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La Roma strapazza il Sassuolo (3-0): Gasp è a un punto dalla vetta

(afp)
Non c’è partita all’Olimpico: giallorossi secondi a una lunghezza dalla Lazio
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ROMA – Le squadre forti hanno memoria selettiva: trattengono gli errori e dimenticano in fretta le sconfitte. La Roma sembra aver archiviato Manchester proprio così. Non corre come quattro giorni fa, non ha la stessa brillantezza e per lunghi tratti gioca quasi al minimo dei giri. Ma contro il Sassuolo le basta comunque per prendersi la partita e, soprattutto, affacciarsi dove iniziano a cambiare anche le ambizioni: per una notte è seconda, davanti all’Inter e a un solo punto dalla Lazio.

La partita

Nove partite in ventisette giorni si vedono tutte. Soulé accende la giocata a intermittenza, Malen riceve meno palloni puliti, Wesley gestisce al minimo dei giri. A ritmi così bassi perfino Matic può governare il tempo con il telecomando. Il Sassuolo si chiude dentro due linee strettissime e per venti minuti la Roma gira attorno alla partita senza riuscire davvero a entrarci.Poi serve più cattiveria che bellezza. Hermoso prende palla e avanza quasi per inerzia, dentro l’area il Sassuolo pa…

ROMA – Le squadre forti hanno memoria selettiva: trattengono gli errori e dimenticano in fretta le sconfitte. La Roma sembra aver archiviato Manchester proprio così. Non corre come quattro giorni fa, non ha la stessa brillantezza e per lunghi tratti gioca quasi al minimo dei giri. Ma contro il Sassuolo le basta comunque per prendersi la partita e, soprattutto, affacciarsi dove iniziano a cambiare anche le ambizioni: per una notte è seconda, davanti all’Inter e a un solo punto dalla Lazio.

La partita

Nove partite in ventisette giorni si vedono tutte. Soulé accende la giocata a intermittenza, Malen riceve meno palloni puliti, Wesley gestisce al minimo dei giri. A ritmi così bassi perfino Matic può governare il tempo con il telecomando. Il Sassuolo si chiude dentro due linee strettissime e per venti minuti la Roma gira attorno alla partita senza riuscire davvero a entrarci.Poi serve più cattiveria che bellezza. Hermoso prende palla e avanza quasi per inerzia, dentro l’area il Sassuolo pasticcia con sei uomini, Idzes gli restituisce il pallone e lo spagnolo batte Muric. Quattro minuti più tardi Malen raddoppia con una conclusione che Walukiewicz spinge in rete. Due gol tutt’altro che raffinati, ma sufficienti a raccontare la differenza di forze in campo. Nella ripresa la Roma ritrova anche un po’ di gamba. Soulé supera Muric e invece di segnare cerca Malen che incespica. Koné e ancora l’olandese sfiorano il terzo. Tocca a Mora chiudere: 3-0 e quarto gol in Serie A. Poi arrivano i cambi e la partita si spegne senza che il Sassuolo ne sia dispiaciuto. Per Aquilani, al quinto ko consecutivo, l’esonero sembra ad un passo.

Riscatto dopo Manchester

Non è la Roma scintillante vista a Manchester e nemmeno quella che a Udine aveva deciso quando accelerare per poi travolgere. È una squadra che stavolta fa pesare soprattutto la propria superiorità. Ma continua a segnare: 31 gol in undici giornate, praticamente tre a partita, miglior attacco del campionato. E continua soprattutto a trovare protagonisti mentre l’infermeria resta piena. È forse questa la notizia più importante del suo autunno: in Serie A, anche corta e spremuta, questa rosa è da primato. L’Europa, per ora, resta un’altra misura. Real Madrid e Manchester United hanno ricordato quanto le assenze diventino pesanti quando aumentano qualità e ritmo degli avversari. In Italia, invece, continua a dimostrare di poter stare lassù. Diciotto partite consecutive senza perdere in campionato e una classifica che, almeno per una notte, la mette a un punto dalla vetta. Ed è proprio il secondo posto a cambiare prospettiva. Perché Gasperini scalpita. Ha iniziato a premere sulla società per capire quanto margine ci sarà a gennaio: non soltanto per allungare una rosa che ne ha bisogno, ma perché davanti comincia a intravedere qualcosa che vale la pena inseguire. Il ds D’Amico continua a promettere rinforzi. Adesso tocca ai Friedkin decidere fin dove si può aprire il portafoglio. Perché a Trigoria c’è un problema nuovo: la classifica autorizza la Roma ad avere ambizioni più grandi.

Il tabellino

Roma 3 (27’ pt Hermoso, 30’ pt aut. Walukiewicz, 13’ st Mora)

Sassuolo 0

Roma (3-4-2-1)

Vasquez 6 – Balerdi 6.5 (40’ st Ghilardi sv), Ndicka 6.5, Hermoso 7.5 (31’ sv Koulierakis sv) – Molina 6, Cristante 6.5, Koné 6.5 (20’ st Pisilli 6), Wesley 6 – Soulé 6, Mora 7 (20’ st De Roon 6) – Malen 6.5 (31’ st Castro sv). All. Gasperini 7

Sassuolo (3-5-2)

Muric 5 – Walukiewicz 4.5, Idzes 5, Caleta Car 5 (45’ st Candè sv) – Cinquegrano 5 (1’ st Van Der Brempt 5.5), Sulemana 5, Matic 6 (1’ st Bowie 5.5), Thorstvedt 5.5 (23’ st Lipani 5.5), Doig 5 – Laurienté 5.5, Esposito 5 (23’ st Adzic 5.5). All. Aquilani 5

Arbitro Di Bello 5.5

Note: Spettatori 64.674

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