Atalanta-Milan 1-1, Bennacer replica al partente Malinovskyi
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròBERGAMO - Il Milan campione d’Italia è uscito indenne dalla trappola atalantina. Però ha lasciato 2 punti sul campo e il primato provvisorio all’Inter, avvalorando la profezia di Pioli sul difficile bis di quota 86, quella del diciannovesimo scudetto. L’1-1 è stato agguantato da Bennacer, con un sinistro d’autore, e non dal gruppo degli attaccanti in sovrannumero, tutti schierati per la rimonta al gol di Ruslan Malinovskyi, eroe della serata. Il quale, per essere un calciatore ufficialmente scaricato dall’allenatore a poche ore dalla partita perché segna poco, non è affatto sceso in campo scarico. Dopo una mezz’oretta di giocate saltuarie ma non banali, proprio mentre sui cartelloni pubblicitari scorreva la scritta “trova casa” richiamo subliminale al noto lamento social della signora Malinovskyi per l’imminente addio alla casa di Bergamo, il marito si è fiondato sull’assist rasoterra…
BERGAMO - Il Milan campione d’Italia è uscito indenne dalla trappola atalantina. Però ha lasciato 2 punti sul campo e il primato provvisorio all’Inter, avvalorando la profezia di Pioli sul difficile bis di quota 86, quella del diciannovesimo scudetto. L’1-1 è stato agguantato da Bennacer, con un sinistro d’autore, e non dal gruppo degli attaccanti in sovrannumero, tutti schierati per la rimonta al gol di Ruslan Malinovskyi, eroe della serata. Il quale, per essere un calciatore ufficialmente scaricato dall’allenatore a poche ore dalla partita perché segna poco, non è affatto sceso in campo scarico. Dopo una mezz’oretta di giocate saltuarie ma non banali, proprio mentre sui cartelloni pubblicitari scorreva la scritta “trova casa” richiamo subliminale al noto lamento social della signora Malinovskyi per l’imminente addio alla casa di Bergamo, il marito si è fiondato sull’assist rasoterra di Maehle e ha scagliato il sinistro dell’1-0, complice Kalulu e la sua deviazione involontaria. Siccome il gol del trequartista ucraino – di Zythomyr, città particolarmente bersagliata dai russi nella guerra arrivata al 179° giorno - era stato preceduto dal lungo e infruttuoso insediamento del Milan nei pressi dell’area avversaria e Zapata aveva fatto il centravanti di manovra nel senso più autentico della locuzione (cioè ben lontano dalla porta altrui), si è capito una volta di più che Gasperini, prima di essere un allenatore inflessibile e duro coi suoi uomini, è innanzitutto uno stratega e un motivatore. L'ucraino ha commentato in un tweet la sua partita "Il piano di Dio"
Nel primo tempo di ieri la strategia è consistita nell’ingolosire il Milan, attirandolo in una metà campo dalla densità di popolazione metropolitana e obbligandolo a tentare di fare passare il pallone per la cruna dell’ago. Braccati in ogni dove non solo gli attaccanti invano rotanti - Leao, Rebic, Diaz e Messias in continua girandola con l’aggiunta di Hernandez – ma anche e soprattutto le fonti di gioco Tonali e Bennacer, Pioli ha cercato senza successo (di Messias lo spreco maggiore) l ’unica soluzione possibile: svuotare il corridoio centrale per gli scatti di chiunque, a turno, si trovasse in zona.
Lo svantaggio, arrivato senza preavviso, ha imposto nella ripresa la sconfessione dell’utopia dell’intercambiabilità. L’ingresso di De Ketelaere e Giroud per i protagonisti della vittoria con l’Udinese, Diaz e Rebic, ha ripristinato le probabili gerarchie. Il talento belga tenuto in naftalina ha subito liberato Tonali, fin lì un po’ trattenuto, all’incursione stoppata dal piede di Musso.
Poi il completamento della metamorfosi, con Origi e Saelemaekers aggiunti alla prima linea al posto di Messias e del troppo frenetico Leao, ha definitivamente spostato il pallone davanti a Musso, inducendo Bennacer a sbrigliare l’estro: dei due tiri affilati in pochi secondi, il primo lo ha respinto in corner il portiere e il secondo ha fruttato il pari, che Djimsiti ha protetto immolando una gamba sullo slalom di Origi. Nel frattempo Gasperini aveva inserito Muriel, Lookman e Scalvini, il cui impiego a centrocampo è stato osservato con attenzione in tribuna dal ct Mancini, che nelle formazioni di partenza aveva annotato un dato sconsolante: due italiani in campo (Calabria e Tonali) più l’italo-brasiliano Toloi. Comunque l’1-1 è rimasto. Malinovskyi, che al momento del cambio con Lookman ha salutato Gasperini toccandogli la mano, si vedrà.