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Spalletti: “Serve una reazione, la Juve deve riconquistare il rispetto”

Luciano Spalletti

 

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Il tecnico alla vigilia della gara con il Napoli mostra serenità: “In una situazione così ci sono già passato un sacco di volte, e questa non sarà l’ultima”
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Torino – Spalletti stavolta ha l’aria serena, non nega sorrisi, non sparge troppe allusioni: sembra in pace con sé stesso, forse perché «in una situazione così ci sono già passato un sacco di volte, e questa non sarà l’ultima» o forse perché sa che alla fine passerà per capro espiatorio (è il destino degli allenatori) ma i risultati resteranno gli stessi, perché è questo che insegna la storia recente della Juventus, sempre così uguale a sé stessa. Qualcosa cambierà quando rientreranno, in quest’ordine, Conceiçao, Yildiz, Locatelli e Thuram, che potranno aumentare la competitività della squadra più di qualsiasi allenatore, mentre adesso c’è solo da provare a salvare il salvabile.

Spalletti: “Mi serve solo una reazione della squadra”

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Torino – Spalletti stavolta ha l’aria serena, non nega sorrisi, non sparge troppe allusioni: sembra in pace con sé stesso, forse perché «in una situazione così ci sono già passato un sacco di volte, e questa non sarà l’ultima» o forse perché sa che alla fine passerà per capro espiatorio (è il destino degli allenatori) ma i risultati resteranno gli stessi, perché è questo che insegna la storia recente della Juventus, sempre così uguale a sé stessa. Qualcosa cambierà quando rientreranno, in quest’ordine, Conceiçao, Yildiz, Locatelli e Thuram, che potranno aumentare la competitività della squadra più di qualsiasi allenatore, mentre adesso c’è solo da provare a salvare il salvabile.

Spalletti: “Mi serve solo una reazione della squadra”

«Non ho bisogno di niente, solo di una reazione della squadra. Non chiedo cose impossibili ai miei calciatori, solo cose che hanno nelle loro corde». Dovranno, insomma, tirare fuori un po’ di calore dalle loro anime fredde, mostrare una reazione all’apatia delle ultime settimane. Ne hanno parlato, in questi giorni di clausura, nonostante in passato Spalletti avesse definito il ritiro una prigione mentale. «Rimango di quell’idea, quando le cose vanno bene il ritiro appesantisce senza portare dei vantaggi. Ma quando non vanno bene può tornare utile in via eccezionale per avere più tempo di stare assieme. Quando sono poco felice mi viene più voglia di stare in famiglia, con i miei cani e i miei amici che non ti gireranno mai le spalle e lo stesso vale per questo ritiro, perché tra loro i ragazzi sono amici, stanno bene assieme e quindi penso che ci possa essere lo stesso coinvolgimento emotivo».

Sulla fiducia della società Spalletti glissa

Su tutto questo, però, aleggia l’incertezza sul futuro dell’ex ct, che nelle prossime tre partite (dopo il Napoli, l’AZ in Europa League e la Fiorentina domenica prossima) si gioca il futuro. Alla domanda precisa – «sente la fiducia della società?» – ha girato attorno, senza pronunciare il semplice sì che avrebbe spazzato tutti i dubbi su un rapporto in bilico: «Da un punto di vista mio, non ho bisogno di tante cose, di essere ovattato, di avere delle frasi, dei discorsi. Sono abituato a tanti momenti già vissuti, carichi di incredibili difficoltà. Ho solo voglia di vincere le partite. Se qualcuno pensa che abbassi o arretri di un pezzettino rispetto ai miei obblighi, gli conviene cominciare ad aspettarsi qualcosa di diverso, qualsiasi siano i risultati».

Spalletti: “Dobbiamo riconquistare il rispetto”

È un modo indiretto, sembra, per anticipare che non sarà mai lui a dimettersi, anche di fronte a un eventuale altro risultato negativo, ma forse anche che non ha più intenzione di proteggere pubblicamente squadra e società come ha fatto finora. A «giudicarlo» sarà Allegri, a proposito del quale Spalletti spende un’innocente bugia: «Mi avrebbe fatto piacere avere Max nella panchina vicina, ma lo abbraccerò dopo, è un grande amico e un grande allenatore».«Nel calcio, la soluzione è sempre vicina al problema», dice ancora Spalletti, che confermerà il 3-5-2 (non può fare altrimenti), riproporrà la strana coppia Woltemade-Kolo Muani e rilancerà Kelly e forse Cabal. «Voglio ribaltare questo momento, rimettere a posto la Juventus. Dobbiamo riconquistare il rispetto che molti ci hanno tolto. Ci vuole qualcosa che sia infrangibile, dal punto di vista mentale. I muscoli possono stancarsi, alla testa non è permesso». Ma poi, tutto si risolve in un’unica banale considerazione: «C’è solo un modo per vincere le partite, averne più voglia degli altri».

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