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Doppio Koné, poi Lautaro riprende i giallorossi: è show all'Olimpico tra Roma e Inter

Lautaro realizza la rete del pareggio (reuters)

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Secondo tempo sontuoso dei nerazzurri che agguantano la squadra di Gasperini con il loro capitano, alla fine critico con la sua squadra
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Roma – Chi dall’Olimpico si aspettava un’annunciazione, è rimasto deluso. Il primo braccio di ferro scudetto avrebbero potuto vincerlo entrambe: non ci è riuscita nessuna e forse l’unica convinzione che se ne possa ricavare è che tra Roma e Inter non sia finita qui e che saranno loro, da qui alla fine della stagione, a contendersi il trono. Davanti al ct Mancini e ai presidenti di Coni e Figc Buonfiglio e Malagò.

La mossa di Gasperini

La Roma è partita meglio anche grazie a una mossa a sorpresa di Gasperini: Wesley dirottato a destra e Molina a sinistra. Proprio l’argentino, in quella zona di campo, dopo 6 minuti ha recuperato un pallone sulla trequarti che non era né per Diouf né per Barella, lo ha consegnato a Dybala raccogliendo i frutti della poesia di cui l’a…

Roma – Chi dall’Olimpico si aspettava un’annunciazione, è rimasto deluso. Il primo braccio di ferro scudetto avrebbero potuto vincerlo entrambe: non ci è riuscita nessuna e forse l’unica convinzione che se ne possa ricavare è che tra Roma e Inter non sia finita qui e che saranno loro, da qui alla fine della stagione, a contendersi il trono. Davanti al ct Mancini e ai presidenti di Coni e Figc Buonfiglio e Malagò.

La mossa di Gasperini

La Roma è partita meglio anche grazie a una mossa a sorpresa di Gasperini: Wesley dirottato a destra e Molina a sinistra. Proprio l’argentino, in quella zona di campo, dopo 6 minuti ha recuperato un pallone sulla trequarti che non era né per Diouf né per Barella, lo ha consegnato a Dybala raccogliendo i frutti della poesia di cui l’argentino è capace: sponda di testa sul secondo palo dello stesso Molina e Koné, il sogno proibito di Chivu per tutta l’estate del 2025, spedisce in porta di destro da centro area. Gol, 1-0.

Il secondo graffio di Koné

L’Inter è un animale ferito e quindi pericolosissimo. Non impiega molto a dimostrarlo: Bisseck si apre un contropiede solitario sulla destra, ma davanti a Svilar lascia che il portiere gli alzi un muro davanti ai piedi anziché infilarlo. La Roma sottovaluta chiaramente lo spavento e l’Inter ha una nuova, grande occasione: stavolta la voragine si apre a sinistra, Dimarco centra ma Lautaro arriva con un ritardo che gli impedisce di depositare nella porta spalancata. Per gli uomini in rosso è il suono della sveglia. E per cucire il gol del raddoppio ripetono il copione in modo quasi sovrapponibile. Solito uncino di Dybala, stavolta verso il centro dell’area. Mancini cerca lo stop, che diventa un invito dolcissimo per il solito Koné: piatto sinistro, Martinez battuto, gol. Non per il guardalinee Berti, che alza la bandierina. L’Olimpico resta con il fiato sospeso mentre Massa aspetta che il Var gli dica che no, Berti ha torto, il gol è buono.

Inter sotto 2-0 per la quarta volta in stagione

Un’esplosione di gioia. Sembra un passaggio di consegne: i campioni d’Italia in ginocchio nello stadio della pretendente alla corona. Ma chi ha seguito l’Inter in questa fetta di stagione sa bene che dare per morti i calciatori di Chivu è un errore gravissimo. E bastano 50 secondi della ripresa per capirlo: quelli che servono a Lautaro per ripartire dopo una palla persa da Mancini nella metà campo interista, infilare il pallone nello spazio per Thuram e poi raccogliere l’assist del compagno spedendolo nell’angolo irraggiungibile per Svilar. La Roma a quel punto ha paura.

Lautaro doppietta, la solita rimonta

Gasperini rivoluziona la squadra, fuori in tre dopo un quarto d’ora: Koné, Molina e Mancini. Ma Pisilli, Rensch e Ndicka non migliorano granché la situazione. Thuram manca il 2-2 di tacco, sembra solo questione di tempo. Poi la Roma reagisce. Cresce, prende campo e sfiora il 3-1: Malen si gira in area e spara un sinistro che la faccia di Martinez ferma prima che entri in porta. Il passare dei minuti mette fretta all’Inter. Che va vicinissima al pari: Svilar compare miracolosamente su un tiro a colpo sicuro di Thuram e sulla respinta Lautaro centra la traversa. Ma sull’azione successiva nemmeno il portiere della Roma può nulla. È di nuovo Lautaro a prendersi il pallone in una mischia in area e da lì è la cassazione: palla in porta, 2-2 e esultanza rabbiosa sotto lo spicchio di interisti. Gasperini continuerà a cambiare uomini in difesa – alla fine li avrà sostituiti tutti e tre – anche se i problemi li ha davanti, dove Dybala e Malen sono lentamente evaporati. Alla fine entrambi gli allenatori capiscono che, tutto sommato, va bene anche così. Rimandando alle prossime settimane la resa dei conti.

Lautaro: “Un tempo da dimenticare, così non va bene”

Lautaro, scelto come man of the match, ha analizzato la partita, senza risparmiare critiche alla sua squadra: “Abbiamo giocato un primo tempo da dimenticare, poi nel secondo abbiamo cambiato mentalità e atteggiamento. Ci prendiamo un punto importante per il nostro cammino, visto come sta giocando la Roma è un ottimo risultato. Però quando sbagli un tempo diventa difficile rincorrere: c'è una questione di atteggiamento, prepariamo le partite in maniera corretta ma l'atteggiamento non lo dimostra, poi dobbiamo rimontare e tutto si complica”.

Roma (3-4-2-1) Svilar 6.5 – Mancini 5.5 (15’ st Ndicka 5.5), Balerdi 5.5 (21’ st Ghilardi 5.5), Hermoso 6 (36’ st Koulierakis sv) – Wesley 5, Koné 7.5 (15’ st Pisilli 5.5), Cristante 6, Molina 6 (15’ st Rensch 5.5) – Dybala 6.5, Soulé 6 – Malen 5. All. Gasperini 6

Inter (3-5-2) J. Martinez 6.5 – Bisseck 5.5, Akanji 6.5, Bastoni 6 (18’ st L. Henrique 6.5) – Diouf 5, Barella 6, Zielinski 5.5, Jones 5 (9’ st Sucic 6.5), Dimarco 5.5 (C. Augusto 6) – Thuram 7 (45’ st Bonny sv), Lautaro 7.5 (45’ st Esposito sv). All. Chivu 6

Reti: 6'pt e 37'pt Kone, 1'st e 36'st L.Martinez.

Arbitro Massa 6

Note: ammoniti Barella, Akanji, Bastoni, Ndicka, Koulierakis, Ghilardi. Spettatori 66.241

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