Lipsia-Atalanta 1-1: Muriel segna un gran gol, l'autorete di Zappacosta tiene in piedi i tedeschi
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròLIPSIA — Alla quarantaduesima partita del ciclo europeo di Gasperini, che dura da sei anni e si può ormai considerare un capitolo importante della storia del calcio italiano, l'Atalanta ha confermato le premesse: il titolo di squadra della Serie A più alta in grado, nell'ultimo triennio, non è affatto usurpato. In casa del Lipsia targato Red Bull, una potenza economica del calcio continentale, la piccola per niente piccola ha giocato più che mai alla pari, fino all'ultimo istante dell'apertissima sfida di andata dei quarti di finale dell'Europa League e ha rischiato sia di perdere sia di vincere, ma mai ha abbandonato la propria identità tattica e agonistica. In effetti alla fine ha pareggiato, il che mantiene intatte per entrambe le duellanti la possibilità di conquistare, giovedì prossimo a Bergamo, una semifinale abbordabile contro la vincente tra Braga e Rangers Glasgow. Potrebbe diventare il ponte verso la…
LIPSIA — Alla quarantaduesima partita del ciclo europeo di Gasperini, che dura da sei anni e si può ormai considerare un capitolo importante della storia del calcio italiano, l'Atalanta ha confermato le premesse: il titolo di squadra della Serie A più alta in grado, nell'ultimo triennio, non è affatto usurpato. In casa del Lipsia targato Red Bull, una potenza economica del calcio continentale, la piccola per niente piccola ha giocato più che mai alla pari, fino all'ultimo istante dell'apertissima sfida di andata dei quarti di finale dell'Europa League e ha rischiato sia di perdere sia di vincere, ma mai ha abbandonato la propria identità tattica e agonistica. In effetti alla fine ha pareggiato, il che mantiene intatte per entrambe le duellanti la possibilità di conquistare, giovedì prossimo a Bergamo, una semifinale abbordabile contro la vincente tra Braga e Rangers Glasgow. Potrebbe diventare il ponte verso la finale di Siviglia. E per l'Atalanta sarebbe il punto più alto in quasi 115 di storia.
Questo 1-1 è stato a suo modo una celebrazione del calcio italiano, o meglio della sua scuola tattica, perché dentro uno stadio della Bundesliga - modello virtuoso di sostenibilità finanziaria, tra i grandi campionati - è andato in scena uno spettacolo che nobilita appunto una scuola di allenatori assai evoluta, altro che vecchia etichetta del catenaccio e contropiede. Gasperini vi appartiene di diritto, ma anche Tedesco - nato in Calabria e cresciuto in Germania - rivendica salde radici nell'attenzione massima per l'equilibrio di squadra, che è questione atavica. Si è vista molta modernità, nel sofisticato dispiegarsi dei sistemi e degli schemi, ma si è vista anche la tradizione, che non era paura o voglia di speculare, solo arguzia e capacità di mettersi sempre in discussione.
De Roon a uomo su Olmo
Gasperini ha accantonato la sua linea difensiva a 3, per forgiare quella a 4, non inedita, con De Roon a soffocare lo spagnolo Olmo, il temuto trequartista avversario, che gli guastò nel 2019 il debutto in Champions, quando vestiva la maglia della Dinamo Zagabria. Tedesco ha tenuto raccolto il suo Lipsia, ma non si è fatto problemi a ribaltare il concetto, quando ha capito che il collega gli stava dando scacco matto. Ne è uscito un avvincente copione, con pali e traverse e un rigore sbagliato e parate e salvataggi sulla linea e molto altro ancora.
Musso formidabile due volte
Il riassunto breve parte dall'invenzione dell'1-0 di Muriel, slalom da sinistra e tiro incrociato nel sette. Prosegue col palo occasionale di Silva a colpo sicuro, con quello più logico di Pasalic prima dell'intervallo, col risveglio improvviso del Lipsia, poco prima dell'ora di gioco, e col rigore carpito a Demiral dall'astuta sterzata di Kunku, ma parato da un balzo di Musso (doppio, poi anche sul tap-in del difensore Orban) e compensato nella forma più immediata e imprevista: banale fallo laterale, cross arcuato dello specialista Angeliño fino a quel punto assente, autogol di Zappacosta per anticipare Orban.
Tra una settimana a Bergamo
Il copione si chiude in modo pirotecnico, dopo le sostituzioni a raffica. L'incursione e il destro alto del neofita Scalvini. Il palo squassante di Koopmeiners. La magnifica traversa di Szoboszlai tenuto troppo a lungo in naftalina, di testa ancora su cross di Angeliño. I salvataggi finali di Musso su tocco ravvicinato di Forsberg e di Demiral dalla linea di porta, sul neoentrato Mukiele. La chiosa meditata è di Gasperini: "Ci giocheremo tutto a Bergamo, come volevamo. Con la regola delle 5 sostituzioni è cambiato tanto, gli attaccanti forti possono stravolgere con una giocata un andamento logico". L'altra regola che ha cambiato tutto è quella del gol in trasferta, che non vale più doppio. Si riparte davvero alla pari. E all'Atalanta, comunque vada, è giusto fin d'ora dire grazie.
Il tabellino
LIPSIA-ATALANTA 1-1
(17’ pt Muriel, 14' st autogol Zappacosta)
Lipsia (3-4-1-2): Gulacsi – Klostermann, Orban, Gvardiol (29’ st Halstenberg) – Henrichs (42’ st Mukiele) Laimer, Kampl, Angeliño – Olmo (29’ st Szobloszlai) – Nkunku (42’ st Novoa), A.Silva (16’ st Forsberg). All. Tedesco.
Atalanta (4-2-3-1): Musso – Hateboer, Demiral, Palomino, Zappacosta (44’ st Pezzella) – De Roon, Freuler (22’ st Miranchuk) – Pessina (16’ st Scalvini), Koopmeiners, Pasalic (16’ st Boga) – Muriel (16’ st Zapata).All. Gasperini.
Arbitro: Oliver (Inghilterra) 6.
Note: ammoniti Palomino, Gvardiol, Halstenberg. Spettatori 36.020.