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L’ora di Amorim: Milan, la scossa arriva sempre dalla panchina (ma serve qualcosa in più)

Ruben Amorim (afp)

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Tre partite, tre volte la svolta intorno all’ora di gioco: i cambi dalla panchina hanno portato energie, gol e risultati. Un’arma preziosa, ma da sola non basta: servono continuità e gioco
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MILANO – L’ora di Amorim. Tre partite, tre volte che il Milan cambia volto intorno al 60’ e lì inevitabilmente segna. Un Diavolo da ripresa, bravo a incidere (e spesso risolvere le gare) quando il suo allenatore comincia a mettere mano alla formazione, aggiungendo energie fresche e qualità. Contro la Juventus l’ennesima prova: al minuto 61 Amorim ha sostituito in un colpo solo Moreira, Rabiot e Saelemaekers per Chukwueze, Lofts-Cheek e Cisse. Il risultato? Sarà un caso, ma solo 7’ dopo è arrivato il gol del giovane attaccante cresciuto a Verona. La cosa curiosa è che lo stesso copione si era ripetuto nelle prime due giornate di campionato, peraltro in quelle occasioni con annessa vittoria contro Torino e Venezia.

Come Amorim ha cambiato le partite con Torino e Venezia…

MILANO – L’ora di Amorim. Tre partite, tre volte che il Milan cambia volto intorno al 60’ e lì inevitabilmente segna. Un Diavolo da ripresa, bravo a incidere (e spesso risolvere le gare) quando il suo allenatore comincia a mettere mano alla formazione, aggiungendo energie fresche e qualità. Contro la Juventus l’ennesima prova: al minuto 61 Amorim ha sostituito in un colpo solo Moreira, Rabiot e Saelemaekers per Chukwueze, Lofts-Cheek e Cisse. Il risultato? Sarà un caso, ma solo 7’ dopo è arrivato il gol del giovane attaccante cresciuto a Verona. La cosa curiosa è che lo stesso copione si era ripetuto nelle prime due giornate di campionato, peraltro in quelle occasioni con annessa vittoria contro Torino e Venezia.

Come Amorim ha cambiato le partite con Torino e Venezia

All’esordio contro il Torino Amorim al 56’ ha inserito Modric e Rabiot (per Loftus e Jashari) e nel giro di dieci minuti Cisse e proprio Rabiot hanno indirizzato la gara con due gol in rapida successione. Una settimana dopo, a San Siro con il Venezia, al 59’ dentro Saelemaekers e Rabiot (per Loftus e Cisse) e ancora dieci minuti ed ecco la rete decisiva di Ramos. Possibile sia solo un caso? Amorim sembra avere una sorta di timer impostato: intorno all’ora di gioco, lui cambia. E, ogni volta che pesca dalla panchina, riesce a incidere. È bravo a leggere le partite, capisce come dare nuova linfa alla squadra.

Le difficoltà contro la Juventus

Vero che il pareggio di ieri con la Juventus porta con sé più domande che risposte. Il Milan vigoroso del debutto con il Torino è calato tra Venezia e Juve. “Non meritavano di perdere – ha ammesso ieri il tecnico portoghese riferendosi alla squadra di Spalletti – Noi non abbiamo giocato bene stasera. Quando abbiamo iniziato a perdere troppi palloni, abbiamo sofferto”. La sua scossa dalla panchina ha portato più freschezza, non abbastanza però da permettere al Diavolo di continuare ad attaccare dopo aver stappato la partita. Lì il Milan si è fermato, incapace di mettere in campo le idee professate dal suo allenatore, fino al pareggio allo scadere di Gatti. Insomma, Amorim ha ottime letture sui cambi, ma non può bastare solo quello. Siamo solo alle prime curve, ma c’è tanto lavoro da fare.

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