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Como-Venezia 1-0. Il caso del rigore concesso e poi revocato. Insulti sessisti a Ferrieri Caputi

Da Cunha festeggiato dai compagni dopo il gol (reuters)
I lombardi al quarto posto. Proteste sullo 0-0 per un penalty (fallo di mano di Milla) prima dato e poi tolto agli ospiti dall’arbitra, offesa in modo becero: “Vai a fare il sugo a casa”
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COMO – Il cielo è sempre più blu sul lago. Pure quando non brilla, basta il riflesso di sé stesso. Il Como ha vinto di nuovo, ha superato di misura il Venezia (1-0) in una partita piatta rispetto alle abitudini. Stavolta la macchina di Fabregas non è stata perfetta, però ha fatto il necessario per mettere da parte altri tre punti per presentarsi così tra una settimana da quarto in classifica al rendez-vous con l’Inter a -2.

Il rigore prima dato poi tolto al Venezia: cosa è successo

La partita è girata su due rigori: il primo concesso al Venezia dall’arbitra Ferrieri Caputi (alla prima partita stagionale in serie A) e poi tolto dopo richiamo al monitor, il secondo assegnato al Como e trasformato da Da Cunha. Ma è l’episodio avvenu…

COMO – Il cielo è sempre più blu sul lago. Pure quando non brilla, basta il riflesso di sé stesso. Il Como ha vinto di nuovo, ha superato di misura il Venezia (1-0) in una partita piatta rispetto alle abitudini. Stavolta la macchina di Fabregas non è stata perfetta, però ha fatto il necessario per mettere da parte altri tre punti per presentarsi così tra una settimana da quarto in classifica al rendez-vous con l’Inter a -2.

Il rigore prima dato poi tolto al Venezia: cosa è successo

La partita è girata su due rigori: il primo concesso al Venezia dall’arbitra Ferrieri Caputi (alla prima partita stagionale in serie A) e poi tolto dopo richiamo al monitor, il secondo assegnato al Como e trasformato da Da Cunha. Ma è l’episodio avvenuto davanti alla porta di Butez a far discutere, anche perché successo quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Ferrieri Caputi ha indicato decisa il dischetto per un tocco con la mano di Milla (che aveva il braccio largo) su una giocata di Busio. Poi, però, è iniziato un lungo check al Var, e infine Francesco Cosso (Var) e Antonio Giua (Avar) l’hanno richiamata al monitor a bordo campo. Così, l’arbitra ha cambiato la sua decisione: “Il numero 6 del Como non ha commesso alcun fallo”, ha detto rientrata in campo. Un errore doppio, per il designatore Orsato, presente in tribuna al Sinigaglia, da cui è uscito decisamente contrariato. Il rigore per il Venezia sembrava solare, peraltro secondo la linea Orsato le decisioni prese in campo dovrebbero essere prioritarie, e resistere a meno di chiaro ed evidente errore. Che in questo caso, non c’era.

La sincerità di Fabregas e l’appello di Nicola

Un episodio su cui anche Fabregas in conferenza stampa ha espresso forti dubbi: “A me è sembrato un tocco di mano netto, infatti mi sono girato verso la panchina e ho urlato ‘rigore’. Dopo mi hanno spiegato che Milla non muove il braccio, ma lo prova a mettere fuori. Questa è l’interpretazione che hanno dato a me, lo rivedrò”. "Il rigore mi è sembrato netto. Per me l’arbitro oggi ha fatto benissimo, non ho capito cosa sia successo dopo. Fa arrabbiare perdere punti per situazioni che non dipendono da noi. Ne dovrà rispondere l’Aia”, ha invece detto Nicola.

Le frasi sessiste su Ferrieri Caputi

Ferrieri Caputi aveva visto bene: quel tocco con il braccio era da punire con il rigore. Non è stata abbastanza forte da respingere il suggerimento che le è arrivato da Lissone. A fine partita da stigmatizzare alcune frasi sessiste passate in sottofondo su Dazn, rivolte proprio alla direttrice di gara: “Vai a fare la pasta al sugo o a passare l’aspirapolvere”.

