La proprietà dell’Inter vuole acquistare un club in Spagna. Oaktree fa shopping all’estero
di
Franco Vanni
Il capitano dell'Inter, Lautaro Martinez
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Il fondo proprietario del club campione d’Italia vuole sfruttare sinergie su vivai e mercato. Dal Milan di RedBird alla Roma dei Friedkin cresce il modello delle multiproprietà oltreconfine.
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MILANO – Oltre all’Inter, un altro club. Il fondo Oaktree sta valutando l’acquisto di una società della Segunda Division spagnola, per creare sinergie soprattutto a livello di vivai e tesseramenti. L’operazione potrebbe concretizzarsi già nel 2027, al costo di qualche decina di milioni di euro. Se non andrà in porto, i manager potrebbero rivolgere la loro attenzione in Portogallo. L’intenzione è sfruttare sinergie sui vivai e sul mercato, anche grazie all’implementazione di nuovi software per lo scouting. Il fondo statunitense, proprietario dell’Inter dal maggio 2024 per effetto di un debito non pagato da Steven Zhang, già in passato aveva investito in altri campionati: controllava infatti il Caen, in Francia, poi acquistato dalla società d’investimento di Kylian Mbappé.
MILANO – Oltre all’Inter, un altro club. Il fondo Oaktree sta valutando l’acquisto di una società della Segunda Division spagnola, per creare sinergie soprattutto a livello di vivai e tesseramenti. L’operazione potrebbe concretizzarsi già nel 2027, al costo di qualche decina di milioni di euro. Se non andrà in porto, i manager potrebbero rivolgere la loro attenzione in Portogallo. L’intenzione è sfruttare sinergie sui vivai e sul mercato, anche grazie all’implementazione di nuovi software per lo scouting. Il fondo statunitense, proprietario dell’Inter dal maggio 2024 per effetto di un debito non pagato da Steven Zhang, già in passato aveva investito in altri campionati: controllava infatti il Caen, in Francia, poi acquistato dalla società d’investimento di Kylian Mbappé.
Il modello è già diffuso in Italia. RedBird Capital Partners, fondo proprietario del Milan, controlla anche il Tolosa in Francia. The Friedkin Group possiede invece Roma, Everton e Cannes. Ancora più grande la galassia del City Football Group, di cui il Palermo fa parte dal 2022: il network guidato dal Manchester City comprende dodici club posseduti totalmente o parzialmente nel mondo, tra cui Girona, Troyes, New York City FC, Melbourne City e Bahia.
Joey Saputo, proprietario del Bologna, controlla anche il CF Montréal nella Major League Soccer. Storico il caso della famiglia Pozzo, proprietaria dell’Udinese e del Watford e, in passato, anche del Granada. Più recente quello del Genoa: dal dicembre 2024 il club rossoblù è controllato dall'imprenditore rumeno Dan Șucu, proprietario anche del Rapid Bucarest.
L’obiettivo delle multiproprietà è creare una filiera internazionale: scouting e vivai condivisi, circolazione dei calciatori, prestiti e possibilità di far crescere i giovani in campionati diversi. “Investire sullo stesso business, ma in diversi Paesi, consente di diversificare il rischio e al tempo stesso di sfruttare le competenze in un determinato settore. Al di là della strategia generale, i manager di fondi e grandi gruppi, occupandosi di calcio, acquistano la capacità di valutare quali club siano un buon affare e quali no”, dice Claudio Sottoriva, professore di Economia aziendale all’Università Cattolica di Milano, esperto nei bilanci delle società sportive.