La corsa alla Federcalcio non avrà un candidato. Ne avrà addirittura due. Il duello tra Giovanni Malagò e Adriano Galliani continuerà fino al 14 dicembre, giorno del voto per la poltrona della Figc. Dopo un pressing forsennato su tutti i club, Malagò è arrivato a 11 firme: il Como ha abbandonato lo schieramento Galliani dopo una serie di telefonate tra il suo presidente Suwarso e l’ex numero 1 del Coni, diventando l’undicesimo club a firmare oltre a Bologna, Fiorentina, Frosinone, Genoa, Lecce, Monza, Napoli, Roma, Torino, Udinese. Insieme, circa il 10% del peso elettorale. Ma altre potrebbero aggiungersi domani, in una nuova riunione della Serie A. .
Il fronte Galliani non cede
Ma il fronte Galliani non cede, anzi. Correrà anche lui, grazie all’appoggio dei cal…
La corsa alla Federcalcio non avrà un candidato. Ne avrà addirittura due. Il duello tra Giovanni Malagò e Adriano Galliani continuerà fino al 14 dicembre, giorno del voto per la poltrona della Figc. Dopo un pressing forsennato su tutti i club, Malagò è arrivato a 11 firme: il Como ha abbandonato lo schieramento Galliani dopo una serie di telefonate tra il suo presidente Suwarso e l’ex numero 1 del Coni, diventando l’undicesimo club a firmare oltre a Bologna, Fiorentina, Frosinone, Genoa, Lecce, Monza, Napoli, Roma, Torino, Udinese. Insieme, circa il 10% del peso elettorale. Ma altre potrebbero aggiungersi domani, in una nuova riunione della Serie A. .
Il fronte Galliani non cede
Ma il fronte Galliani non cede, anzi. Correrà anche lui, grazie all’appoggio dei calciatori e degli allenatori: saranno Aic e Aiac, che insieme pesano per il 30% dei voti, a candidarlo alla presidenza della Figc. A cementare l’unione, il nome dell’avvocato Viglione, uomo di strettissima fiducia delle due componenti tecniche che rimproverano a Malagò di non aver rispettato la promessa elettorale di affidargli la segreteria.
Decisivi Dilettanti e Serie C
A questo punto, a decidere la partita saranno le altre componenti e le alleanze che potranno crearsi: la Lega Dilettanti e la Lega Pro, ad esempio, sono vicinissime e insieme possono orientare fino al 46% dei voti per il nuovo presidente. Saranno loro gli arbitri dell’elezione.
Il rischio di un nuovo commissariamento
Ieri è andata in scena una riunione telefonica di 40 minuti tra Abete (Dilettanti), Bedin (Serie B), Marani (Lega Pro) e Simonelli (Serie A). Alla fine, il gruppo si è aggiornato a lunedì. «Non c’è nessuna preclusione per nessun candidato», è la posizione di Abete, critico però con chi ha procurato la frattura: la crepa tra la sua Lega Dilettanti e i calciatori — aperta quando fece saltare la nomina del presidente dell’Aic Umberto Calcagno a vicario di Malagò lo scorso giugno — ormai è nettissima. E difficilissima da ricucire. Ma Abete fu anche ostile a Malagò a giugno. Oggi ogni posizione è fluida: Abete potrebbe sostenere uno dei suoi “nemici”, Malagò o Calcagno, ma anche astenersi. In questo caso, il rischio è di un nuovo commissariamento.