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Modric, le parole di Amorim e il ruolo nel Milan: come il croato può essere ancora decisivo

Luka Modric, 41 anni 

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Sostituito all’intervallo contro la Lazio, l’ex Real fatica “quando la partita diventa di corsa”
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MILANO – Sei giorni fa ha compiuto 41 anni. E stavolta non sembra solo un numero. Luka Modric sembra alla fine dover pagare il suo conto con l’età. Cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione, quando è stato tra i migliori nel Milan di Allegri, al punto da essere inserito nella top 11 del campionato. Adesso però in panchina al Diavolo c’è Amorim, e le cose per il croato sono cambiate. Sabato a Roma contro la Lazio è stato sostituito dopo un tempo. È rimasto negli spogliatoi, dopo 45 minuti di Milan disastroso. Al suo posto è entrato Musah, e anche grazie allo statunitense la squadra ha risalito la corrente. Quindi, c’è ancora spazio per Modric nel Milan? Andiamo con ordine.

Amorim: “Ecco quando può giocare Modric”

Intanto con le parole di Amorim prima…

MILANO – Sei giorni fa ha compiuto 41 anni. E stavolta non sembra solo un numero. Luka Modric sembra alla fine dover pagare il suo conto con l’età. Cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione, quando è stato tra i migliori nel Milan di Allegri, al punto da essere inserito nella top 11 del campionato. Adesso però in panchina al Diavolo c’è Amorim, e le cose per il croato sono cambiate. Sabato a Roma contro la Lazio è stato sostituito dopo un tempo. È rimasto negli spogliatoi, dopo 45 minuti di Milan disastroso. Al suo posto è entrato Musah, e anche grazie allo statunitense la squadra ha risalito la corrente. Quindi, c’è ancora spazio per Modric nel Milan? Andiamo con ordine.

Amorim: “Ecco quando può giocare Modric”

Intanto con le parole di Amorim prima e dopo la gara con la Lazio. Alla vigilia l’allenatore portoghese ha detto che Modric “ha sempre in mano il tempo del gioco e lo capisce meglio degli altri”. E quindi, anche se “con lui perdiamo qualcosa in pressing, con la palla ci dà quel qualcosa in più e io voglio una squadra dominante nel possesso”. Quindi Modric dentro all’Olimpico, subito. Fa fatica, viene sostituto all’intervallo e, a fine gara, Amorim ammette: “Dobbiamo essere davvero bravi con il pallone per far sentire Luka a suo agio nella partita. Se trasformiamo la gara in continui capovolgimenti di fronte e corse all'impazzata, non è il tipo di partita per lui. Ed è per questo che abbiamo cambiato impostazione nel secondo tempo inserendo Musah: avevamo capito che ci serviva un po' più di passo in mezzo al campo”.

Luka Modric 

Tradotto: se c’è da correre tanto, Luka non fa per noi. Non solo: “Penso che si abbassasse troppo vicino ai centrali di difesa, lasciandoci così con quattro giocatori per iniziare l'azione e con meno uomini tra le linee. Possiamo giocare con lui, ma per farlo dobbiamo trasformare la gara in un dominio di possesso e controllo. Se diventa una partita di corsa, per lui è impossibile”.

Perché con il nuovo Milan Modric fa fatica

All’Olimpico, Modric ha dovuto far tutto di rincorsa. Tanto che ha sbagliato 6 passaggi su 43 e ha perso 13 palloni. Numeri lontani dai suoi standard. La sensazione è che il sistema di gioco di Amorim lo esponga troppo. Lo scorso anno Allegri aveva costruito il Milan attorno a lui. Per valorizzarlo, lo schierava regista e ai suoi lati come pretoriani metteva Rabiot e Fofana. Luka gestiva i ritmi del Diavolo, al suo fianco le due mezzali correvano e pressavano anche per lui. Adesso il modulo è diverso. Il centrocampo è a 4, con due esterni (Estupiñan e Chukwueze a Roma) e solo due centrali. Modric ora deve coprire più spazio, e spesso è chiamato ad alzare la pressione sulla squadra avversaria. Così va in affanno. Possibile, quindi, che da qui in avanti sia utilizzato in particolari momenti delle partite, magari quando il Milan gioca con costanza nella metà campo avversaria. Oppure contro squadre che concedono campo ai rossoneri. Le famose gare “di dominio di possesso e controllo” di cui parla Amorim. Modric nuovo, diverso: pure così può rivelarsi decisivo, anche a 41 anni.

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