Como vincente ma non brillante

Tornando al campo, il Como non è stato bello ma di sicuro è stato solido e cinico. La squadra del lago è passata con un rigore trasformato da Da Cunha prima dell’intervallo, poi ha gestito il vantaggio con un’insolita calma. Il Venezia in versione Nicola è certo accorto e ben organizzato: ha tenuto il campo con ordine, è rimasto in gara fino alla fine nonostante una differenza di valori tecnici assai evidente. Il Como ha legittimato la vittoria con una ripresa intelligente e lucida: sono quattro i successi di fila in campionato, in serie A non perde dal 20 settembre (a Frosinone). Ha numeri e rendimento da big.

L'arbitra Maria Sole Ferrieri Caputi (ansa)

Le occasioni del Como

L’avvio è stato sonnacchioso, anestetizzato anche dal silenzio nel primo quarto d’ora del tifo organizzato, in protesta per i pochi biglietti riservati nel settore ospiti di San Siro per la partita di domenica 8 novembre. In contropiede la squadra di Fabregas è stata pericolosa al 14’ con il suggerimento in verticale di Paz per Douvikas, murato da Moreno. Una scossa necessaria per il Como, che da quel momento ha alzato il ritmo: passaggi rapidi, movimenti senza palla, possesso prolungato ma più incisivo rispetto all’avvio. Così sono nate le occasioni per Baturina e soprattutto Da Cunha, che dopo uno slalom in area è stato fermato solo da Stankovic.

Da Cunha con il premio di miglior giocatore della partita (lapresse)

Rigore tolto al Venezia, Da Cunha non sbaglia

Alla mezz’ora, l’episodio sotto finito sotto la lente di ingrandimento, il rigore dato e poi tolto al Venezia. Subito prima dell’intervallo, altro penalty questa volta per la squadra del lago, con Juan Jesus che è franato su Douvikas in area. Dal dischetto Da Cunha ha superato Stankovic, in quello che poi è diventato il gol da tre punti per Fabregas.

Ripresa senza rischi per Butez

Nella ripresa Cesc ha chiesto ai suoi maggiore lucidità negli ultimi metri. In realtà, il Como è andato avanti con il suo palleggio avvolgente, col passare dei minuti perlopiù sterile. Solo Baturina ha impegnato Stankovic, peraltro all’inizio del secondo tempo. Poi la partita è scivolata via con la squadra del lago che quasi è sembrata accontentarsi del vantaggio ottenuto, come a voler risparmiare energie in vista dell’impegno di mercoledì in Champions a Lens, e il Venezia ingabbiato dai suoi stessi limiti tecnici. Nicola ha provato a smuovere le acque, gli ultimi minuti li ha giocati con un inedito 3-4-2-1, affiancando Rrahmani a Adams e Yeboah, però solo durante il recupero ha trovato il primo tiro in porta, firmato da Basic dalla distanza. Poi è partita la festa colorata di blu.

(reuters)

Como-Venezia 1-0 (1-0)

Como (4-2-3-1): Butez; Couto (36' st Smolcic), Ramon, Kempf, Kaiki; Ricci (28' st Perrone), Milla: Da Cunha (28' st Liberali), Paz (28' st Caqueret), Baturina (39' st Valle); Douvikas. (22 Vigorito, 97 Sanchez, 13 Dossena, 15 Lahdo, 18 Goldaniga, 53 Kambwala, 54 Papaccioli, 58 Kennedy). All.: Fabregas

Venezia (5-3-2): Stankovic; Hainaut (17' st Sagrado), Halhal, Moreno, Juan Jesus, Mazzocchi; Helgason (32' st Rrahmani), Sohm (17' st Basic), Busio (9' st Kike Perez); Adams, Lauberbach (9' st Yeboah). (96 Montipò, 3 Schingtienne, 5 Haps, 8 Fanne, 15 Mohammed, 17 Bella-Kotchap, 30 Dagasso, 32 Duncan, 56 Lisman, 77 Fernandez). All.: Nicola

Arbitro: Ferrieri Caputi

Reti: nel pt 43' Da Cunha su rigore

Recupero: 2', 5'.

Angoli: 8 a 1 per il Como.

Ammoniti: Sohm e Juan Jesus per gioco falloso, Kaiki per comportamento non regolamentare.

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