Negli ultimi vent’anni gli stipendi non sono cambiati, gli stadi neanche — salvo qualche eccezione — ma il costo della vita di un tifoso è più che raddoppiato. Quando l’Italia festeggiava il quarto Mondiale della sua storia, il prezzo medio per abbonarsi alle partite casalinghe di una squadra di Serie A oscillava intorno ai 150 euro per un posto in curva. Oggi un appassionato deve sborsarne almeno 300 e gli aumenti riguardano tutti i club. Nella stagione 2005/06, un interista pagava 135 euro per il terzo anello di San Siro. Lo stesso seggiolino, nel 2026, costa 329.
I prezzi dei top club
Spendono qualcosa in meno i rivali milanisti: 300 contro i 123 del 2006/07. Ma non sono aumentati solo gli abbonamenti. Per l’accoppiata panino con salamella e birra…
Negli ultimi vent’anni gli stipendi non sono cambiati, gli stadi neanche — salvo qualche eccezione — ma il costo della vita di un tifoso è più che raddoppiato. Quando l’Italia festeggiava il quarto Mondiale della sua storia, il prezzo medio per abbonarsi alle partite casalinghe di una squadra di Serie A oscillava intorno ai 150 euro per un posto in curva. Oggi un appassionato deve sborsarne almeno 300 e gli aumenti riguardano tutti i club. Nella stagione 2005/06, un interista pagava 135 euro per il terzo anello di San Siro. Lo stesso seggiolino, nel 2026, costa 329.
I prezzi dei top club
Spendono qualcosa in meno i rivali milanisti: 300 contro i 123 del 2006/07. Ma non sono aumentati solo gli abbonamenti. Per l’accoppiata panino con salamella e birra si arriva a 20 euro. Nel 2006, lo stesso pasto costava meno di 10. E gli aumenti vanno oltre la città più costosa d’Italia. Da quindici anni la Juventus dispone del suo stadio di proprietà: nella stagione del debutto dell’impianto (2011/12), per abbonarsi in tribuna nord bastavano 275 euro; oggi si parte da 529. A Roma il rialzo è più contenuto: nel 2006 un tifoso della Lazio pagava 220 euro per un seggiolino in curva. Vent’anni dopo ne spenderebbe 60 in più, se non fosse in corso la protesta contro il presidente Claudio Lotito. Mentre la campagna abbonamenti della Roma è andata sold out in venti giorni: seggiolini a partire da 299, ma con l’abbonamento plus (che garantisce la possibilità di rivendita del posto e alcuni sconti) la cifra sale a 348. Sedici anni fa, a un tifoso giallorosso, ne bastavano 235.
Il costo di un pasto allo stadio
Nella Capitale, come a Milano, la spesa per un pasto allo stadio è schizzata. Con due birre e un panino si sfiorano anche i 20 euro. Calcolatrice alla mano, un abbonato ne spende quasi 800 solo per seguire le partite in casa. Ma un appassionato, in media, si concede anche quattro trasferte. Per i big match, il prezzo del settore ospiti viaggia sui 50 euro. Come esempio, prendiamo un tifoso che da Roma vada a Milano. Oltre al biglietto della partita, bisogna acquistare quello del treno (anche 150 euro in totale per l’alta velocità).
Quanto costa una trasferta
Le alternative sono la macchina (200 tra carburante e pedaggi) o il pullman (tra i 50 e i 70). E ancora gli spostamenti in città, i pasti e l’eventuale alloggio. Ecco che il bilancio di una trasferta supera con facilità i 300. Sommando le quattro uscite ai costi del pacchetto casalingo, si sfonda il tetto dei 2000 euro a stagione. Senza contare i costi per le pay tv: il piano full di Dazn costa 379, ma per vedere le partite di coppa sulle altre piattaforme si va oltre i 600. La situazione non cambia per i club di fascia inferiore: nel caso del Parma, i prezzi variano dai 220 delle curve ai 1250 euro della tribuna centrale Petitot; a Lecce i rinnovi partivano da 269. Considerando lo stipendio medio di un italiano (1550 netti al mese) viene da chiedersi quanta passione ci voglia davvero per fare il tifoso.