Torino – C’è vita e forse addirittura futuro persino dalle nostre parti, se un ragazzo di 19 anni di Treviso ingenuo e sfacciato segna un gran gol a un portierino lungo lungo di Carrara con i suoi stessi anni, e fino a quel momento bravo pure lui: Alphadjo Cisse e Diego Mascardi ricorderanno questa notte a contatto, alla fine anche l’amarezza del granata sconfitto si stempererà nella dolcezza della memoria, anche per l’inconfessabile soddisfazione di aver perso per mano di un ragazzo con cui avrà un futuro da condividere, a partire dall’Under 21. Cisse («Senza accento», precisa lui) aveva già esordito in A col Verona, viene da un’ottima stagione al Catanzaro e un lungo infortunio, Amorim l’ha preso in simpatia («I love Cisse», aveva detto sabato) e gli ha dato fiducia, ricambiata. «È un’emozione unica, mai avrei immaginato di giocare nel Milan e segnare un gol».
Torino – C’è vita e forse addirittura futuro persino dalle nostre parti, se un ragazzo di 19 anni di Treviso ingenuo e sfacciato segna un gran gol a un portierino lungo lungo di Carrara con i suoi stessi anni, e fino a quel momento bravo pure lui: Alphadjo Cisse e Diego Mascardi ricorderanno questa notte a contatto, alla fine anche l’amarezza del granata sconfitto si stempererà nella dolcezza della memoria, anche per l’inconfessabile soddisfazione di aver perso per mano di un ragazzo con cui avrà un futuro da condividere, a partire dall’Under 21. Cisse («Senza accento», precisa lui) aveva già esordito in A col Verona, viene da un’ottima stagione al Catanzaro e un lungo infortunio, Amorim l’ha preso in simpatia («I love Cisse», aveva detto sabato) e gli ha dato fiducia, ricambiata. «È un’emozione unica, mai avrei immaginato di giocare nel Milan e segnare un gol».
L’importanza dei senatori
Poi è chiaro che la partita è cambiata quando sono arrivati Rabiot e Modric e Saelemaekers, che oltre ad avere i loro anni sono comunque di un livello superiore (e così Moreira e Leao: di fatto era un Milan a metà) a molti dei titolari di ieri, ma intanto questa partita di attacchi soffocati e quasi senza tiri in porta l’ha risolta Cisse il giovane con un tiro a giro di pregio. L’assist è stato di Rabiot, che poco dopo segnerà il 2-0. È il filo temporale che ha dato ad Amorim i primi tre punti italiani, conquistati con una partita di promesse ancora vaghe ma qualche concetto già fissato: il pressing altissimo, esercitato fin dentro l’area avversaria, ha funzionato, così come l’idea, su cui si è lavorato per tutta l’estate, di affidare l’intera corsia destra a un ex attaccante come Chukwueze, anche se è stata più insistente che fluida e il Toro è andato in difficoltà solo in quella fase di mezza ripresa in cui ha subito i gol. Entrambi li hanno confezionati i due trequartisti di supporto: anche questo qualcosa vorrà dire.
Milan, brividi solo nel finale
Le due squadre giocano in modo simile e si sono spesso imbullonate l’un l’altra, anche se palla e territorio sono stati quasi sempre in possesso del Milan, benché a lungo con l’arsura della sterilità. Il Toro s’è scosso sul 2-0, trascinato da Njie che ha costretto Maignan a una grande deviazione sul palo, ma il gol di Adams è arrivato quando di tempo non ce n’era più.
Torino (3-4-2-1) Mascardi 6.5 – Coco 5.5, Ismajli 6.5, Comuzzo 6 (40’ st Kulenovic sv) – Pedersen 6 (25’ st Fortini 6), Gineitis 5, Fitz-Jim 6.5, Cacciamani 5.5 (36’ st Aboukhlal sv) – Vlasic 5, Casadei 5 (25’ st Njie 6.5) – Simeone 5 (25’ st Adams 6.5). All. Abate 6. Milan (3-4-2-1) Maignan 6.5 – Gila 5.5 (32’ st Gabbia sv), De Winter 6.5, Pavlovic 6.5 – Chukwueze 7, Musah 6.5, Jashari 5.5 (11’ st Modric 6.5), Estupiñan 5.5 (21’ st Bartesaghi 6.5) – Loftus-Cheek 6 (11’ st Rabiot 7.5), Cissé 7 (21’ st Saelemaekers 6.5) – Gonçalo Ramos 5.5. All. Amorim 6.5. Arbitro: Zufferli 6.5.
Reti: 19' st Cissè, 22' st Rabiot, 48' st Adams.
Note: ammoniti Loftus-Cheek. Spettatori 24.285.