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L'Inter segna con Calhanoglu, poi spreca e rischia ma vince: 1-0 a Cagliari

Inter's Hakan Calhanoglu players jubilates after scoring the goal (0-1) during Italian Serie A soccer match Cagliari calcio vs FC Inter at the Unipol Domus in Cagliari, Italy, 30 August 2026 ANSA/FABIO MURRU  (ansa)

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La squadra di Chivu domina ma concretizza poco, e alla fine per poco non arriva la beffa
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Cagliari – Il rodaggio è finito. Il calendario, che ha messo di fronte all’Inter due avversarie abbordabili, si prepara ora a presentare il conto. Dopo un Monza arrivato a San Siro in emergenza, Lautaro e compagni hanno piegato anche il Cagliari, spento nel primo tempo e arrembante nel secondo, ma incapace di ribaltare una partita faticosa per tutti, giocata nel caldo appiccicoso del Sud della Sardegna, dove è un problema cenare all’aperto, figurarsi giocare a pallone.

I meccanismi difensivi dell’Inter

È finita uno a zero, e basta così a Chivu, che deve ringraziare Pisacane per quella mezz’ora di furore finale, che gli ha permesso di mettere a punto i meccanismi della difesa in vista del big match di sabato col Napoli. A smuovere l’afa è stato il solito delizioso tiro di Çalhanoglu, che ha così portato a ventidue il numero dei gol da fuori area da quando gioca in Serie A, come nessun altro nel nostro campionato e come solo Mbappé ha fatto nei cinque maggiori campionati d’Europa. Un’en…

Cagliari – Il rodaggio è finito. Il calendario, che ha messo di fronte all’Inter due avversarie abbordabili, si prepara ora a presentare il conto. Dopo un Monza arrivato a San Siro in emergenza, Lautaro e compagni hanno piegato anche il Cagliari, spento nel primo tempo e arrembante nel secondo, ma incapace di ribaltare una partita faticosa per tutti, giocata nel caldo appiccicoso del Sud della Sardegna, dove è un problema cenare all’aperto, figurarsi giocare a pallone.

I meccanismi difensivi dell’Inter

È finita uno a zero, e basta così a Chivu, che deve ringraziare Pisacane per quella mezz’ora di furore finale, che gli ha permesso di mettere a punto i meccanismi della difesa in vista del big match di sabato col Napoli. A smuovere l’afa è stato il solito delizioso tiro di Çalhanoglu, che ha così portato a ventidue il numero dei gol da fuori area da quando gioca in Serie A, come nessun altro nel nostro campionato e come solo Mbappé ha fatto nei cinque maggiori campionati d’Europa. Un’enormità. Eppure nessun avversario è ancora riuscito a impedirgli di calciare dalla distanza. Anche perché marcarlo non basta, tocca raddoppiarlo, e a quel punto restano liberi gli altri: Lautaro, che al Cagliari ha segnato dodici gol in tredici partite, Dimarco, con quel sinistro lì, e Barella, che nella sua Cagliari si trasforma, come i personaggi Marvel.

Chivu: “Siamo andati nel panico”

Questa volta non ha segnato, ma ha servito assist, poi si è dannato a difendere quando i rossoblù hanno rialzato la testa, costringendo Pepo Martinez a un paio di super parate nel finale, quando l’Inter ha sofferto e rischiato: «Siamo andati nel panico», ha ammesso Chivu. Per ritrovare la spavalderia con cui si era imposto a Parma, Pisacane ha messo in campo tutti insieme Kofler, Fadera e Kevin Carlos, più freschi e meno spaventati dei compagni che hanno sostituito. Di risposta Chivu ha cambiato mezza difesa.

Calhanoglu ora aspetta Allegri

Il rebus Çalhanoglu dovrà ora risolverlo Max Allegri, per il quale la sfida di San Siro potrebbe già indirizzare la stagione. Dal canto suo, dopo l’utile banco di prova della Domus Arena, Chivu dovrà lavorare sulla messa a punto: la tenuta di Dimarco, in sofferenza nel finale, la preparazione di Akanji, ancora in difficoltà nel tenere avversari veloci, e l’inadeguatezza di Luis Henrique. Se il mercato non lo porterà lontano da San Siro, bisognerà chiedergli molto di più.

Ora tocca ai tre inglesi

Che l’Inter lotti per tenersi lo scudetto è ovvio, e che abbia gli strumenti per farlo è palese: esce Pio, combattivo ma impreciso, ed entra Thuram, finalmente in forma; si siede Çalhanoglu ed entra Zielinski, tornato quello degli anni napoletani. La domanda è se Lautaro e compagni saranno capaci di farsi valere anche in Champions, che comincia a Madrid contro il Real. Parte della risposta la daranno i tre inglesi, ingaggiati per fare la differenza in Europa. «Giocatori così portano trofei», ha detto Marotta. A Cagliari, oltre a Stones, ha messo piede in campo anche Curtis Jones. Aspetta l’esordio del terzo leone, Spence.

Cagliari (4-4-1-1) Caprile 6.5 - Zé Pedro 6, Deiola 5,5 (38’ st Ciervo sv), Juan Rodríguez 6, Obert 6 – Adopo 5,5, Romano 6, Winks 5 (12’ st Kofler 6), Fazzini 5,5 (12’ st Fadera 6) – Maldini 5 (33’ st Borrelli sv) – Mendy 6 (12’ st Carlos 6). All. Pisacane 6 Inter (3-5-2) J.Martinez 7 – Pavard 6.5, Akanji 5.5 (23’ Stones 6), Bastoni 6.5 – Henrique 5.5 (36’ st Bisseck 6.5), Barella 7, Calhanoglu 7 (20’ st Zielinski 6), Sucic 6.5 (20’ st Jones 6), Dimarco 6 – Esposito 6 (20’ st Thuram 6), Lautaro 6. All. Chivu 6.5 Arbitro: Fabbri 6 Rete: Calhanoglu 9’ pt Note: Ammoniti Akanji, Deiola, Carlos. Spettatori 16.412

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