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Gatti, da esubero a salvatore della patria: aspettando i bomber, la Juve si aggrappa a lui

Gatti esulta dopo il gol al Milan

 

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Il difensore è rimasto sul mercato per tutta l’estate, Spalletti l’ha buttato dentro nel finale contro il Milan e lui lo ha ripagato con la rete dell’1-1
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Non è francese, non è tedesco, non è canadese, non è brasiliano, non è titolare e non è neanche un attaccante, ma è il miglior centravanti della Juve. Federico Gatti ha trascorso qualche anno facendo l’operaio e montando tegole e finestre, sa dunque che fatica ed equilibrio sono doti essenziali, e che non cadere di sotto a volte è un altro modo per salire, e sicuramente per resistere. La sua carriera calcistica racconta passaggi tra i dilettanti, lui non è nato imparato e non è raccomandato. Però è forte, ed è tenace. A noi pare che basti.

Gatti e il colpo di testa

Quando si è alzato dalla panchina al minuto 88 contro il Milan, e con la Juve sotto di un gol, qualcuno si è accorto che Gatti esiste ancora. Ne ha avuto la conferma al minuto 92: cross di Koopmeiners da mo…

Non è francese, non è tedesco, non è canadese, non è brasiliano, non è titolare e non è neanche un attaccante, ma è il miglior centravanti della Juve. Federico Gatti ha trascorso qualche anno facendo l’operaio e montando tegole e finestre, sa dunque che fatica ed equilibrio sono doti essenziali, e che non cadere di sotto a volte è un altro modo per salire, e sicuramente per resistere. La sua carriera calcistica racconta passaggi tra i dilettanti, lui non è nato imparato e non è raccomandato. Però è forte, ed è tenace. A noi pare che basti.

Gatti e il colpo di testa

Quando si è alzato dalla panchina al minuto 88 contro il Milan, e con la Juve sotto di un gol, qualcuno si è accorto che Gatti esiste ancora. Ne ha avuto la conferma al minuto 92: cross di Koopmeiners da molto lontano (un gol e un assist per lui nelle ultime due partite, altro redivivo da tenere in considerazione) e capocciata del centravanti operaio che poi sarebbe un difensore. Colpo di testa, una testa scura e piena di capelli come non la si ricordava. Come si cambia, direbbe Fiorella Mannoia. E comunque: Gatti gol, l’ottavo in A con la Juve, palla sotto la traversa, poi ancora il tempo per una specie di rissa finale con Cisse, l’altro marcatore. Bello tonico, Gatti. Presente.

Gatti e lo spazio in difesa

Eppure, stavolta sembrava che lo avrebbero venduto. Allegri lo avrebbe voluto al Napoli, poi si è parlato del Porto e infine del Galatasaray. Per Federico Gatti, in effetti, dopo l’arrivo di Lucumi e con la presenza di Kelly, in panchina, ma al momento più titolare di lui, non sembra esserci molto spazio. Spalletti lo vede fino a un certo punto, ma come i suoi predecessori sa di poterci contare. Il miglior centravanti bianconero, contro il Milan certamente.

Il gol di Gatti contro il Milan 

In attesa dei gol degli attaccanti c’è Gatti

Anche stavolta non si è visto Kolo Muani, a parte qualche corsa, non di rado a vuoto. Tre partite, zero gol e qualche frecciata da parte dell’allenatore. Il più efficace davanti, a parte il marcatore, è stato Conceicao. Nel finale si è intravisto pure Woltemade, più per la sua aria da fenicottero che per cose concrete in area. È alto, magro, abbastanza mobile e non bellissimo da vedere, perché quelli molto alti tendono ad apparire scoordinati. Altre risorse offensive per Spalletti non c’erano, lunga è la lista degli infortunati ma tra loro non si intravede nessun bomber miracoloso. O si sblocca Kolo Muani, o dovranno fare gli altri a turno. Ha cominciato Federico Gatti, quello che saliva sui tetti. Non ha smesso di arrampicarsi, l’elevazione come vocazione.

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