Juve, a Frosinone ci pensa Bremer. Spalletti: “Se Kolo Muani non gioca da 2 anni un motivo c’è”
dal nostro inviato Niccolò MaurelliFrosinone – Non è ancora la Juventus di Luciano Spalletti, ma basta essere scolastici per far male a un Frosinone iperattivo ma disordinato, sconfitto 1-0 in casa sua, al Benito Stirpe, nella prima di Serie A dopo la promozione. A metterci la testa è stato Bremer, difensore con delega all’attacco che approfitta dei colpi di sonno della difesa rivale. Del concorso di colpe tra il portiere Palmisani e il terzino Monterisi, che proprio si dimentica di difendere, ne approfitta il centrale brasiliano, al tredicesimo gol in bianconero.
Tre punti, ma ancora servono certezze
Quanto basta per centrare i tre punti, non la certezza di aver trovato la soluzione ai mali della scorsa stagione. Lo si capisce quando Spalletti — elegantissimo nonostante gli oltre 30 gradi — guarda nel vuoto, con le mani ai fianchi, la sua creatura infilzata dalle tante, poco precise, ripartenze del Frosinone, che pure ha sfiorato il pareggio di testa — quasi fosse un contrappasso — con Calvani frenato solo dall’incroc…
Frosinone – Non è ancora la Juventus di Luciano Spalletti, ma basta essere scolastici per far male a un Frosinone iperattivo ma disordinato, sconfitto 1-0 in casa sua, al Benito Stirpe, nella prima di Serie A dopo la promozione. A metterci la testa è stato Bremer, difensore con delega all’attacco che approfitta dei colpi di sonno della difesa rivale. Del concorso di colpe tra il portiere Palmisani e il terzino Monterisi, che proprio si dimentica di difendere, ne approfitta il centrale brasiliano, al tredicesimo gol in bianconero.
Tre punti, ma ancora servono certezze
Quanto basta per centrare i tre punti, non la certezza di aver trovato la soluzione ai mali della scorsa stagione. Lo si capisce quando Spalletti — elegantissimo nonostante gli oltre 30 gradi — guarda nel vuoto, con le mani ai fianchi, la sua creatura infilzata dalle tante, poco precise, ripartenze del Frosinone, che pure ha sfiorato il pareggio di testa — quasi fosse un contrappasso — con Calvani frenato solo dall’incrocio. Perin era rimasto a guardare e, a dire il vero, neanche si aspettava di doversi infilare i guantoni, visto che la trattativa con il Palermo è in chiusura. Ma i crampi di Vicario, che sul finale si è accasciato toccandosi il polpaccio, hanno cambiato i suoi piani e chissà se anche quelli della Juventus.
Intanto prosegue la strategia di mercato
Mentre la strategia del mercato in entrata prosegue: i vertici bianconeri Carnevali (amministratore delegato), Ottolini (direttore sportivo), Massara (Chief football officer) e Chiellini (rapporti istituzionali) si sono riuniti in campo prima del fischio d’inizio, in una sorta di vertice fuori programma per trovare il modo di accontentare le richieste di Spalletti, alla ricerca di un altro centravanti (Zirkzee) e di un centrocampista (Kessié), anche se bisogna prima piazzare gli esuberi Koopmeiners e David.
Attacco da completare
Che l’attacco necessiti di un’altra riforma è certo: Spalletti ne avuto prova guardando Conceicao e Kolo Muani fare la gara a chi sbagliasse di più sotto porta. Il francese si è divorato un gol nel primo tempo; il portoghese ha fatto copia e incolla nel secondo. Mentre Yildiz non è mai entrato in partita. La sensazione è che la Juventus debba ringraziare più il Frosinone che sé stessa: il tecnico rivale Alvini ha messo in campo una squadra smaniosa ma imprecisa. Dei nuovi acquisti, tra i titolari, c’era il solo Schmid, segno che l’allenatore non abbia gradito le trattative orchestrate dalla proprietà americana. Ghedjemis, punto di riferimento dell’attacco, non ha giocato perché “distratto dal mercato”, ha detto il ds Castagnini. Così il suo Frosinone ha cercato di colmare il gap tecnico con la voglia di strafare, sbattendo su una Juve schematica ma efficace.
Spalletti attacca Kolo Muani: “Se non gioca da 2 anni un motivo ci sarà”
"Kolo ce lo siamo andati a prendere, ma si deve rendere conto che se è due anni che non gioca un motivo ci sarà", Luciano Spalletti attacca pesantemente Kolo Muani a fine gara: “A volte si crede di essere di un livello eccezionale e poi invece hai lasciato qualcosa da parte che dovevi andare a riprendere. Si è visto anche oggi che sa tener palla, sa andare nello spazio, è forte fisicamente, però poi queste qui son partite dove lui bisogna che porti a casa dei gol".
Frosinone (4-3-3) Palmisani 5.5 – Monterisi 4.5 (23’ st Oyono 6), Calvani 6.5, Cittadini 5.5, Bracaglia 5.5 (31’ st Terzic sv) – Calò 5, Cichella 5.5 (21’ st Hasa 6), Schmid 5 (14’ st Masini 6) – Fini 5.5 (14’ st Zerbin 6), Raimondo 5, Kvernadze 6. All. Alvini 5.5
Juventus (4-2-3-1) Vicario 6 (47’ st Perin sv) – Kalulu 6.5, Bremer 7, Kelly 5.5, Celik 5.5 (24’ st Cambiaso 5.5) – Locatelli 6, Douglas Luiz 6 (34’ st Koopmeiners sv) – Conceicao 6.5 (51’ st Zhegrova 5.5), McKennie 5.5, Yildiz 5 (51’ st Boga 5.5) – Kolo Muani 4.5. All. Spalletti 6
Arbitro: Ayroldi 6
Rete: 22’ pt Bremer
Note: ammoniti Schmid, Celik, Cambiaso, Calvani. Spettatori 15.256