✕

Rabiot segna, Odenthal risponde: Sassuolo-Milan 1-1, i rossoneri non decollano

Il gol di Rabiot (ansa)

Ascolta l'audio

La squadra di Amorim manca l’aggancio alla Roma
2 minuti di lettura

REGGIO EMILIA – Una frenata inaspettata. Il Milan si è fermato a Reggio Emilia, ha pareggiato 1-1 con il Sassuolo una partita in cui ha mostrato una versione di sé confusa, poco concreta, decisamente claudicante. Ha un po’ pasticciato anche Amorim, che ha cambiato sistema di gioco a metà gara togliendo certezze ai suoi. È vero che il primo tempo è stato lento e piatto, con un paio di guizzi solo nel finale, e che la rete di Rabiot è arrivata nella ripresa, ma il Diavolo con il 3-5-2 visto dall’intervallo in poi è sembrato meno imprevedibile. In vantaggio, si è fatto schiacciare dal Sassuolo che in pochi minuti ha pareggiato con un gol di Odenthal sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

L’andamento lento della partita

Pure il finale ha rispettato l’andamento lento della partita, senza che nessuna delle due squadre desse l’impressione di poter segnare. Il pareggio conferma la qualità del gruppo di Aquilani, per il Milan è invece un passo indietro dopo la bella prestazione con il Lecce pri…

REGGIO EMILIA – Una frenata inaspettata. Il Milan si è fermato a Reggio Emilia, ha pareggiato 1-1 con il Sassuolo una partita in cui ha mostrato una versione di sé confusa, poco concreta, decisamente claudicante. Ha un po’ pasticciato anche Amorim, che ha cambiato sistema di gioco a metà gara togliendo certezze ai suoi. È vero che il primo tempo è stato lento e piatto, con un paio di guizzi solo nel finale, e che la rete di Rabiot è arrivata nella ripresa, ma il Diavolo con il 3-5-2 visto dall’intervallo in poi è sembrato meno imprevedibile. In vantaggio, si è fatto schiacciare dal Sassuolo che in pochi minuti ha pareggiato con un gol di Odenthal sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

L’andamento lento della partita

Pure il finale ha rispettato l’andamento lento della partita, senza che nessuna delle due squadre desse l’impressione di poter segnare. Il pareggio conferma la qualità del gruppo di Aquilani, per il Milan è invece un passo indietro dopo la bella prestazione con il Lecce prima della sosta. Non il modo migliore per iniziare il tour de force che lo aspetta, altre 8 partite da qui alla prossima sosta di metà novembre.

Il sistema offensivo di Amorim

Amorim in avvio ha schierato il Diavolo con un sistema offensivo, difesa a quattro e davanti dentro Moreira, Pulisic e Chukwueze insieme a Ramos. La partita però, almeno nei primi 40 minuti, è stata quanto di più diverso rispetto al calcio visto in questo avvio di campionato. Ritmo basso, tanti errori, una lista ancora più lunga di falli e di interruzioni. Non hanno aiutato gli infortuni di Gabbia e Leysen, entrambi costretti a uscire (il milanista in barella per un problema al flessore). Il Milan ha cambiato marcia nei sette minuti di recupero, appoggiandosi alla verve di Moreira. Il belga ci ha provato calciando nello stretto, poi ha servito Pavlovic il cui colpo di testa è stato respinto da Muric (che aveva fatto lo stesso poco prima con Ramos).

Odenthal esulta dopo il gol (lapresse)

Il cambio di modulo milanista, l’illusione Rabiot

Nella ripresa Amorim ha cambiato immediatamente modulo: difesa a tre, centrocampo a cinque con dentro Modric per Estupiñan, Moreira e Chukwueze larghi con più campo a disposizione. Nelle intenzioni, una mossa per liberare il motore dei due esterni. In realtà, il Milan è sembrato meno brillante sugli esterni. Ha inciso invece Modric, che ha visto un corridoio per Rabiot bravo a infilare con un sinistro forte come uno schiaffo Muric, che pure poteva fare meglio, battuto sul suo palo. Aquilani ha letto bene il momento: subito prima del gol subito, ha inserito Thorstvedt e soprattutto il centravanti Bowie per uno spento Esposito.

Le mosse di Aquilani, la replica di Odenthal

Appoggiandosi su di lui il Sassuolo è ripartito veemente: in tre minuti ha costruito tre occasioni, con l’ultima ha pareggiato: calcio d’angolo basso di Laurienté su cui è arrivata la zampata di Odenthal. Come stordito, il Milan non è riuscito a rimettersi a correre. A venti dalla fine Muric in uscita ha murato Chukwueze, nell’ultimo vero squillo rossonero. Amorim ha messo dentro Cisse e Jashari, nel finale pure Hutchinson, senza però trovare la formula giusta per far paura al Sassuolo. È stata anzi la squadra di Aquilani con un paio di contropiede a creare i presupposti per incidere, pur senza concretizzare.

Leggi i commenti