Juventus in crisi nera: il Genoa vince 2-0. Spalletti: “Siamo poca roba, chiediamo scusa ai tifosi”
di Emanuele GambaTorino – Si ricomincia da capo, ammesso che qualcuno trovi la forza di cominciare: la Juve torna alla casella di partenza del suo giro dell’oca della crisi, anche se la brutale sconfitta con il Genoa è persino peggio di quella con la Lazio, se non altro perché il Genoa non è la Lazio. I bianconeri, imbelli per 45’ e con qualche confuso sussulto negli altri 45’, ne sono rimasti travolti e tutta la loro reazione s’è concentrata nella traversa colpita su punizione da Koopmeiners quando la partita stava finendo e Spalletti, in giacchetta nonostante la gelida tramontana che sferzava Marassi, passeggiava sconsolato davanti alla sua panchina con le mani in tasca, prigioniero di pensieri che non è difficile immaginare. Più complicato cogliere invece quelli della dirigenza, che Lucio vorrebbe tenerlo ma intanto ha aggiornato il listino dei possibili salvagente: oltre a Pioli e Conte (che preferirebbe il Manchester, per dire di com’è messa la Juve), si pensa anche a Deschamps.
La carica del Gen…
Torino – Si ricomincia da capo, ammesso che qualcuno trovi la forza di cominciare: la Juve torna alla casella di partenza del suo giro dell’oca della crisi, anche se la brutale sconfitta con il Genoa è persino peggio di quella con la Lazio, se non altro perché il Genoa non è la Lazio. I bianconeri, imbelli per 45’ e con qualche confuso sussulto negli altri 45’, ne sono rimasti travolti e tutta la loro reazione s’è concentrata nella traversa colpita su punizione da Koopmeiners quando la partita stava finendo e Spalletti, in giacchetta nonostante la gelida tramontana che sferzava Marassi, passeggiava sconsolato davanti alla sua panchina con le mani in tasca, prigioniero di pensieri che non è difficile immaginare. Più complicato cogliere invece quelli della dirigenza, che Lucio vorrebbe tenerlo ma intanto ha aggiornato il listino dei possibili salvagente: oltre a Pioli e Conte (che preferirebbe il Manchester, per dire di com’è messa la Juve), si pensa anche a Deschamps.
La carica del Genoa travolge la Juve
La Juve è stata sballottata senza pietà, travolta dalla carica agonistica del Genoa, dal tamburellante pulsare di Marassi e anche da una qualità del calcio che certe volte a lei sembra del tutto ignota: Baldanzi, per dirne uno, ha aperto e chiuso la fantastica mezzora rossoblù con l’assist per Ehizibue (scriteriate la marcatura distratta e la deviazione improvvida di Cambiaso, che ha tolto la palla dalla possibile disponibilità di Vicario) e un gol da opportunista, anche se a prepararlo è stato un duello tra Vitinha e Kalulu durato tutta una metà campo e in cui il bianconero ha fatto una figura barbina, non tanto perché, su un rinvio alla sperindio di Frendrup, ha sbagliato lo stop iniziale consegnando la palla al portoghese (capita), ma perché ne ha guardato mosse e finte senza neanche riuscire a rallentarlo.
Juventus a ritmi da balera
È stata la scena madre di una partita che la Juve ha giocato a ritmi da balera (quelli di Lecce, ecco perché là ha vinto) e con il tenore agonistico di un ghiacciolo al limone, facendo venire in mente che i ragionamenti sul modulo (il 3-5-2 è stato poi sconfessato nell’intervallo con il ripristino del 4-2-3-1: Woltemade è già tornato quello che si sapeva) siano aria fritta, di fronte alla smidollatezza della squadra, al disordine di pensiero (sarebbe anarchia, se non fosse comunque un modo di pensare) e persino alla fiacchezza atletica di una formazione allo sbando, rimasta in partita più di quanto fosse lecito solo perché il Genoa ha buttato alle ortiche un certo numero di contropiedi (la Juve è sempre esposta, quando gli altri ripartono) e in certi casi per mero egoismo, specie di Vitinha. Ma c’è da capirli: in serate come queste, dove tutto sembra facile, si cerca di prendersi una fetta di gloria, dato che la partita resterà nella memoria genoana. E negli incubi bianconeri, in continuo aggiornamento.
Le parole di Spalletti; “Ci scappavano da tutte le parti”
Sconsolato Spalletti a fine partita: “Prima di tutto, chiediamo scusa ai tifosi per la prestazione. Li abbiamo persi davanti, li abbiamo persi dietro, li abbiamo persi da tutte le parti, dobbiamo alzare il nostro livello fisico. La squadra ci ha messo poco di tutto. Bisogna capire se in questo momento i giocatori ce l’hanno dentro questo tutto. Poca roba, poca lotta. Lo diciamo dall’inizio dell’anno. Bisogna rendersene conto e metterci di più. E capire meglio cosa è successo”.
Genoa (3-5-2) Bijlow 6 – Marcandalli 6.5, Ostigard 7, Vasquez 7 – Ehizibue 7 (24’ st Meichtry 6.5), Frendrup 7.5, Amorim 6.5 (37’ st Wiafe sv), Baldanzi 8 (24’ st Messias 6.5), Ellertsson 6.5 (41’ pt Mitaj 7) – Osmajic 7 (37’ st Colombo sv), Vitinha 7. All. De Rossi 7.5
Juventus (3-5-2) Vicario 6 – Gatti 4.5 (1’ st Zhegrova 5.5), Bremer 4.5, Lucumì 5 – Kalulu 4, McKennie 5, Douglas Luiz 5 (32’ st Koopmeiners sv), Sarr 4.5 (14’ st Boga 5), Cambiaso 4 (14’ st Cabal 5) – Kolo Muani 5, Alajbegovic 5 (1’ st Woltemade 4.5). All. Spalletti 4.5
Arbitro: Doveri 6.
Reti: nel pt 12' Ehizibue, 28' Baldanzi
Note: ammonito Zhegrova. Spettatori 30 mila circa