LECCE – A Spalletti il 3-5-2 non piace, difatti lo chiama 5-3-2 (come peraltro fanno all’estero, dove è considerato un sistema da provinciali), come per prenderne le distanze. Ma anche lui, come ha fatto il calcio italiano negli anni del suo decadimento, lo ha adottato come bene rifugio: è stato il suo modo, concordato con la squadra, di frenare la frana che stava sgretolando la Juve, «perché in momenti come questi, lo sanno tutti e lo so anch’io, ci vuole più solidità, ci vuole più chiarezza».
Le scelte di Spalletti
Lucio e i suoi collaboratori avevano ragionato sulla svolta già prima del tracollo con la Lazio che, assieme all’infortunio di Conceiçao, l’ha poi accelerata: si sono resi conto che serviva un difensore puro in più, speci…
LECCE – A Spalletti il 3-5-2 non piace, difatti lo chiama 5-3-2 (come peraltro fanno all’estero, dove è considerato un sistema da provinciali), come per prenderne le distanze. Ma anche lui, come ha fatto il calcio italiano negli anni del suo decadimento, lo ha adottato come bene rifugio: è stato il suo modo, concordato con la squadra, di frenare la frana che stava sgretolando la Juve, «perché in momenti come questi, lo sanno tutti e lo so anch’io, ci vuole più solidità, ci vuole più chiarezza».
Le scelte di Spalletti
Lucio e i suoi collaboratori avevano ragionato sulla svolta già prima del tracollo con la Lazio che, assieme all’infortunio di Conceiçao, l’ha poi accelerata: si sono resi conto che serviva un difensore puro in più, specie alla luce delle difficoltà in marcatura di Kalulu, e di aggiungere un uomo dinamico a centrocampo, soprattutto in assenza dell’unico che lo sia a sufficienza, Sarr. La conseguenza è stata la rinuncia a un paio di giocatori offensivi, abolendo di fatto la linea della trequarti e affidandosi alla strana coppia di non-centravanti Kolo Muani-Woltemade, che come unica caratteristica compatibile hanno la stazza fisica (nel caso del tedesco, per la precisione, più i centimetri che i chili), che un po’ di preoccupazione ai difensori avversari la mette. Resta tuttavia una coppia improbabile, Spalletti lo sa ma non può che cercare di ricavarne il massimo.
La solidità da ritrovare
L’urgenza era, appunto, la solidità, e a Lecce è stata trovata. Si continuerà su questa strada, anche se Spalletti per la Juve aveva e ha in mente ben altre cose, anelando a un gioco di qualità, scanzonato ma non squilibrato, capace di esaltare le caratteristiche dei suoi giocatori più tecnici che però adesso sono tutti fuori: Yildiz non c’è, Conceiçao nemmeno e Nico Gonzalez li ha appena raggiunti in infermeria. Inoltre, le assenze di Locatelli e Thuram tolgono sostanza al centrocampo, quella di Celik corsa e resistenza sugli esterni.
Una svolta conservatrice
Spalletti, dunque, sta provando ad aggiustare la Juve con sistemi per nulla spallettiani e questo la società – che fa il tifo per lui, perché vorrebbe davvero evitare un nuovo cambio di allenatore – lo sta apprezzando, in quanto sa perfettamente quanto invece l’ex ct vorrebbe praticare altri metodi. L’augurio che Lucio si fa è che questa svolta conservatrice, se vogliamo addirittura reazionaria, non duri troppo. L’obiettivo a breve scadenza è arrivare alla sosta senza troppi danni: ci sono ancora tre trasferte (Genoa, AZ in Europa League, Fiorentina) e la delicatissima sfida casalinga con il Napoli da affrontare in condizioni di emergenza e precariato, dopodiché l’allenatore spera di poter cominciare a contare i rientri, a partire da Celik.
Il recupero degli infortunati
Per metà novembre dovrebbero rivedersi Conceiçao ed Ekhator (e se fosse meglio di Woltemade e Kolo Muani?), per la fine del mese Nico Gonzalez e soprattutto Yildiz, che naturalmente è l’uomo che orienta i destini bianconeri. Per Locatelli e Thuram bisognerà aspettare il 2027, ma nel frattempo Spalletti può recuperare un livello di qualità adeguato al suo progetto di calcio, nella convinzione che a gennaio la società farà di tutto per soddisfare le sue esigenze, a iniziare dall’acquisto di un centravanti che sia davvero un centravanti. I soldi da investire, grazie all’ennesimo aumento di capitale, ci sono. Poi bisognerà vedere quanto Spalletti saprà di nuovo essere spallettiano.