Scaramanzie e tabù: lo scudetto conteso sceglie Roma o Inter
di
Franco Vanni
Gian Piero Gasperini e Cristian Chivu
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Gasperini non l’ha mai vinto, Chivu ci è riuscito subito, all’Olimpico (ore 18) il braccio di ferro più atteso tra le regine di questo avvio
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L’arbitro Massa fischierà oggi alle 18, ma Roma-Inter è già cominciata da un pezzo. Almeno da lunedì scorso, quando Gasperini si è fatto fotografare in un bar di Torino con Luciano Moggi, l’arcinemico degli interisti. Lo scatto dei due, che per tanti anni hanno lavorato insieme alla Juve, ha aggiunto pepe a un piatto già speziatissimo. La sfida fra le due capolista, a pari merito e a punteggio pieno, è puro fuoco. Da una parte il Gasp, che nel 2011 all’Inter fu esonerato dopo 73 giorni e quattro partite, una pareggiata 0-0 proprio contro la Roma e tutte le altre perse, l’ultima in malo modo a Novara. Dall’altra Chivu, che a Roma ha giocato per quattro stagioni, anche bene, ma che il 5 maggio 2010, in finale di Coppa Italia, in maglia nerazzurra, non resistette alla tentazione di mostrare il dito medio ai suoi ex tifosi che lo fischiavano. Ammise pubblicamente di avere sbagliato. Ma nel clima elettrico di questi giorni, anche chi all’epoca lo aveva perdonato ora gli rinfaccia l’antico …
L’arbitro Massa fischierà oggi alle 18, ma Roma-Inter è già cominciata da un pezzo. Almeno da lunedì scorso, quando Gasperini si è fatto fotografare in un bar di Torino con Luciano Moggi, l’arcinemico degli interisti. Lo scatto dei due, che per tanti anni hanno lavorato insieme alla Juve, ha aggiunto pepe a un piatto già speziatissimo. La sfida fra le due capolista, a pari merito e a punteggio pieno, è puro fuoco. Da una parte il Gasp, che nel 2011 all’Inter fu esonerato dopo 73 giorni e quattro partite, una pareggiata 0-0 proprio contro la Roma e tutte le altre perse, l’ultima in malo modo a Novara. Dall’altra Chivu, che a Roma ha giocato per quattro stagioni, anche bene, ma che il 5 maggio 2010, in finale di Coppa Italia, in maglia nerazzurra, non resistette alla tentazione di mostrare il dito medio ai suoi ex tifosi che lo fischiavano. Ammise pubblicamente di avere sbagliato. Ma nel clima elettrico di questi giorni, anche chi all’epoca lo aveva perdonato ora gli rinfaccia l’antico gesto, in un’atmosfera che è già da corsa scudetto.
Gasperini e Moggi
Gasperini: “Siamo più forti della scorsa stagione”
«L’Inter è la squadra più forte e contro di loro ho spesso perso, è vero. Ma siamo cresciuti rispetto alla scorsa stagione», ha detto in conferenza stampa il tecnico della Roma, che allena in Serie A da quasi vent’anni ma non ha ancora mai vinto uno scudetto. Non gli ha risposto quello dell’Inter, perché alla vigilia ha preferito non parlare, come già fece lo scorso anno prima della sfida di ritorno contro la Roma, vinta 5-2. Un passo cruciale verso la vittoria del tricolore alla prima panchina in A, in double con la Coppa Italia. Prima della foto con Moggi, commentando la vittoria per 0-2 contro il Toro, il Gasp gioì per il momentaneo 0-2 dell’Udinese a San Siro contro i nerazzurri, poi ribaltato. A differenza di altri suoi illustri colleghi, l’ex dentista atalantino (cit. Guardiola) non nasconde le ambizioni. A pieni punti, d’altra parte, avrebbe poco senso farlo. Proprio l’atteggiamento spavaldo è stato uno dei fattori che ha consentito alla sua Dea di centrare a ripetizione la qualificazione alla Champions e di vincere l’Europa League nel 2024. Ma quasi mai gli è bastato per battere l’Inter, contro cui ha vinto per l’ultima volta l’11 novembre 2018. I tempi del Papu e di Icardi.
Questa volta se la giocheranno Dybala e Malen, che da solo in campionato ha segnato sei gol, contro Lautaro e Thuram, che insieme ne hanno segnati quattro. La conta totale dei gol è di 13 a 12 a favore dei nerazzurri, che però ne hanno incassati sei. I giallorossi, uno solo. Chivu dovrà schierare Zielinski al posto di Çalhanoglu, infortunato. Il Gasp dovrà scegliere sulla trequarti fra Soulé, Mora e Pisilli. «Sarà un partitone. L’Inter è l’Inter, ma i numeri dicono che la Roma ora è la squadra più forte del campionato», commenta il tecnico del Como, Cesc Fabregas, spettatore interessatissimo, che guarderà la gara in hotel a Frosinone, lontano dalla bolgia dei 70 mila dell’Olimpico, pronti all’ennesimo appuntamento con il destino.