Lazio capolista solitaria, rimonta e batte il Cagliari 2-1: decide Pinamonti, proteste dei sardi
di Giulio CardoneROMA – Nove vittorie nelle prime dieci partite non le aveva centrate neanche la Lazio dei due scudetti, quelle del '74 e del 2000. L'impresa è riuscita a questa meravigliosa squadra di Gattuso: nella loro storia in serie A, mai i biancocelesti erano partiti così bene, con 28 punti in dieci giornate. È in fuga, la bella intrusa, con tre punti di vantaggio sull'Inter e la miglior difesa nonostante il gioco offensivo: a questo punto del campionato, la Lazio non era in testa da sola dal 2010-2011, con Reja in panchina.
Quello contro il Cagliari nell'Olimpico semi deserto, poi, è il sesto successo consecutivo, il secondo in assoluto in rimonta dopo l'1-2 di Udine, segno della maturità raggiunta dalla squadra. Che non smette di credere nella vittoria neanche quando va sotto, appunto, e continua a giocare come le ha insegnato Gattuso, all'attacco.
ROMA – Nove vittorie nelle prime dieci partite non le aveva centrate neanche la Lazio dei due scudetti, quelle del '74 e del 2000. L'impresa è riuscita a questa meravigliosa squadra di Gattuso: nella loro storia in serie A, mai i biancocelesti erano partiti così bene, con 28 punti in dieci giornate. È in fuga, la bella intrusa, con tre punti di vantaggio sull'Inter e la miglior difesa nonostante il gioco offensivo: a questo punto del campionato, la Lazio non era in testa da sola dal 2010-2011, con Reja in panchina.
Quello contro il Cagliari nell'Olimpico semi deserto, poi, è il sesto successo consecutivo, il secondo in assoluto in rimonta dopo l'1-2 di Udine, segno della maturità raggiunta dalla squadra. Che non smette di credere nella vittoria neanche quando va sotto, appunto, e continua a giocare come le ha insegnato Gattuso, all'attacco.
Il gol di Nzola
Eppure nel primo tempo aveva funzionato il dispositivo difensivo allestito da Pisacane, un 4-3-3 che diventava 4-5-1 in fase di non possesso, con le catene esterne della Lazio arginate dai raddoppi sulle fasce di Fadera a destra e Maldini – apprezzabile il suo impegno in copertura – a sinistra. Cosi le coppie di terzini e ali Tavares-Zaccagni e Floriani-Isaksen non trovavano i consueti spazi sulle rispettive corsie. E le trame centrali della Lazio erano bloccate da falli veniali ma utili e contrasti feroci. In più, il Cagliari ha colpito in contropiede al 21' sfruttando il primo errore di Belahyane in stagione: bravo Fadera a trovare Nzola a centro area per l'1-0 un po' fortunoso.
Isaksen segna ancora
I biancocelesti hanno faticato a trovare varchi nel bunker di Pisacane, eppure al 36' un'azione corale è stata conclusa in modo letale da Isaksen, al quarto gol nelle ultime cinque partite (il secondo di seguito, come Nzola): 1-1 con un diagonale morbido di sinistro e terzo assist di Noslin. Nel frattempo, Pisacane aveva dovuto piazzare a destra Adopo e inserire Kofler come mezzala al posto dell'infortunato Fadera (problema muscolare): non è stata la stessa cosa per la squadra sarda, alla quarta sconfitta consecutiva dopo l'ottimo avvio di campionato.
Pinamonti, il jolly dalla panchina. Pisacane non ci sta
A firmare il trionfo dei biancocelesti, che allungano anche sulla Roma (+4), è stato Pinamonti, subentrato a Zaccagni (contusione alla coscia sinistra per il capitano della Lazio): Noslin si è spostato a sinistra e il centravanti ex Sassuolo si è sistemato nel suo ruolo. E ha colpito all'83' deviando in rete di testa un tiro di Pedraza (secondo assist dello spagnolo allo stesso Pinamonti, questa volta involontario, era una conclusione sballata). Secondo gol in campionato per il vero 9 di Gattuso, che aveva posto il veto sull'acquisto di Icardi pur di tenerselo. Proteste del Cagliari con l'arbitro per non aver fermato il gioco nonostante Deiola – poi costretto a uscire – fosse finito ko dopo aver ricevuto una violentissima pallonata al volto: l’azione della Lazio si è sviluppata a pochi metri dall’avversario a terra ma Colombo, il direttore di gara, colpevolmente non se n’è accorto: “Le immagini sono molto chiare – ha detto il tecnico degli ospiti, Pisacane – ma ora è inutile fare polemiche”.
Olimpico ancora semivuoto
Festa grande per i pochi tifosi laziali presenti all'Olimpico: erano circa 13mila per la protesta contro Lotito, ancora una volta la Lazio ha giocato e vinto in trasferta (con l'eccezione degli ultimi minuti, in precedenza si sentivano quasi esclusivamente i sostenitori del Cagliari nel settore ospiti). Martedì scorso, la squadra di Pisacane all'Olimpico aveva subito il gol decisivo della Roma all'85', stavolta Pinamonti ha abbattuto il muro all'83': finali da rivedere per i sardi, rimasti in dieci nel recupero per l'espulsione di Obert (doppia ammonizione). Il Cagliari deve tornare assolutamente a fare punti, la Lazio vuole continuare con questo ritmo forsennato che sa emozionare e divertire.
Lazio-Cagliari 2-1 (1-1)
Lazio (4-3-3: Mandas 6, Floriani Mussolini 6, Sutalo 6, Provstgaard 5.5 (31' st Leite 6.5), Tavares 5.5 (10' st Pedraza 6.5); Frattesi 5.5 (10' st Dele-Bashiru 6.5), Belahyane 5 (36' st Cataldi 6), Taylor 7; Isaksen 7.5, Noslin 7, Zaccagni 6.5 (11' st Pinamonti 7.5). (40 Motta, 47 Renzetti, 3 Pellegrini, 5 Doekhi, 29 Lazzari, 76 f. Bordon, 33. R. Bordon, 71 Farcomeni, 28 Przyborek, 22 Cancellieri). All.: Gattuso 7.5
Cagliari (4-2-3-1): Caprile 5.5, Ze Pedro 6, Deiola 5.5 (44' st Carlos sv), Rodriguez 5, Obert 5 - Adopo 5.5, Romano 6, Fazzini 6 (19' st Liteta 6) - Fadera 7 (32' pt Kofler 5.5), Nzola 7 (1' st Mendy 5), Maldini 5.5 (19' st Trepy 5.5). All. Pisacane 6
Arbitro: Colombo di Como 4.5.
Reti: nel pt 21' Nzola, 36' Isaksen; nel st 38' Pinamonti.
Angoli: 2 a 2.
Recupero: 1' e 8'.
Espulso: Obert per doppia ammonizione.
Ammoniti: Fazzini, Rodriguez e Obert per gioco falloso, Pinamonti per comportamento non regolamentare.