Il centravanti di Ceuta e il fantasista youtuber. Tante stelle da scoprire nella nuova serie A
di Giulio Cardone , Niccolò MaurelliFranco Mastantuono
Roma - Uno di loro è un modello mancato, un altro voleva fare lo youtuber. E c’è pure chi si diverte a barare a carte. Sono i nuovi volti della Serie A. La foto di copertina se la prende il Milan, che si è seduto al banco degli affari con oltre 180 milioni di euro in tasca e un obiettivo in testa: rivoluzionare l’attacco. Ottanta li ha versati nelle casse del Psg per Gonçalo Ramos, l’acquisto più costoso della storia del club. In Portogallo lo chiamano O Feiticeiro, lo stregone: quando giocava al Benfica tutti i rimpalli gli erano favorevoli. Avrà anche i poteri per spezzare la maledizione che — salvo Giroud – ha colpito tutti i centravanti rossoneri dopo Inzaghi? Per saziare la voglia di gol, il Milan ha comprato anche Diego Moreira per quasi 70 milioni. Dietro all’affare c’è sempre la regia di Jorge Mendes, lo stesso agente che segue Ramos. Moreira, ala sinistra belga, arriva dallo Strasburgo e ha il ritmo nell’anima: quando aveva 6 anni, i nonni lo iscrissero a un corso di danza a …
Roma - Uno di loro è un modello mancato, un altro voleva fare lo youtuber. E c’è pure chi si diverte a barare a carte. Sono i nuovi volti della Serie A. La foto di copertina se la prende il Milan, che si è seduto al banco degli affari con oltre 180 milioni di euro in tasca e un obiettivo in testa: rivoluzionare l’attacco. Ottanta li ha versati nelle casse del Psg per Gonçalo Ramos, l’acquisto più costoso della storia del club. In Portogallo lo chiamano O Feiticeiro, lo stregone: quando giocava al Benfica tutti i rimpalli gli erano favorevoli. Avrà anche i poteri per spezzare la maledizione che — salvo Giroud – ha colpito tutti i centravanti rossoneri dopo Inzaghi? Per saziare la voglia di gol, il Milan ha comprato anche Diego Moreira per quasi 70 milioni. Dietro all’affare c’è sempre la regia di Jorge Mendes, lo stesso agente che segue Ramos. Moreira, ala sinistra belga, arriva dallo Strasburgo e ha il ritmo nell’anima: quando aveva 6 anni, i nonni lo iscrissero a un corso di danza a Liegi. Da quel momento non ha più smesso: balla dopo un gol e anche su TikTok. A complicargli la vita, nei derby con l’Inter, ci sarà Djed Spence, l’esterno destro inglese appassionato di scacchi che ha brillato ai Mondiali.
Duelli da derby
Con Ramos si scontrerà invece John Stones, il nuovo centrale dell’Inter, arrivato a zero dal Manchester City. Da bambino, per tutti, era Barnsley Beckenbauer, il Beckenbauer di Barnsley, la sua città. E se tre indizi fanno una prova, l’arrivo di Curtis Jones dal Liverpool conferma che l’Inter parla sempre più inglese: dopo le visite mediche, sarà lui a prendersi il centrocampo nerazzurro.
L’attività di Juve e Fiorentina
Prima che le milanesi facessero all-in, ci avevano pensato la Juventus e la Fiorentina a movimentare il mercato. La squadra di Spalletti ha abbracciato Kerim Alajbegovic, il gioiello bosniaco che lo scorso marzo aveva messo la sua firma sulla condanna dell’Italia nello spareggio dei Mondiali. Anche se la Panini non lo aveva neanche messo nell’album delle figurine del torneo, il bosniaco ha lasciato il segno: uomo partita contro il Qatar nella fase a gironi. Ala sinistra di ruolo, 18 anni, Alajbegovic può giocare ovunque perché non ha un piede debole. Il papà Semin, che lo segue come agente, l’ha abituato sin da piccolo a calciare sia col destro che col sinistro. Il risultato? Imprevedibile.
Lo ‘youtuber’ Mastantuono
Come i colpi di Franco Mastantuono, l’ala argentina che la Fiorentina ha preso in prestito dal Real Madrid. Appassionato di videogiochi, voleva fare lo youtuber (la sorella Lula gli montava i video) ma sognava pure un futuro da tennista: «No, grazie. Preferisco la racchetta», aveva risposto alla prima chiamata del River Plate, nel 2017, quando aveva 9 anni e pensava di diventare il nuovo Roger Federer. Mentre la Roma, per la sua trequarti, dopo una trattativa infinita ha scelto Rodrigo Mora, l’adiantado mental (mente avanzata, per chi lo ha allenato) che esulta come il suo idolo Naruto, il ninja dei manga. L’ex Porto è molto competitivo, anche fuori dal campo: «Quando gioca a carte, è un super batoteiro (baro). Vuole vincere sempre», raccontano i parenti.
Lo stile di Chalobah
Mentre il Como ha resettato la sua difesa, acquistando Trevoh Chalobah dal Chelsea, che si distingue dentro e fuori dal campo: la sua passione per la moda è scoppiata nel 2020 durante il prestito al Lorient. Nei giorni di riposo prendeva il treno per andare nella Capitale a fare shopping e osservare lo stile dei parigini. A Como è arrivato anche Yan Couto dal Borussia Dortmund, il terzino destro brasiliano che ha iniziato a giocare con gli scarpini – enormi – del papà. In campo s’incrocerà con Kevin Carlos, il nuovo centravanti del Cagliari, preso in prestito dal Nizza. Classe 2001, è nato a Ceuta, l’exclave spagnola sulla costa nordafricana nelle ultime settimane al centro della crisi migratoria. Attaccante eroe, quattro anni fa salvò due ragazzi che stavano rischiando di annegare in un canale vicino Huesca, la città dove giocava.
La personalità di Badiashile
Poi c’è Benoit Badiashile, il difensore che il Napoli ha preso in prestito dal Chelsea e che più volte aveva pensato di lasciare il calcio. Durante la sua esperienza al Monaco, il giovanissimo Badiashile venne rimproverato da Thierry Henry, allora tecnico del club francese. Alla fine di una conferenza stampa, il difensore si alzò per andarsene senza rimettere a posto la sedia: Henry lo bloccò e gli fece fare dietrofront per sistemarla. Non a caso la personalità di Badiashile è lo specchio della disciplina. Dalla Francia (Paris Fc) viene pure Willem Geubbels, il nuovo attaccante del Lecce che si porta dietro l’etichetta del predestinato: nel 2017, a soli 16 anni e 113 giorni, è diventato il più giovane esordiente della storia dell’Europa League. E poi c’è Kian Fitz-Jim, il centrocampista che il Torino ha acquistato dall’Ajax: il papà è nato nei Paesi Bassi ma ha origini surinamesi e cinesi; la madre è di Hong Kong. Fitz-Jim poteva quindi rappresentare l’Olanda, Hong Kong, il Suriname o la Cina: alla fine ha scelto la prima. Da bambino lo criticavano per le sue origini e i capelli lunghi: «Dicono che sembro una ragazza, ma non mi interessa», ha replicato. Eccoli, tutti pronti per la foto di inizio campionato. Dite cheese.