L’Inter è abbonata alle rimonte partendo da 0-2: Udinese travolta 5-3
di Franco VanniMilano – Cristian mascella di granito. La squadra di Chivu le prende, va a tappeto, ma è capace di rialzarsi. Più la vedi gonfia in volto, più immagini che possa vincere, come Marciano sul ring o come l’altro Rocky al cinema. Come già contro il Napoli, i nerazzurri, incapaci di proteggersi o di schivare, sono andati sotto di due gol. Ma hanno poi ribaltato la gara, imponendosi e alla fine vincendo.
Il solito doppio svantaggio
Differenza di copione: se il colpo che ha steso la squadra di Allegri è arrivato solo nel finale, con l’Udinese la rivincita si è consumata molto prima. Alle reti del centrale Abankwah e di Ekkelenkamp, entrambe nei primi 16 minuti, hanno risposto già nel primo tempo Carlos Augusto, con una botta da fuori, e Barella, autore di un incredibile inciampo-dribbling che ha ingannato il bravissimo Okoye.
Tutti gli attaccanti nerazzurri a segno
Nella ripresa, i nerazzurri hanno aumentato frequenza e forza dei colpi, con le reti di tutti e tre gli attaccanti che hanno mes…
Milano – Cristian mascella di granito. La squadra di Chivu le prende, va a tappeto, ma è capace di rialzarsi. Più la vedi gonfia in volto, più immagini che possa vincere, come Marciano sul ring o come l’altro Rocky al cinema. Come già contro il Napoli, i nerazzurri, incapaci di proteggersi o di schivare, sono andati sotto di due gol. Ma hanno poi ribaltato la gara, imponendosi e alla fine vincendo.
Il solito doppio svantaggio
Differenza di copione: se il colpo che ha steso la squadra di Allegri è arrivato solo nel finale, con l’Udinese la rivincita si è consumata molto prima. Alle reti del centrale Abankwah e di Ekkelenkamp, entrambe nei primi 16 minuti, hanno risposto già nel primo tempo Carlos Augusto, con una botta da fuori, e Barella, autore di un incredibile inciampo-dribbling che ha ingannato il bravissimo Okoye.
Tutti gli attaccanti nerazzurri a segno
Nella ripresa, i nerazzurri hanno aumentato frequenza e forza dei colpi, con le reti di tutti e tre gli attaccanti che hanno messo piede in campo: Thuram, Esposito e Bonny. Il terzo gol dell’Udinese, che ha portato a otto la conta totale, lo ha segnato Gueye quando la partita era ormai finita. L’Inter ha vinto anche senza Lautaro, stanco, Calhanoglu, alle prese con guai muscolari a una coscia, e Dimarco, entrato solo nel finale. E così ha raggiunto la Roma in vetta, a punteggio pieno. Oltre agli autori dei gol, hanno giganteggiato Zielinski, Diouf, che pure in avvio aveva perso un pallone, e soprattutto Chivu, riuscito a portare a casa il risultato preservando energie per il big match dell’Olimpico di sabato prossimo contro la squadra di Gasperini.
La differenza rispetto all’Inter di un anno fa
Nella rimonta nerazzurra c’è tutta la distanza fra l’Inter delle prime giornate dello scorso campionato, reduce dal Mondiale per Club e con un nuovo allenatore, e questa, rodatissima e più fresca dopo il recupero dei giocatori impegnati in Coppa del Mondo, a partire da Thuram, mvp della serata. Un anno fa, era il 30 agosto, alle due reti dell’Udinese nel primo tempo l’Inter non seppe reagire. Questa volta sì, e fa tutta la differenza. Dopo quattro giornate l’Inter ha 12 punti, il doppio di quanti ne aveva allo stesso punto dello scorso campionato. E ha già segnato 13 reti, con cinque giocatori capaci di realizzarne più di una.
Resta però il rebus dei troppi gol presi
Accantonata la gioia per la vittoria, alla Pinetina dovranno comunque interrogarsi sulle ragioni dei troppi gol subiti. Perché due reti, oltre che contro Napoli e Udinese, il Pepo Martinez le ha incassate anche contro il Real Madrid. E con avversarie di quel livello, lo schema «segna tu che poi segno io» non funziona. Oltre al portiere, di nuovo responsabile su entrambe le reti subite, hanno sbagliato più di qualcosa anche Akanji e Stones, uscito dolorante al flessore della coscia sinistra: circostanza preoccupante, vista la storia di infortuni del ragazzo di Barnsley. I due non giocavano insieme da un anno e mezzo. L’ultima volta lo avevano fatto sotto la guida di Guardiola a Manchester, la città del pugile Ricky Hatton, grande incassatore anche lui, ma che, a differenza dell’imbattuto Marciano, qualche match di troppo lo ha perso. Perché alla fine, se si vuole avere la certezza di non finire sconfitti, la cosa migliore è non prenderne troppe. Ed è proprio su questo che l’Inter dovrà lavorare.
Inter (3-5-2) J.Martinez 5 – Akanji 5.5, Stones 5.5 (17’ st Pavard 5.5), Bastoni 6.5 (25’ st Dimarco 6) – Diouf 6.5, Barella 7.5, Zielinski 7 (37’ st Stankovic sv), Mkhitaryan 6 (17’ st Jones 6.5), Augusto 7– Thuram 7.5 (25’ st Bonny 7), Esposito 7. All. Chivu 7
Udinese (3-4-2-1) Okoye 7 – Abankwah 6 , Kabasele 5, Ebosse 5 – Vojvoda 5 (29’ st Bertola 5.5), Karlstrom 5, Miller 5.5 (29’ st Chakvetadze 5.5), Kamara 5 – Gomez 6 (16’ st Gueye 6.5), Ekkelenkamp 6.5 (35’ st Lovric sv) – Davis 6 (35’ st Bayo sv). All. Runjaić 6
Arbitro: Pairetto 6
Reti: nel pt 9' Abankwah, 16' Ekkelenkamp, 26' Carlos Augusto, 35' Barella, nel st 12' Thuram, 22' Pio Esposito, 34' Bonny, 46' Gueye.
Note: ammoniti Davis, Mkhitaryan. Espulso Kolarov (vice allenatore). Spettatori 73.705