielmo Vicario 

La verità, però, è che Vicario, pur essendo un portiere affidabile, non rappresenta quel salto di qualità necessario per sopportare il peso della maglia bianconera. Già l’anno scorso al Tottenham venne prima relegato al ruolo di secondo portiere con Tudor in panchina, quindi scalò fino al terzo posto con De Zerbi. Oggi ha voglia di tornare in Italia e la Juventus sarebbe la scelta migliore per lui: resta da capire se lo sia anche per il club bianconero.

Suzuki e quel “mi garba” di Spalletti

Il sogno è Zion, letteralmente “rifugio”, o “terra promessa”. Tuttavia Suzuki, il portiere giapponese del Parma, è già promesso sposo del Psg, che è a un passo dalla sua acquisizione a titolo definitivo. Proprio il rapporto ricostruito con i francesi grazie all’affare Kolo Muani, e all’addio di Comolli che creò l’incidente diplomatico, potrebbe aprire un canale preferenziale che porterebbe Zion Suzuki in bianconero, in prestito secco. “Mi garba”, si è lasciato “sfuggire” Spalletti, evidenziando la sua preferenza in porta: un’affermazione che ha di fatto esautorato sia Di Gregorio che Perin, entrambi sicuri di non avere chance di titolarità in bianconero. Dopo due stagioni positive, Suzuki vuole provare il salto di categoria: grande fisico, buoni istinti, una tecnica che non è eccelsa ma che può essere migliorata. La valutazione da 30 milioni è il freno principale per la Juventus, per trasformare il sogno di Spalletti in realtà: lo stipendio del giapponese è abbordabile, ma la vera domanda è di opportunità. Può la Juventus accontentarsi di fare il lavoro sporco per il Psg? Se si tratta di un compromesso per un anno, si può anche sopportare.

Orlando Gill (agf)

Gill, l’eroe del Mondiale che piaceva al Torino

L’ultimo nome circolato in questi giorni è anche il più affascinante, forse perché avvolto da un alone di mistero dovuto alla distanza del mondo in cui è cresciuto. Orlando Gill, dopo aver eliminato con le sue parate la Germania dal Mondiale, è diventato uno dei portieri più ricercati del Sud America. Nato in Paraguay a San Lorenzo, è cresciuto nel settore giovanile della squadra omonima, passando poi in Argentina al San Lorenzo, in un circolo quantomeno curioso.

Oggi è il titolare della squadra argentina e della nazionale del Paraguay: nel periodo del Mondiale fu accostato al Torino e, intervistato sulla questione, affermò di voler tentare l’avventura in Europa. Classe 2000, alto 199 centimetri, è un numero uno di pochissime parole, tanto che il suo soprannome è “El Mudo”, il muto. Ma anche “El Gato”, il gatto, perché Gill è un ottimo portiere, futuribile, che potrebbe rappresentare l’affare della sessione visto il prezzo (circa 8,5 milioni) e le caratteristiche fisiche e tecniche. Resta il dubbio sulla solidità mentale, necessaria per difendere i pali bianconeri. C’è stato un sondaggio anche per Dmitry Riznyk, numero uno dello Shakhtar Donetsk: difficile per il prezzo (20 milioni).

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