NAPOLI – Lo sberleffo di Cesc Fabregas nei confronti di Massimiliano Allegri è stata la vittoria (2-1) di "corto muso", con il Como che nel finale della partita ha difeso con insolito pragmatismo il suo vantaggio e si è fatto bastare i gol segnati nel primo tempo da Baturina e Douvikas per sbancare il Maradona, invano rianimato per pochi minuti da un guizzo isolato di Hojlund.
Ai punti la superiorità della formazione ospite è stata in realtà più netta di quanto racconti il risultato: per qualità del palleggio, organizzazione e freschezza atletica. Ma nella ripresa il tecnico spagnolo ha scelto di arretrare il baricentro della sua squadra e rinunciato persino al talento di Nico Paz, schierando la sua squadra con un 5-4-1 per non correre rischi e mettere in cassaforte i tre punti …
NAPOLI – Lo sberleffo di Cesc Fabregas nei confronti di Massimiliano Allegri è stata la vittoria (2-1) di "corto muso", con il Como che nel finale della partita ha difeso con insolito pragmatismo il suo vantaggio e si è fatto bastare i gol segnati nel primo tempo da Baturina e Douvikas per sbancare il Maradona, invano rianimato per pochi minuti da un guizzo isolato di Hojlund.
Ai punti la superiorità della formazione ospite è stata in realtà più netta di quanto racconti il risultato: per qualità del palleggio, organizzazione e freschezza atletica. Ma nella ripresa il tecnico spagnolo ha scelto di arretrare il baricentro della sua squadra e rinunciato persino al talento di Nico Paz, schierando la sua squadra con un 5-4-1 per non correre rischi e mettere in cassaforte i tre punti nel primo scontro diretto per l'alta classifica del campionato. Un segnale di crescita, dal punto di vista della maturità e della gestione delle forze: utile anche in vista del debutto in Champions League di Da Cunha e compagni.
Agli azzurri non è bastata la generosità e il ko è un campanello d'allarme pure per il futuro, visto che la società ha deciso di non intervenire sul mercato estivo e ha confermato quasi in blocco i veterani della scorsa stagione. L'età media del gruppo è vicina ai trent'anni e – complice il gran caldo – il debutto a Fuorigrotta è stato dall'inizio in salita, con tanti errori commessi soprattutto in difesa e a centrocampo. Tardivo l'ingresso di Kevin De Bruyne, che era stato determinante nell'esordio di Marassi la settimana scorsa, una rete e un assist. Il campione belga è stato utilizzato di nuovo da dodicesimo uomo, un ruolo che per il momento sta comunque accettando.Il dopo Antonio Conte non ha lasciato strascichi all'interno della squadra, visto che il Napoli è unito e si è messo subito a disposizione del nuovo corso di Allegri. I limiti degli azzurri sembrano però strutturali e il tempo dirà se il mancato arrivo dei rinforzi è stato un peccato di presunzione. Il Como continua ad aggiungere pezzi preziosi al suo puzzle, che era già di alto livello grazie al talento di Baturina, Paz e Douvikas.
Fabregas vuole un altro attaccante ma intanto ha già chiesto e ottenuto di migliorare sul mercato difesa e centrocampo con gli innesti di Chalobah, Couto e Milla. Meno spettacolo e più concretezza: la nuova strada in riva al Lago sembra già delineata, come dimostra il blitz al Maradona, uno stadio in cui non è mai semplice gestire con serenità tutti i 90'. S'è giocato infatti in un ambiente bollente non solo dal punto di vista climatico («I calciatori sono eroi a scendere in campo in queste condizioni», ha detto il tecnico degli ospiti) e i 45 mila tifosi in tribuna hanno onorato appieno il loro ruolo di dodicesimo uomo, nonostante il gelo tra De Laurentiis (assente allo stadio) e i gruppi ultrà.Deluso alla fine Allegri: «Inaudito commettere errori come sul secondo gol, ci ha fatto molto male. Dobbiamo migliorare in difesa. McTominay? Ha dei problemi di vesciche». Solo sorrisi e un po' di perfidia per Fabregas: «Questa vittoria ha un grande valore. Ho imparato tantissimo dall'ultima sconfitta contro il Milan di Max. Stavolta abbiamo saputo leggere bene le fasi della partita. Molto bene il primo tempo, all'attacco. Nel secondo abbiamo capito che stavamo giocando contro dei campioni e abbiamo retto». Se il Como diventa anche pragmatico sono dolori per tutti.