✕

Roma, il vizio di farsi rimontare: dall’Inter al Real Madrid, un copione pericoloso

La delusione dei giocatori della Roma dopo il ko con il Real (reuters)

Ascolta l'audio

Ancora una volta i giallorossi hanno sprecato il doppio vantaggio. Nel mirino i cambi di Gasperini, la fragilità sui calci d’angolo e la poca personalità nei momenti decisivi
1 minuti di lettura

Il vizio di farsi rimontare nei big match sta diventando la regola, non l’eccezione, della Roma di Gian Piero Gasperini. “Ci siamo piantati sul traguardo e abbiamo concesso tre gol facili”, si affligge il tecnico dopo aver visto la sua squadra perdere 4-3 con il Real Madrid in Champions quando era avanti 3-1 a sette minuti dalla fine.

Il precedente con l’Inter

Non è la prima volta. Ancora fresca l’illusione della (mini) fuga scudetto, prima della sosta delle nazionali, quando la Roma era in vantaggio 2-0 sull’Inter all’Olimpico. Dopo l’intervallo, ci ha pensato Lautaro Martinez – doppietta – a rimettere nel cassetto i sogni giallorossi. “Siamo stati presuntuosi e superficiali”, la sentenza di Gasperini dopo quel pareggio.

…

Il vizio di farsi rimontare nei big match sta diventando la regola, non l’eccezione, della Roma di Gian Piero Gasperini. “Ci siamo piantati sul traguardo e abbiamo concesso tre gol facili”, si affligge il tecnico dopo aver visto la sua squadra perdere 4-3 con il Real Madrid in Champions quando era avanti 3-1 a sette minuti dalla fine.

Il precedente con l’Inter

Non è la prima volta. Ancora fresca l’illusione della (mini) fuga scudetto, prima della sosta delle nazionali, quando la Roma era in vantaggio 2-0 sull’Inter all’Olimpico. Dopo l’intervallo, ci ha pensato Lautaro Martinez – doppietta – a rimettere nel cassetto i sogni giallorossi. “Siamo stati presuntuosi e superficiali”, la sentenza di Gasperini dopo quel pareggio.

Gasperini al termine di Roma-Psg (reuters)

La Roma che si perde

Quando è avanti di due gol, la sua squadra si perde. Stesso copione nella scorsa stagione, contro la Juventus, sempre in casa: nel giro di un quarto d’ora Boga e Gatti rovinarono la festa dell’Olimpico, riacciuffando i rivali sul 3-3. Sembra il paradosso di Achille e la tartaruga: nelle grandi partite la Roma vede il traguardo ma non lo raggiunge mai. Qual è il motivo? “Non si tratta di stanchezza. Era il Real che non ne poteva più”, spiega Gasperini, rispondendo alla frecciata di José Mourinho (“Tutti pensavano che la partita fosse morta, ma erano morti i giocatori della Roma”).

I cambi di Gasperini

Sul banco dell’accusa finiscono le sostituzioni: se Rodrigo Mora ha illuminato l’attacco, Koulierakis e Balerdi hanno spento la difesa. Senza dimenticare le assenze, pesanti, di Cristante e del portiere Svilar. A queste, si aggiungono ora quelle di Koné e Dybala: “Il francese ha avuto uno stiramento, l’argentino un affaticamento”, rivela Gasperini (in giornata l’esito degli esami). Tra i pali, la resistenza di Gollini è crollata sulla brutta respinta che ha spalancato la porta a Espí e alla rimonta spagnola.

I problemi sui calci d’angolo

Tra i problemi della Roma, c’è anche la fragilità difensiva quando gli avversari battono un angolo: “Quando arrivano i palloni in area, siamo vulnerabili. Abbiamo subito tre gol identici, come se fossimo delle sagome”, confessa l'allenatore. A marzo, il pareggio di Gatti arrivò sugli sviluppi di una punizione. La questione è anche mentale: “Abbiamo avuto poca personalità e non abbiamo capito che era il momento cruciale della gara. Anche lo scorso anno ci è capitato", la critica di Gasperini. Che – altro paradosso – negli ultimi dieci campionati figura tra gli allenatori con più punti conquistati partendo da una situazione di svantaggio. Molte delle rimonte, però, sono arrivate sulla panchina dell’Atalanta. L’esperienza romana ha invertito il trend.

Leggi i commenti