Mbabgula si prende San Siro con una tripletta: il Milan crolla 4-2 con il Bologna
di Andrea SereniMilano – C’era chi fischiava, tanti avevano già lasciato lo stadio. Delusi, più che arrabbiati. Non doveva andare così. Non a tre giorni dal derby con l’Inter, non quando sembrava che l’attesa continuità fosse lì all’orizzonte. Nulla di tutto questo. Il Milan è stato ribaltato dal Bologna, che ha vinto 4-2 (era sotto 1-2) appoggiandosi sulle ali di uno scatenato Mbangula, autore di una tripletta. In tribuna il patron Cardinale era visibilmente contrariato, in campo Amorim aveva lo stesso volto scuro: si è infilato rapidamente nel tunnel degli spogliatoi, come a voler fuggire dall’aria grigia che si respirava al Meazza.
Sgretolata la solidità in campionato
La sconfitta con la squadra di Palladino – bravo a rivoltare il gruppo in poche settimane, dandogli senso compiuto e gioco: tre successi nelle ultime quattro gare, il Bologna non vinceva a San Siro da 10 anni – è stata una sorta di scossa, certamente inaspettata. E non per il valore degli avversari, quanto per la solidità ostentata d…
Milano – C’era chi fischiava, tanti avevano già lasciato lo stadio. Delusi, più che arrabbiati. Non doveva andare così. Non a tre giorni dal derby con l’Inter, non quando sembrava che l’attesa continuità fosse lì all’orizzonte. Nulla di tutto questo. Il Milan è stato ribaltato dal Bologna, che ha vinto 4-2 (era sotto 1-2) appoggiandosi sulle ali di uno scatenato Mbangula, autore di una tripletta. In tribuna il patron Cardinale era visibilmente contrariato, in campo Amorim aveva lo stesso volto scuro: si è infilato rapidamente nel tunnel degli spogliatoi, come a voler fuggire dall’aria grigia che si respirava al Meazza.
Sgretolata la solidità in campionato
La sconfitta con la squadra di Palladino – bravo a rivoltare il gruppo in poche settimane, dandogli senso compiuto e gioco: tre successi nelle ultime quattro gare, il Bologna non vinceva a San Siro da 10 anni – è stata una sorta di scossa, certamente inaspettata. E non per il valore degli avversari, quanto per la solidità ostentata dal Diavolo in campionato, sgretolata in un attimo. La classifica è una diretta conseguenza: Inter a +7 prima del derby e Milan che scivola al quinto posto, dietro Como e Roma.
Infortuni, ma anche le scelte tattiche di Amorim
L’attenuante sono gli infortuni, tanti e pesanti: erano otto gli indisponibili prima della partita (tra loro Gila, Rabiot e Moreira, in dubbio anche per sabato), a loro si è aggiunto alla fine del primo tempo Tomori. Non è semplice così. Amorim inoltre ha voluto comunque fare le sue rotazioni: ha lasciato in panchina Modric e Pulisic, protagonisti a Udine, mettendoli dentro solo nella ripresa, nel momento peggiore. E ancora, a preoccupare è pure la tenuta atletica del Milan: nell’ultima mezz’ora il Bologna ha banchettato al Meazza soprattutto perché aveva più benzina. Peccato per Cisse, sempre più marcatore principe dei rossoneri: ha segnato una doppietta, i suoi primi gol a San Siro, e fino alla fine ha cercato una soluzione. Uno dei pochi.
La serata perfetta di Mbangula oscura anche Cisse
Il Milan si è immerso lentamente nella partita. Troppo, tanto da permettere al Bologna di andare avanti con la combinazione Zortea-Mbangula, bravi ad approfittare di una dormita di Musah. Stordito, il Diavolo è stato aiutato dallo sciagurato Theate, che pressato da Hutchinson ha regalato un involontario assist a Cisse. La sua doppietta Alpha l’ha firmata pochi minuti dopo, in quello che è stato il miglior momento del Milan: dominante, aggressivo, intenso. Dopo l’intervallo Amorim ha dovuto sostituire un buon Tomori (problema muscolare) con Modric, spostando Musah in difesa. Palladino ha invece pescato dalla panchina Miranda e Cambiaghi, che hanno cambiato la partita. In due minuti, tra il 60’ e il 62’, su una punizione di Miranda è arrivato il goffo autogol di Bartesaghi, poi la stoccata di Mbangula sempre su suggerimento del terzino spagnolo. Questa volta, la reazione del Diavolo è stata poco efficace: solo nel finale Camarda (la mossa della disperazione di Amorim, lui in campo insieme a Ramos) ha avuto un’occasione di testa, prima del sigillo finale ancora di Mbangula. Non le premesse auspicate per il rendez-vous con l'Inter.