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Napoli, Allegri a caccia della formula giusta: per puntare in alto serve altro

Massimiliano Allegri 

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Il successo contro il Bologna ha interrotto la striscia negativa e ridato tranquillità all’ambiente. Ma sono ancora diversi i nodi da risolvere, a partire dal modulo
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NAPOLI - Massimiliano Allegri era quasi con le spalle al muro e in qualche modo ha superato senza ulteriori danni il primo crocevia della stagione, interrompendo la traumatica striscia di 3 sconfitte di fila (Como, Inter e Arsenal) con la vittoria di stretta misura contro il Bologna allo stadio Maradona. Note liete per il Napoli il ritorno al gol di Stanislav Lobotka, l'ottimo debutto di Costantino Favasuli e la ritrovata solidità difensiva, che però è stata agevolata domenica pomeriggio dall'inconsistenza di un avversario in crisi, in attesa di una verifica molto più probante a Firenze, nella prossima trasferta.

Le assenze e la vittoria ritrovata

Ma era fondamentale muovere la classifica e per questo i tre punti rappresentano per gli azzurri una…

NAPOLI - Massimiliano Allegri era quasi con le spalle al muro e in qualche modo ha superato senza ulteriori danni il primo crocevia della stagione, interrompendo la traumatica striscia di 3 sconfitte di fila (Como, Inter e Arsenal) con la vittoria di stretta misura contro il Bologna allo stadio Maradona. Note liete per il Napoli il ritorno al gol di Stanislav Lobotka, l'ottimo debutto di Costantino Favasuli e la ritrovata solidità difensiva, che però è stata agevolata domenica pomeriggio dall'inconsistenza di un avversario in crisi, in attesa di una verifica molto più probante a Firenze, nella prossima trasferta.

Le assenze e la vittoria ritrovata

Ma era fondamentale muovere la classifica e per questo i tre punti rappresentano per gli azzurri una vitale boccata d'ossigeno, al di là delle sofferte e stentate modalità con cui sono stati conquistati, tra l'altro in una situazione di grande emergenza per le indisponibilità di cinque big: McTominay, Meret, Anguissa, Buongiorno e Alisson. Contava solo il risultato per non infilarsi in un rischioso tunnel e si spiega così il sollievo di tecnico e giocatori, anche se la strada per voltare davvero pagina continua a essere lunga e piena di insidie, con troppi rebus ancora irrisolti. Ci vuole altro per puntare in alto.

Favasuli e Lang (lapresse)

Quale modulo per il Napoli

Contro il Bologna è bastata al Napoli la carica agonistica della ripresa, dopo un primo tempo da dimenticare. Ma restano i dubbi sul modulo da adottare, visto che Allegri continua a ricavare poco o nulla dal suo tridente. Politano ha perso la brillantezza giovanile e il suo raggio d'azione non può più essere così avanzato, tant'è che Antonio Conte lo aveva utilizzato nella scorsa stagione da esterno di quantità a tutta fascia. Alisson Santos si è fatto male (tornerà a metà ottobre) e comunque non ha il gol facile, come il lunatico e amletico Lang. Sarebbe prezioso il miglior Neres, che però non si è ancora rivisto dopo gli infortuni. E senza le ali (Vergara si adatta a fatica in quella posizione) soffre di solitudine anche Hojlund, a cui farebbe invece comodo avere un partner in area di rigore. Mettere in discussione il dogma del 4-3-3, il modulo prediletto dai giocatori e pure da Aurelio De Laurentiis, è dunque probabilmente inevitabile e l'exploit di Favasuli - un terzino, adattato in attacco - non cambia la sostanza del problema.

Il peso di De Bruyne

L'altro rebus da affrontare è in mezzo al campo, perché la soluzione del doppio play rischia di non essere sufficiente soprattutto in Europa, dove in mancanza di centimetri e muscoli il tandem composto da Lobotka e Gilmour può trovarsi a mal partito. De Bruyne infatti non garantisce filtro ed è inesistente nella fase passiva, mentre nella trequarti avversaria sta almeno ritrovando qualche guizzo come ai bei tempi. Il problema dei gol subiti è stato infine risolto per il momento tenendo un po' più alto il reparto arretrato, grazie anche alla scarsa pericolosità dei rivali di turno. Difendersi in area è però tutta un'altra cosa e già a Firenze potrebbe non bastare la solidità di Rrahmani, visto che Spinazzola e Di Lorenzo non danno garanzie in marcatura e Rafa Marin rimane acerbo, al netto di qualche timido segnale di crescita. Più indietro sono tuttavia Olivera, Beukema e Badiashile, possibili alternative.

Kevin De Bruyne (lapresse)

Anguissa può recuperare per Firenze

Ma la sfida contro la Fiorentina (domenica 20 alle 12.30) è dietro l'angolo e non c'è tempo per mischiare le carte. È dunque probabile che anche al Franchi il Napoli si presenti con lo stesso assetto tattico, con la speranza che recuperi almeno Anguissa e cavalcando l'onda positiva della vittoria sul Bologna. Ma durante la sosta successiva Allegri avrà la possibilità di lavorare per tre settimane a un'altra soluzione tattica, alternativa al 4-3-3. Non basta aver mosso la classifica e il primo a saperlo è Max, furioso al 90' domenica al Maradona. Gli azzurri devono crescere molto e non hanno ancora gli equilibri e l'organizzazione di una squadra vera. Per competere davvero in campionato e Champions serve altro, in primis un nuovo modulo.

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